cinismo imperante
martedì, luglio 31st, 2007doveva morire antonioni per poter vedere tonino guerra senza quel suo sorrisetto irritante?
doveva morire antonioni per poter vedere tonino guerra senza quel suo sorrisetto irritante?
22.
ufficialmente finiti gli esami.
evvaffanculooooooooooooooooooooooo
mamma mi ha comprato un block notes cifrato. nel senso che sotto c’è il mio nome, non nel senso che è un rebus. anche se da lei sarebbe stato da aspettarselo.
peccato non siano post it. pazienza, significa che li staccherò e li appiccicherò col vinavil, pensavate di scamparvela così?
*risata malefica.
succede che vai a fare un esame, l’ultimo, ti interroga un’assistente. esordisci dicendo che sei agitata perchè è il tuo ultimo esame, ed è vero, che il manuale non è che fosse molto scorrevole e comprensibile, si perdeva i noccioli delle questioni tra ragionamenti filosofici, ed è vero (di politica non ci capisco molto, ma in 23 anni di letture una certa esperienza nel campo editoriale me la sarò fatta), ho proseguito scambiando roma per firenze, e concluso spacciando la devolution con il declino dello stato. l’ho raccontato in un commento a batgirl e mi son ritrovata a scoprire che la suddetta assistente è una sua commentatrice. tra l’altro ho scoperto anche che batgirl è compagna di disavventure universitarie, e che mi ha anche visto all’esame di statistica. se non è celebrità questa, yeah.
ho proseguito lunedì pomeriggio sfasciandomi i piedi con lo shopping, rigorosamente a via nazionale, per un giorno ho fatto la fighetta e ho speso un patrimonio in profumeria. penso di non aver speso mai tanti soldi tutti insieme, nemmeno per un telefonino. lo shopping ha fruttato 3 reggiseni (celeste, rosa, nero), una coulotte lilla, una coulotte/perizoma rosa e bianca, una canottiera bianca a costine da tezenis, un reggiseno e un top turchesi da yamamay (no, dico, yamamay+reggiseno+io, un trio che mai avrei pensato fosse possibile, ed invece ho scoperto che la 4coppa c di questa marca mi va da dio. aspiranti pretendenti prendetene nota), varie ed eventuali in profumeria, “alice nel paese delle meraviglie” & “attraverso lo specchio” e “il pendolo di focault” da feltrinelli.
da ricordi ho preso questo per anna, pare abbia gradito e molto, ne son felice. poi ieri sera cena da lei in campagna con altra gente. di cui almeno uno pare che basta che ti dia un po’ di attenzione e ti dica “pace fatta” per stare a posto con la coscienza. poi se ci hai discusso 25 e più giorni fa perchè non si fa sentire, dopodichè non si è fatto più vivo, un’altra volta, quello, è un dettaglio, in fondo, no? che pretendi? io nulla, non me lo rovino più il fegato dietro a lui. e affanculo 10 anni di amicizia, da mo che è morta, mi sa. la torta era ottima, con le amarene fabbri, e la carne perfetta, grazie alla frans sempre più brava con la brace.
tra l’altro, se vi arriva addosso un pallone, non cercate di difendervi con la mano in cui tenete il cubalibre, potreste farvici la doccia macchiandovi canottiera e reggiseno nuovi. bianchi. non mi pare il caso.
ho scoperto che lo smalto bianco mi sta bene ai piedi. me ne devo comprare uno tutto mio senza implorare la sorellina di prestarmi il suo. però è difficile mettere lo smalto quando si è cicciottelli. molto difficile. un punto alle meno tettone, e una bella pedicure in agenda per me, grazie.
sto devastata. oggi pomeriggio ho dormito, da dopo le 18 fino alle 20,45 tipo. ero un lago di sudore, mia mamma ha fatto la minestra zucchine e patate per cena, continuo così e dovranno raccogliere i miei resti col mocio vileda. mio padre ha montato un frigo nuovo in cucina. peccato che l’ha collegato in modo che o è acceso il frigo, o è accesa la luce delle scale. qualcosa non torna.
