Archive for dicembre, 2007

questione di dna

sabato, dicembre 29th, 2007

questo pomeriggio ho passato qualche ora in compagnia di mia nonna. quella chalahbrehseh.

ora, lei è sempre stata una col vizio di raccontare palle e di raccontare le stesse cose all’infinito (come direbbe il Professore Farnsworth di “Futurama”, ha il cd incantato); va da sè che raccontando le palle all’infinito, le palle cambiano piano piano.

così. oggi, per circa una cinquantina di volte mi ha detto che era già passata da me una prima volta a vedere se c’era qualcuno ed era tutto buio, che zia si era appena alzata dal riposino pomeridiano e che le aveva chiesto se era stata da noi oggi ed allora è venuta, che le gemelle kessler (ovvero mie cugine) erano uscite e ancora non erano tornate, ha chiesto altre cinquanta volte dove stava sister, cosa stava facendo e come sta.
poi con la scusa dell’albero di natale (che lei già faceva in chalahbrihah, ora, contando che lei è qui dal ‘57, e che in patria faceva la contadina figlia di contadini, ci credo poco, eh) ha tirato fuori i cugini preti, uno da parte di madre e uno da parte di padre, di cui uno cieco perchè da piccolo s’era sparato col fucile del padre nell’occhio. poi non so come, ho un vuoto del tipo “rapimento degli alieni”, è passata a quando è arrivata qua, alla casa che aveva venduto alla sorella e ai terreni che aveva comprato e poi venduto, fino alla raccolta delle olive e dei cocomeri che i padroni le davano perchè a lei la vedevano che lavorava tanto e bene.

è inutile specificare che ho perso il conto delle volte che mi ha raccontato queste cose, vero?

visto il dna che mi ritrovo, se a un certo punto comincerò a raccontare sempre le stesse cose di quando ero gggiovane e bella e tutti mi venivano dietro (cit. nonna  -.-’) spero di poter contare in un qualche volontario che mi abbatta.

sempre che non muoio prima di qualche rara ed esotica malattia. o di raffreddore. che lo sapete che sono ipocondriaca.

de stranezze 2.0

mercoledì, dicembre 26th, 2007

adesso mi spiegate perchè la casa editrice promuove questo libro

 Immagine di Un lavoro sporco

tramite un myspace e non con un blog.

(volevo riportarvi un brano, ma a) l’ho iniziato una settimana fa per poi mollarlo e finire "la collina dei conigli" e b) dice che anche per brevi citazioni in articoli o saggi ci vuole l’autorizzazione scritta, gli sto facendo anche troppa pubblicità aggratis, come diciamo a roma, che la casa editrice è romana così ci si capisce bene se passano di qua)

anche questo è natale…

domenica, dicembre 23rd, 2007

c’è gente che il 23 dicembre di pomeriggio, con 25 persone accalcate di fronte alla vetrina in attesa di chiedere il proprio cadeau al commesso euronics di aprilia2, in fila da 20 minuti minimo, chiede un ipod e di fronte alla domanda “di che tipo lo vuole” risponde “ah, ce ne sono tipi diversi? io non ci capisco niente, che ne so, mi spieghi che tipi sono”. e igor, il commesso, prima gli dice che ci sono mp3 e mp3&mp4 coi relativi prezzi, facendogli capire di guardarseli da solo mentre sfama le belve, poi quando quello insiste gli dice “queste sono tutte macchine, l’ipod è una mercedes”. e secondo voi l’ultra50enne capisce? ovvio che no. e gli chiede il significato di mp3 e di mp4 (audio e video). e secondo voi, quello decide cosa vuole? so solo che igor sconsolato s’è girato verso gli altri astanti, e si è rinfrancato del fatto che ognuno di noi sapesse quello che cercava. l’ultra50enne credo sia ancora lì a decidere se lo vuole nero, colorato, shuffle o normale, da tot giga ecc ecc.

già mi vedo i titoli a studio aperto

venerdì, dicembre 21st, 2007

"giovane blogger stroncata da un mix letale: tosse e singhiozzo ed esala l’ultimo respiro."

