riassunto delle puntate precedenti: tino ama gina che ama lina cha ama pino che ama mino.
sabato arrivo da danisoul in mattinata, ci prepariamo, lascio il borsone lì, andiamo a termini e in attesa di kika mangiamo. poi tutti e tre in metro fino a fermi e al freddo raggiungiamo il palazzo delle esposizioni. alla modica cifra di euro 4 entriamo in tre a piùlibripiùliberi, per il semplice fatto che avevamo due biglietti omaggio e uno ridotto per l’abbonamento. dentro, non ve lo racconto. ve lo faccio vedere. una bolgia.

facciamo un po’ di acquisti (io un libro per la sister, che non le ho dato, l’ho lasciato sotto l’albero insieme a quello che le ho preso impacchettato, lo vedrà , spero, domattina, più “cime tempestose” che volevo rileggere e “la freccia nera” che ho sempre voluto leggere). vorrei scrivere tutte le boiate che abbiamo detto, ma non me le ricordo. verso le 18-meno-qualcosa usciamo e andiamo a un bar di fronte, abbiamo un certo languorino, ed in tre ci facciamo n°2 cassatine siciliane (buone), n°1 cornetto, n°3 cappuccini con spruzzata di cacao, nell’attesa di nemo, nostro unico contatto approfondito col resto del mondo bloghereccio.
kika poco dopo l’arrivo di nemo se ne va, noi 3 rimaniamo, cerchiamo di chiaccherare, salutiamo qui e lì, siamo abbastanza intimiditi, non ci si filano molto, facciamo un po’ tappezzeria, ma tra di noi si chiacchera bene. quando nemo viene presentato come un ottimo fotografo zompa su di circa 100 posizioni in bb. cosa che si rivelerà poi vera quando torna a casetta. zoro si ricorda di me, anche se mi aveva visto una volta sola a fine aprile, e mi fa piacere.dani ed io dobbiamo andare sull’ostiense in un locale per il compleanno di un’amica/collega, quindi prendiamo la metro e molliamo la blogosfera a rimpizzarsi e a twittare compulsivamente.
scendiamo a garbatella e andiamo verso quella che crediamo essere via ostiense. telefoniamo per sapere gli altri a che punto sono, ci dicono in altomare, mangiamo da pizzarito, ritelefoniamo per sapere bene l’indirizzo del locale. lo cerchiamo in lungo e in largo e troviamo il numero civico di fronte dove abbiamo mangiato. lì però c’è un bar. c’è qualcosa che non torna. ritelefoniamo, sono le 22 passate, ci dicono che sta verso il centro, dani ha l’idea geniale che allora forse non è che dovevamo scendere a garbatella, ma a piramide, che quella su cui siamo non è come scritto dappertutto via ostiense, ma la circonvallazione ostiense. a-riprendiamo la metro, scendiamo, sbagliamo strada, troviamo via ostiense, facciamo non so più quanta strada a piedi e finalmente arriviamo. ormai siamo totalmente asociali e sveniamo dal sonno e dal mal di piedi. alla fine torniamo a casa e fra cambiarci ed andare a nanna si fanno le 3,30. -___-. la mattina dopo avevo appuntamento a termini con nemo alle 10 -____- gli mando un messaggio e gli chiedo di svegliarmi. ci riesce così bene che quasi quasi gli compro una sim da ricaricare ogni tanto e mi faccio chiamare tutte le mattine. ma a lui questa cosa non va a genio, me l’ha giò detto. puzzone.
ovvero: la prima volta non si scorda mai.
ci prendiamo il nostro bel badge alla biglietteria, entriamo e timidi timidi ci sediamo ad ascoltare le prime un-conference, io più che intimidita mi sento proprio fuori luogo… poi un po’ perchè scopro che pavolini si ricorda di me dai tempi del bloglab come zoro, un po’ perchè comincio ad ambientarmi, la situazione migliora. fatto sta che a pranzo con nemo, lord zarcon e robie sono proprio tranquilla e mi diverto, come poi per il resto della giornata. ci si fa le foto, la mia piccola benq che per non fare le foto mosse devo smettere di respirare impallidisce di fronte alle loro reflex, ma non desisto e fotografo qua e là. peccato che ogni un-conference se poco poco rischia di sforare la mezz’ora assegnata viene segata in maniera barbara. il massimo si raggiunge quando gattonero e sir drake vengono interrotti proprio su uno dei punti di maggior scorno dei blogger:

ovvero sui continui fraintendimenti tra giornalisti e blogger su tutto e tutti. evvabbè. si prosegue chiaccherando, cazzeggiando, facendo caciara anche con eddy pedro e senzastile.
fatto sta che sono anche stati interrotti per l’intervento/marchetta di un tizio che nessuno sa chi è, e che probabilmente difficilmente conosce la maggior parte di noi (io perlomeno, se non conoscevo il blog, li conoscevo per twitter). frattanto arriva anche luca che mi porta il badge brandizzato twitter con tanto di avatar fatto da cincinnato e colleziono la mia prima moo card by manfrys.
detto anche: signora mia non esistono le mezze stagioni.
il tipo in pratica fa questa marchetta su questo suo sito che non ho capito se è 2.0 solo perchè ha un forum, perchè pubblica degli “articoli” o perchè farà una specie di caccia al tesoro tramite weblin fra qualche giorno (cos’è weblin? come lo indicizza google “weblin is your avatar, chat on every website and find friends”. praticamente, ‘na chat con una figurina/avatar che passeggia sul tuo desktop chiaccherando con gli avatar altrui, ma lui si ostina a dire che no e che è una grossa innovazione) mettendo in palio due giornate benessere (che vuol dir tutto e vuol dir niente, poi un domani si vedrà). il tutto condito da frasi del tipo: basta col supermercato dei sentimenti, il cuore al kilo 8 euro è troppo, non esistono più le mezze stagioni, l’euro vale il doppio, torniamo alla lira, e poi c’è l’immigrato che ruba il lavoro all’italiano, come la marmotta che confezionava la cioccolata, e sora maria non ci sono più le mezze stagioni, e quando c’era lui si stava meglio e vabbè, il concetto s’è capito. ah, ecco, importante: fa un milione di contatti, non s’è capito se all’anno, al giorno o al secolo, e per ben 3 volte gli hanno chiesto di vendere il dominio (registrato in tempi non sospetti, eh, mica c’erano tutti sti siti di dating, e poi io le foto non le faccio mettere) anche a prezzi alti, ma lui ha sempre rifiutato.
in fin dei conti, bella giornata, mi ha fatto piacere vedere persone con cui avevo solo chattato e twittato, si è stati bene e in compagnia. mi dispiace di essermi persa la cena anche perchè molti al camp vero e proprio non c’erano, e di non essermi goduta bene l’aperitivo, timida come sono ancora aspettavo che fossero gli altri a farmi far gruppo e non mi sono buttata, ma domenica ho recuperato un po’. al twittercamp ci si vede sicuro, eh.
intanto devo discutere con nemo una piccola iniziativa… vi farò sapere meglio…