devo scrivere la tesi. non ce la posso fare. le cazzate mi vengono di getto, non posso farci nulla, ma scrivere su commissione, perchè devo, perchè non ho scelta, perchè ho delle scadenze, mi manda in paranoia, blocco e mi fa perdere ogni amore per l’argomento. e poi non so perchè, ma da una parte, è come se avessi finito proprio. ho il cervello in vacanza, totalmente, niente lavoro, niente studio, niente. è come quando finisci la scuola, alle medie. o anche al liceo, ma non hai da fare nessuna versione di greco, nessuna maturità. è destabilizzante. ho somontato la pochette che portavo in borsa, 2 chili di roba di cui ne usavo si e no qualche grammo, adesso sta in un beauty più grande e sembra davvero strano. la borsa nell’armadio, gli occhiali da sole sulla mensola… è strano.
a proposito di versioni di greco. ecco, la piccola alice che ispirò carrol per “alice nel paese delle meraviglie” faceva liddell di cognome. e nelle note viene ripetuto più e più volte. poi, a un certo punto, in una nota, si specifica che una poesia di carroll di “attraverso lo specchio” fu tradotta in tedesco da un certo scott, grecista ed amico del padre di alice. liddell+scott. si specifica che hanno compilato un vocabolario di greco insieme, i due amiconi. il liddell-scott, of course. il vocabolario di greco che io ho usato. e che ho anche abbastanza odiato, quando non trovavo le frasi pronte, ma anche tanto amato quando mi dava significati che il rocci o il GI non avevano. quelle piccole sfumature di concetto che facevano la differenza. ok, sono pazza. ma lo si sapeva già spero.
c’ho bisogno di uscire. di stare seduta da qualche parte a raccontarmi, a ridere, scherzare, sparare idiozie, ad ascoltare storie, a tenermi la pancia dalle risate, a sentirmi male e bene allo stesso tempo, a instaurare amicizie nuove e tutto il bene che ne può venire. stasera son così, malinconica e stanca.
voglio sapere che fine ha fatto vì, che oggi dava la tesi specialistica, e voglio sapere come è andata. secondo me non finisce di festeggiare entro sabato.
- devo ricordare al mio tecnico di impostarmi feedburner;
- devo ricordare al mio tecnico di impostare delle emoticon più carine;
- devo ricordare al mio tecnico di impostare il carattere del blog più grande di un punto o due;
- devo ricordare di fare al mio tecnico le congratulazioni per la laurea;
- devo ricordare di augurare buon viaggio, buone vacanze, buon divertimento e buon ritorno al mio tecnico, ma non credo che ce ne sarà bisogno, visto che per un mese starà lontano dal pc e da me. :°D
approfitto per ricordare a greenwich che in caso di abbisogna mi rivolgerò a lui, visto che una volta si è gentilmente proposto.
poi.
volevo dire che quella figa spaziale di ip4zi4 mi ha nominata per il mio primo meme. ho cercato in giro per la blogosfera, ma pare che sia solo da appiccicare un cosino che ora metterò e passare il testimone. io odio i meme. però mi fa tanto orgogliosa che la ipa abbia pensato a me, per cui non posso esimermi. e poi mi sento molto rock, io. e se la ipa sapesse tutte le robine che mi son comprata oggi per festeggiare la fine degli esami (perchè io oggi ho finito gli esami, a prescindere dal fatto che non so ancora un risultato, in qualsiasi caso, per me questo è stato l’ultimo esame u.u) sarebbe davvero davvero davvero orgogliosissima di me.
ora dice che dovrei fare io le nominascion.
come minimo, se la becca la taqs.
dacchè, io la darei anche alla barbara e alla crì
eppoi, alla batgirl e alla ari che mi piacciono come scrivono si si si. e che a quanto vedo ancora non ce l’hanno sto coso.
ed ultima, ma non meno importante, nomino la kik@ che non linko se lei non mi autorizza. linkata.