io dico che è un po’ tardi per ricordarsi che esisto

giovedì, dicembre 20th, 2007

avevate la mia mail, il mio contatto msn,  il mio numero di telefono, l’url del mio blog, il numero di casa e sapete benissimo dove abito. con quello che mi ha cercato stasera ci siamo anche incontrati e non è che quando mi ha vista andarmene velocemente glissando domande mi ha richiamata. volendo potevate cercare il mio nome nell’elenco dei laureandi della facoltà, che sapete benissimo come funziona quel sito.

adesso a me non mi interessa più niente di cosa fate, dove andate, chi siete e cosa pensate, dove state e che combinate.

niente.

e venirmi a chiamare adesso, a natale, tanto perchè vi son tornata in mente, tanto perchè appunto è natale e vediamo se ci tocca farle il regalo e magari a capodanno ci accolliamo a lei, come già s’era pensato l’anno scorso (che sennò organizzare noi qualcosa di diverso è troppa fatica, meglio stare in casa), tanto per fare la buona azione… no. io non ci sto. e non me ne dispiace.

non cercatemi, non leggetemi, non scrivetemi, non telefonatemi. vi ho bloccato e cancellato su msn, nella posta vi metterò come spam, stessa cosa qui sul blog.

non mi interessate. io da qui me ne vado, prima o poi. voi continuerete a scrivere sul giornale locale, io non resto ad organizzare le mostre a san gallo.

non so più a chi credere.

sabato, dicembre 15th, 2007

se dessi retta a nonna, la colpa sarebbe delle castagne.

se dessi retta a papà, la colpa sarebbe dell’uso smodato di piastra (una volta a settimana -___-) e acqua troppo calda.

se dessi retta a mamma, la colpa sarebbe di:

  • caldo
  • freddo
  • autunno
  • inverno
  • stress
  • cibo
  • cambio stagione
  • ciclo
  • preciclo & similia
  • varie & eventuali.

se dessi retta al parrucchiere, sarebbe per qualche astrusa combinazione chimica che sbilancia non-so-che e per essere ribilanciata necessita di una serie di: shampoo, balsamo, crema ristrutturante e cuffietta alla modica cifra di mille mila euro.

(che poi, io già di mio odio il parrucchiere, ci vado si e no ogni 6/10 mesi. in più, quando ci vado, incredibilmente, per i 4 mesi successivi, il tempo che i capelli impiegano a sporcarsi dopo lavati si riduce a meno di 24 ore. -___-)

e intanto i capelli cadono a mazzetti, ogni volta che li lavo o mi pettino -___-

stai a vedere che la colpa è del cane.

Cavolo, trovare i titoli sarà la cosa più dura…

mercoledì, dicembre 12th, 2007

… ed infatti il titolo di questo post è stato bello che ladrato :D
la cosa positiva è che chi ha subito il furto è il protagonista del post.

riccardo l’ho conosciuto qualche anno fa, perchè eravamo (siamo) due fan di "friends" e frequentavamo il sito italiano della serie dove c’è una tag board. non vi sto a dire come, abbiamo iniziato a scambiarci mail e siamo diventati amici.

a gennaio insieme al da me rinominato juliblabla e ad altre persone che non ricordo (cippe, facevi parte anche te della combriccola operativa? ) per un esame universitario (sdc, chevvelodicoaffare) hanno aperto un blog farcito di spam per un mese e mezzo circa, la defunta spammeria (secondo me potevate lasciarla aperta, ma vabbè), la cui tag board ormai mitologica è però rimasta aperta fino boh, marzo, aprile, non me lo ricordo.

da allora riccardo, soprannominato kenny, si è dato da fare con la tesi, portando a casa un votone eccellente meritatissimo, e durante la festicciola ha annunciato che avrebbe aperto un blog. io non ero presente, ma quando julius me l’ha detto son rimasta perplessa, e a quanto pare non ero nemmeno l’unica.

