giovedì karaoke, venerdì revival ’60-’70-’80, sabato disco.
ieri sera, ore 21,15 circa, sto vedendo un pezzetto di distretto 7, silvestrin s’è fatto roscio. castano roscio, per esser precisi. l’anno scorso era venuto in ufficio per la chat con ospite, un gesù cristo di ragazzo, un armadio con un faro puntato sopra. si interessa anche di tecnologia ed internet, faceva il figo dicendo che la chat avrebbe potuto allestirla anche da casa, che lui chatta su msn e smanetta sul cellulare. intanto l’agenzia faceva la figura dimmerda, e lui si innervosiva, che la chat non funzionava per colpa di quelli che curavano il lato tecnico a milano. io intanto regredivo a 17 anni, al 1999, quando avevo la sua foto sulla smemoranda. stavo sbavando dentro.
comunque, guardavo distretto 7, e sento una musica. vicino casa mia c’è una sorta di disco-pub-pizzeria latino-americana, ma questa era più alta come volume e più vicina. vado in bagno, apro la finestra e c’è ramazzotti a palla. mi rendo conto che non è un cd, ma un live. ho ramazzotti live sotto la finestra del mio bagno, a 50 metri dal mio cancello. comincio ad escogitare un modo per sabotarlo, ma realizzo che è un karaoke, che è solo una base. finsice, gente che applaude, canta una tizia… bravini, ma niente di eccezionale, un po’ brilli… un’oretta e una decina di canzoni dopo, finita “domo mea” ancora col ramazzotti de’ cincinnato, la tizia ringrazia sentitamente, il pubblico urla “braviii!!!”, lui afferma “ancora grande musica stasera!”. un’altra tipa attacca con “nel sole”, la gente la incita, lei ha la zeppola come muccino, e albano si rivolta nella tomba. ah, come dite, ancora non è morto? dettagli, nulla vieta che ci sia già da vivo, nella tomba. comunque, la stona, fa gli auguri a qualcuno e via, altro giro, altra canzone, altro regalo. ed avanti così che la notte è giovane, il repertorio ben fornito, gli astanti già ubriachi e i vicini hanno già perso il sonno.
silvestrin, poi, prima che andasse via, mi fece l’autografo. lo dovette chiedere la mia collega per me, io a forza di regredire ero in fase prefetale. m’ha mezza abbracciata e baciata sulle guancie (si!!! entrambe!!! *__*) e se n’è andato.
e comunque: lauretta mia, figlia adorata, la serenata la canta papààààààà!!!!
credo fosse una festa di fidanzamento, il revival ce lo risparmiamo stasera.
settembre 7th, 2007 at 18:53
che è sta storia del sabotaggio? non mi toccare eros, eh?!
settembre 7th, 2007 at 20:58
sarebbe stato divertente però
ma non era lui
settembre 9th, 2007 at 12:32
Beh, vuoi negare il grande aiuto allo studio che può fornirti in una notte pre-pre-esame la serata revival a 100 metri da casa tua, che sforna classici dell’orrore come What is Love di Haddaway ?
settembre 9th, 2007 at 17:19
sto post non è tanto interessante
settembre 9th, 2007 at 21:57
@sista : te nun capisci un cavolo prrr
@gianl : eggrazziaddio che non avevo esami!!! ma te ne hai fatto uno per dire così? come è andato? ma what is love quella che fa “baby don’t hurt me, don’t hurt me, no more…” ?
settembre 10th, 2007 at 19:46
Ale, il revival no, ma ho dovuto subire ben di peggio (pianobar con slanci nella musica napoletana) sulla terrazza del condominio dove abito (due piani sopra di me) per una festa di non so cosa.
Comunque si, What is Love a occhio è proprio quella. Mi è venuta in mente perchè l’ho sentita recentemente nel trailer di un vecchissimo film di Raul Bova più o meno di quell’epoca (piccolo grande amore, un film di cui lo stesso bova penso si vergogni ancora la notte, tapperà gli occhi dei figli quando vede passare il trailer).
settembre 10th, 2007 at 21:13
oddio il piano bar
stellina, mi spiace. comunque si, dicevo quella. e quel film è uno dei più brutti della storia. e raoul non è che mi stia molto simpatico, viste le prese in giro alle medie che mi son beccata per colpa sua. colpa riflessa, visto che ha lo stesso cognome di mia nonna che si vanta che è figlio di un suo cugino… che poi va a sapè, i calabresi son tutti parenti e mia nonna ho scoperto anni dopo che è una nota fanfarona…