se vi piace fatelo, sennò se volete lasciarlo morire qua, ditelo che mi organizzo per portare via il cadavere ed evitare spiacevoli puzze&malattie eventuali.
se qualcuno ha capito il senso, a parte il link selvaggio, mi faccia sapere, che mi interessa, davvero.
a presto con il blogroll aggiornato, eh.
update: mi risulta che vengo linkata da questo gg che non conosco e non capisco dove mi linka, son curiosa, se qualcuno sa parli. e poi da una cosa che si chiama cocomments, in almeno due profili… son curiosa anche di questo, me lo spiegate?
salve salvino gente.
ho avuto una settimana estenuante, e il bello è che ho questo bel livido scuro sulla chiappa a ricordarmelo.
la mia lamentela di qualche giorno fa sui mezzi di trasporto e il mio abitare nel nulla, non era lo sfogo di una psicopatica campagnola provinciale che vorrebbe vivere nel grigio della città, ma era l’anticipo dell’odissea di giovedì, quando ho sostenuto per l’ottava fantozziana volta l’esame di statistica, ancora nauseata dalla metro e dall’autobus.
inciso: (avvertimento all’inciso: io non sono razzista, ma sto per fare una affermazione che con molta probabilità lo è. fine avvertimento all’inciso) ma perchè diamine, tu, operaio rumeno, e tu, colf bulgara, che prendete l’autobus delle 5 di mattina, puzzate come l’inferno? io capisco che siete poveri e l’acqua è un bene prezioso, ma cavolo! rinunciate a quel cacchio di pacchetto di sigarette, rinunciate al nokia/motorola/quellochecaspitaè-ultimo modello-pagato 600 euro e comprateve 1,50 di deodorante dell’eurospin! eccheddiamine!!!
fine inciso.
comunque, tanto per non smentirmi, stavolta mi sono dimenticata a casa la calcolatrice, che mi serviva per fare 2 calcoli 2 nel compito, ed ovviamente, me ne ricordo solo sulla metro, una fermata prima di termini. devo dire che è stato fantastico buttare 6 euro in questa maniera. specie essendo in quasi ritardo e con la tabaccaia che mi mostrava come fosse brava la calcolatrice a fare 2+2.
comunque, non debbo lamentarmi neanche troppo, seduta dietro di me c’era una ragazza che si era alzata alle 3,30 di notte per venire a fare l’esame, un’ora prima di me. quindi taccio.
dopodichè la mattinata e giornata son proseguite con la laurea di un’amica che per festeggiare ci ha offerto un aperitivo e invece ci siamo trovate al suo pranzo. io imbarazzatissima, non me lo aspettavo, ma siam stati tutti benissimo e ci si è divertiti tanto e mangiato da favola. praticamente stavamo così bene che volevamo farci adottare dai camerieri che invece ci hanno cacciato alle 17.30, due ore dopo l’orario di chiusura del pranzo e 2 ore prima dell’orario di apertura della cena. penso che ancora ci stanno maledicendo.
qui si penserebbe che una volta tornata a casa, io mi sia data alla pazza gioia estiva, tutto sole, cuore, mare…
si, na ceppa.
lunedì ho scienza politica, esame che mi porto dietro da 2 anni, dopo la prima bocciatura, studiato varie volte, mai bene, cambiando anche libro, e a cui ho sempre rinunciato all’ultimo. solo che stavolta non posso rimandarlo a settembre, altrimenti finisce che mi dedico solo a quello e non faccio ancora nulla per la tesi (per la quale pare abbia svoltato, come si dice qui, ma silenzio) e mi slitta a febbraio. io a febbraio non mi voglio laureare, che febbraio è un brutto mese, non mi è mai piaciuto.
dicevamo, scienza politica: un bel mattoncino di 600 paginette, da fare in 4 giorni, leggere e studiare e ripassare; autori sì simpatici e leggeri come solo tommaso, machiavelli e leopardi sanno essere, amici di grandi e piccini per la loro facilità di comprensione, l’acutil fosforo che ammicca dal suo blister bianco e argento, colori così di moda questa estate, nella borsa spatasciata a terra ai piedi del comodino ove svetta una torre di tomi, tra cui le garzantine filosofia di sorrisi e canzoni, inutilizzate però.
