devo fare un ringraziamento. a questa casa editrice che non conoscevo prima di giovedì sera, intorno alle 20,30, la Marcos y Marcos.
quando mesi orsono ho conosciuto danisoul, abbiamo scoperto che entrambi amiamo il cinema e i libri. un pomeriggio, dopo che scoprimmo che ci piaceva un certo film, lo passammo su msn, io a casa, lui in ufficio, a cercare se esistesse una versione recente del libro da cui era stato tratto. scoprimmo, inoltre, che l’autore sembrava l’avesse tratto da un libro che il padre gli aveva letto da ragazzo e che lo aveva riadattato e pubblicato, prima di trarne la sceneggiatura. il libro era fuori catalogo, non si trovava su nessun sito, nemmeno usato, e con mestizia abbandonammo il proposito di lettura.
fino a ieri.
ieri ero alla libreria della stazione, al piano interrato, che vagavo alla ricerca di qualcosa. ero tentata di prendere qualcosa, ma avevo paura che poi avrei abbandonato lo studio ancora una volta. quindi mesta me ne stavo andando quando decido di salire al piano terra e poi di lì uscire. passo dietro degli scaffali nascosti e una copertina rossa mi viene agli occhi. “la principessa sposa”. mmm. mi dice qualcosa… lo prendo e inizio a leggere.
ed è lui, il libro che avevo disperato di leggere, il libro da cui era stato tratto ormai 20 anni fa “la storia fantastica”, film cult a quanto pare per la mia generazione.
ecco.
io allora vorrei ringraziare di cuore i signori Marcos y Marcos. davvero. grazie mille. vi voglio bene. tanto.
[...] “Sei matto se credi che quella sarà contenta di abitare in qualche stamberga di campagna in America.Non con quello che spende in vestiti”.
“Piantala di parlare della Contessa! Per piacere. Altrimenti mi farai impazzireeeeeeeeee“.
Buttercup scosse il capo.
Westley scosse il suo. “Non sei mai stata un genio, immagino”.
“Mi ami, Westley? E’ questo?”
Lui non riusciva a crederci.”Ti amo? Mio Dio, se il tuo amore fosse un granello di sabbia, il mio sarebbe un universo di spiagge. Se il tuo amore fosse…”
“Non ho ancora capito la prima” lo interruppe Buttercup. Cominciava a sentirsi elettrizzata. “Un momento. Dici che il mio amore è grande come un granello di sabbia e il tuo come quell’altra cosa? Le immagini mi confondono, così… questo tuo affare universale sarebbe più grande della mia sabbia? Aiutami, Westley. Ho l’impressione che siamo sull’orlo di qualcosa di molto importante”.
“Sono rimasto nel mio tugurio tutti questi anni per te. Ho imparato le lingue per te. Ho reso forte il mio corpo perché pensavo che un corpo forte ti sarebbe piaciuto.Ho vissuto la mia vita con la sola speranza che un bel mattino, all’improvviso, tu potessi guardare nella mia direzione. Non ricordo un momento negli ultimi anni in cui la tua vista non abbia spedito il mio cuore a sbattere contro il costato. Non c’è stata alba in cui la tua immagine non abbia accarezzato il mio risveglio… Incominci a capire qualcosa o vuoi che continui?”
“Non fermarti più”.
“Non c’è stato…”
“Se mi stai prendendo in giro, Westley, ti uccido”.
“Come puoi pensare che ti prenda in giro?”
“Be’, non hai detto una volta che mi ami”:
“E’ solo questo che vuoi? Facile. Ti amo. Okay? Lo vuoi più forte? Ti amo. Devo sillabarlo? Ti-i-a-emme-o. Lo vuoi a rovescio? Oma it”. [...]
[...]“Hai due possibilità: sposarmi e diventare la donna più ricca e più potente nel raggio di mille miglia, regalare tacchini per Natale e darmi un figlio, o morire tra strazi e tormenti, in un futuro molto prossimo. A te la scelta”.
“Non ti amerò mai”.
“Non saprei che farmene, del tuo amore”.
“Va bene, allora sposiamoci”. [...]
“Non ti amerò mai”.
“Non saprei che farmene, del tuo amore”.
“Va bene, allora sposiamoci”. [...]
William Goldman, “La principessa sposa”, Marcos y Marcos, 2007. edizione originale del 1973.
ps: che poi, io l’attore che fa Vizzini al film, lo incontrai a Capri, quando andai in gita in quarto o quinto ginnasio.