e poi, e poi… potevo scordare la mia amica allergia alla polvere? e la mia amica polvere? che mi stanno intasando il naso da una settimana, da quando il salone è stato finito di imbiancare? potrei forse dimenticarmene, quando mi tappano il naso tutto il giorno? e soprattutto quando due giorni fa, a causa di Polvere, scendendo le scale, ho fatto un volo di quelli che mi dovevano dare il brevetto di pilota honoris causa, fracassandomi a terra la morbida (ma soda) chiappa? adesso ho il suddetto livido che sembro un paziente incidentato di E.R., da quanto è scuro e brutto. davvero, sembra disegnato, un effetto speciale da Oscar. mi vien voglia di bucherellarmi la carne per far uscire il sangue pisto, ma il mio masochismo non arriva ancora a tanto e mi trattengo. mi son beccata anche della stronza (non detto, ma sottointeso) perchè sono caduta, mi son sentita dire che son caduta a posta per non aiutare a pulire. prossima volta mi spezzo un braccio pur di non lavare i piatti e una gamba per non pulire il bagno. da notare che due giorni prima, sullo stesso scalino, c’era caduta mia sorella, con tanto di stesso risultato ematoso nel mio stesso punto. solo, essendo lei la minore, il risultato era proporzionato.
il che significa che dopo l’esame, se non si riassorbe l’ematoma, io a mare non ci vado. come faccio ad andare al mare con sto coso sulla chiappa che sembra quasi voglia prendere vita da solo e neanche va d’accordo col mio costume?
comunque. la cosa che più mi manca questa estate, in questa estate fatta di studio e fatica, di sudore e pessimismo, è la macchinetta del caffè. cioè, anche un uomo, of course, ma quella è una mancanza sempreverde, come le foglie della magnolia, c’è sempre. la mancanza stagionale invece è la macchinetta del caffè che avevo in ufficio, quella che premevi il pulsante, inserivi la capsula, mettevi il bicchierino sotto il beccuccio, premevi un altro pulsante, lo ripremevi, e toh! il caffè è pronto! devi solo girarlo! e mi manca anche i cosi per fare il ghiaccio e il caffè freddo e shackerato, che qui a casa mia i cubetti di ghiaccio sono un evento, non so perchè.
e mi mancano anche i soldi. tanti soldi. perchè appena ho saputo che, udite, udite!, mi verrà installata in camera una nuova scrivania, aggiuntiva! e non sostitutiva di quella che ho già barcollante, me ne sono andata sul sito dell’ikea a cercare il trono adatto a questa regina, che sarei io, non fate sarcasmo spicciolo, su. e ho scelto. voglio questa. che mi pare sia all’altezza. della scrivania e mia, l’altezza, che io so gnappa. e poi, siccome la scrivania starà dal lato della camera che non è molto illuminato, ovviamente, mi servirà una lampada da tavolo. e io voglio questa. poi che fai, vai all’ikea e non prendi nient’altro? infatti, io voglio anche questa, che l’ho assaggiata l’altra volta e porca miseria quanto è buona.
quindi, se qualcuno, dopo lunedì, che ha la macchina, e vuole andare all’ikea, e casomai darmi un passaggio poi a casetta, che mi devo portare la sedia e farle fare i giretti metro/treno alla sedia farebbe male, sappia che ha trovato compagnia e sa a chi chiedere.
ah. e poi, a proposito di soldi, mi servirebbe anche questa. così vi faccio vedere per bene come è bella la mia cameretta nuova. nuova, vabbè, con la scrivania e la sedia aggiuntive.
e poi. ho lo sconto di sephora che mi scade il 7 agosto. ho detto addio alla piastra, al momento, che altrimenti “qualcuno” potrebbe ucciderla con la sola forza del pensiero, perchè non gliela presto. quindi devo comprare altro. qualche idea ce l’ho, tipo kit french manicure, ombretti come-dico-io-sempre-che-esistano, una cremina corpo al cocco… ma mi servono suggerimenti, sparate, su. anche qualcosa che volete provare ma che non avete mai avuto il coraggio di farlo, lo provo io, mi offro come cavia. e che non costi esageratamente, che c’ho lo sconto si, ma solo del 10%.
ora devo andare. mi mancano ancora 120 pagine del manuale, devo capire perchè benedetto croce diceva delle cose e cosa diceva, in maniera di capire perchè è diventato la mia, di croce, e ho altre 200 paginette sulla comunicazione politica. certo. che tanto a noi di comunicazione, checcefrega della comunicazione politica, meglio sapere tutta la filosofia che ci ha portato lì. e poi ci dicono che facciamo gli esamini facili. st’esame bastava il secondo libricino, a mio avviso. chemmefrega di leopardi che pippava e vedeva il nulla e si sentiva solido nulla nel solido nulla??? è l’unica cosa che mi ricordo di leopardi. sigh.
adieu.
(come diceva milord, lasciando la rosa rossa)
qual è il nome di quella patologia che mi costringe a scrivere un post it per ricordarmi di leggere l’appunto sull’agenda?
questo post oggi lo scrivo prima in word pad.e non perchè non ho un cavolo da fare, naaahhh, è che semplicemente ho la linea che va e viene e mi sta dando molto ai nervi, tipo sarà mezz’ora che cerca di caricare la pagina per scrivere di wordpress. forse dovrei fare aggiorna. in più la camera mi si è riempita di formiche volanti e non so perchè. ma so da dove vengono. a parte che qui è pieno di giardini. tanti. anche io ho il giardino, pensa un po’. qualcuno dice che siamo in campagna, secondo me siamo in mezzo al nulla, almeno in inverno. in estate siamo in mezzo al qualcosa e un po’ di traffico, visti tutti i vacanzieri.comunque, il motivo principale, è che c’ho il bosco davanti. mia nonna qualsiasi cosa succede, bella o brutta, tira sempre fuori la frase “ehhh è che ci sta sto bosco davanti” con la tipica inflessione guardavallese. quindi, se ho le formiche in camera, che volano, tra l’altro, è colpa del bosco davanti.ora, il bosco davanti (casa) implica un’altra cosa: l’assenza di marciapiede. perchè se c’è una specie di canalina per quando piove dove far scorrere l’acqua, il marciapiede però non c’è. dici: chettefrega? ci sta dall’altra parte, dal lato dove abiti te, che ti importa se di fronte non c’è? e io dico: a parte che direttamente davanti casa mia marciapiede non ce n’è, anzi, però mi frega, perchè dall’altro lato della strada, sotto al lampione spesso spento, ci prendo l’autobus. e non è che stiamo parlando di una stradina, no no no, belli, stiamo parlando di una delle vie principali di accesso alla città e di connessione con i vari centri che la costituiscono e i limitrofi, oh, mica pizza e fichi, eh. quindi di macchine ce ne sono un bel po’ che passano. e l’autobus son anni che lo prendo lì. saran 14 anni supergiù. 14 anni in cui ho rischiato la vita un bel po’ di volte, fra pazzi che cercano di metterti paura facendo finta di tirarti sotto e vecchi&maniaci che ti offrono passaggi. e l’ho preso a tutte le ore, l’autobus, e spesse volte capace che mi han scambiato anche per una lucciolina, che il cartello lì non c’è e la pensilina, giustamente, è di fronte, dove c’è il marciapiede.
da quando faccio l’università, ad esempio,spesse volte, vuoi per un esame, vuoi per qualche corso, mi è capitato di stare lì ad aspettare tra le 6,20 e le 6,40 del mattino, per poi andare a prendere il treno in centro. una volta mio papà si sbagliò a mettere la sveglia, invece che alle 5,45 la mise alle 4,45. io scesi in fermata che erano le 5,20, l’orologio che da qualche tempo faceva i capricci e pensavo fosse indietro di un’ora e il cellulare che manco sapeva cos’era un orologio, che era un siemens c35, quello con daniele bossari che faceva la pubblicità. cominciò a sorgermi il dubbio che ci fosse qualcosa che non andava perchè non vedevo passare il camion della nettezza urbana, che in genere spaccava il secondo. aspetta un minuto, aspetta due minuti, chiamo la signorina della wind per togliermi il dubbio, e lei poverina un po’ assonnata e pensando fossi pazza, mi conferma che ero in anticipo di un’ora. -_-
comunque, fatto sta che prendendo l’autobus a quell’ora, il primo che passa, a quell’ora, riesco in genere ad arrivare in tempo per prendere il treno delle 6,58.che arriva a termini alle 8,10 se tutto va bene.
ora, piccola digressione. l’anno scorso, treno delle 6,58 partito con 20 minuti di ritardo e con una sosta interminabile a pomezia che volevo solo che scendere, andare a prendere l’autobus e tornare a casa a dormire, appello alle 8,30, arrivai in aula spaccando il secondo, trovai tutti pronti con i fogli in mano e la prof. che stava per dettare le domande aperte, e il prof. che mi prese a male parole perchè secondo lui avevo preso l’ultimo treno disponibile, e quasi mi voleva cacciare, e quasi gli rispondevo male. il prof. purtroppo per lui, non sa che quello era il primo treno per me disponibile, e io sono una donnina piccola e dolce, ma se mi incazzo mi incazzo di brutto, e non so cosa mi abbia fermato dallo sfancularlo, come minimo, davanti a tutti. perchè la questione è questa. ho la stazione,secondo google maps, a 2 km circa, 4 minuti in condizioni di traffico favorevoli. solo che non ho la macchina e andare a passeggio alle cinque e mezza di mattina in una zona residenziale dove a quell’ora tutti dormono, non è che sia proprio sano, per una ragazzetta come me. l’alternativa è prendere l’autobus delle sei e mezza, l’unico che porta ad una stazione ferroviaria, fare 5,7 km, sempre secondo google maps, e prendere il suddetto treno. per prendere il treno prima, devo sfrantumare le palle ai miei, che lavorano, e farli alzare ad un orario incredibile e disumano, e farmi accompagnare. la croce universitaria è mia, perchè devo farla portare ad altri? vabbè, gli ultimi due appelli, per non rischiare, mi faccio accompagnare dalla mamma a prendere il treno delle 6,34, cosa che in sei lunghi anni di triennale era capitata solo un’altra volta, e che per questo esame gliel’ho fatta fare 2 volte nel giro di 15 giorni.
riassumendo:
- la stazione più vicina, di mattina presto, non è il caso di andarci a piedi, anche se son solo 2 km e anche se di giorno e di sera l’ho fatto (mai oltre le 10 di sera, però)
- per arrivare in tempo per le 8,30 devo far alzare i miei ad un orario per loro scomodissimo, visto che io non ho la macchina e non posso prendere la loro che serve per andare a lavoro;
- prima delle 6,20 davanti casa mia non passano autobus.
detto tutto? quadro completo? mi pare di si.
bene.
ora, perchè il prof. ha deciso che il prossimo appello sarà alle 8 di mattina??? perchèèèèèè??? e perchè, cito testualmente, “Per problemi organizzativi non si accettano cambi di turno, se non per documentati motivi.” ??? perchè devo fare alzare mia madre, povera donna, alle 4,30 di mattina per portare me a fare un esame??? (alzarsi e prepararsi x 2, uscire di casa, arrivare alla stazione) e soprattutto, come documento i miei validissimi motivi???
si accettano suggerimenti.
nel frattempo, ho ammazzato 4 formiche volanti e l’adsl sembra tornata stabile -_-
i giochini di flashgame.
ligabue su youtube.
i vecchi post di greenwich e i nuovi di tutti gli altri.
un po’ di msn.