fatto sta che invece kenny il blog l’ha aperto davvero. quindi, signore e signore, ecco a voi Il blog di Kenny !!!

beccatevelo tutto.

riassunto delle puntate precedenti: tino ama gina che ama lina che ama pino che ama mino; ovvero: la prima volta non si scorda mai; detto anche: signora mia non esistono le mezze stagioni.

lunedì, dicembre 10th, 2007

riassunto delle puntate precedenti: tino ama gina che ama lina cha ama pino che ama mino.
sabato arrivo da danisoul in mattinata, ci prepariamo, lascio il borsone lì, andiamo a termini e in attesa di kika mangiamo. poi tutti e tre in metro fino a fermi e al freddo raggiungiamo il palazzo delle esposizioni. alla modica cifra di euro 4 entriamo in tre a piùlibripiùliberi, per il semplice fatto che avevamo due biglietti omaggio e uno ridotto per l’abbonamento. dentro, non ve lo racconto. ve lo faccio vedere. una bolgia.

facciamo un po’ di acquisti (io un libro per la sister, che non le ho dato, l’ho lasciato sotto l’albero insieme a quello che le ho preso impacchettato, lo vedrà , spero, domattina, più “cime tempestose” che volevo rileggere e “la freccia nera” che ho sempre voluto leggere). vorrei scrivere tutte le boiate che abbiamo detto, ma non me le ricordo. verso le 18-meno-qualcosa usciamo e andiamo a un bar di fronte, abbiamo un certo languorino, ed in tre ci facciamo n°2 cassatine siciliane (buone), n°1 cornetto, n°3 cappuccini con spruzzata di cacao, nell’attesa di nemo, nostro unico contatto approfondito col resto del mondo bloghereccio.
kika poco dopo l’arrivo di nemo se ne va, noi 3 rimaniamo, cerchiamo di chiaccherare, salutiamo qui e lì, siamo abbastanza intimiditi, non ci si filano molto, facciamo un po’ tappezzeria, ma tra di noi si chiacchera bene. quando nemo viene presentato come un ottimo fotografo zompa su di circa 100 posizioni in bb. cosa che si rivelerà poi vera quando torna a casetta. zoro si ricorda di me, anche se mi aveva visto una volta sola a fine aprile, e mi fa piacere.dani ed io dobbiamo andare sull’ostiense in un locale per il compleanno di un’amica/collega, quindi prendiamo la metro e molliamo la blogosfera a rimpizzarsi e a twittare compulsivamente.
scendiamo a garbatella e andiamo verso quella che crediamo essere via ostiense. telefoniamo per sapere gli altri a  che punto sono, ci dicono in altomare, mangiamo da pizzarito, ritelefoniamo per sapere bene l’indirizzo del locale. lo cerchiamo in lungo e in largo e troviamo il numero civico di fronte dove abbiamo mangiato. lì però c’è un bar. c’è qualcosa che non torna. ritelefoniamo, sono le 22 passate, ci dicono che sta verso il centro, dani ha l’idea geniale che allora forse non è che dovevamo scendere a garbatella, ma a piramide, che quella su cui siamo non è come scritto dappertutto via ostiense, ma la circonvallazione ostiense. a-riprendiamo la metro, scendiamo, sbagliamo strada, troviamo via ostiense, facciamo non so più quanta strada a piedi e finalmente arriviamo. ormai siamo totalmente asociali e sveniamo dal sonno e dal mal di piedi. alla fine torniamo a casa e fra cambiarci ed andare a nanna si fanno le 3,30. -___-. la mattina dopo avevo appuntamento a termini con nemo alle 10 -____- gli mando un messaggio e gli chiedo di svegliarmi. ci riesce così bene che quasi quasi gli compro una sim da ricaricare ogni tanto e mi faccio chiamare tutte le mattine. ma a lui questa cosa non va a genio, me l’ha giò detto. puzzone.

ovvero: la prima volta non si scorda mai.

ci prendiamo il nostro bel badge alla biglietteria, entriamo e timidi timidi ci sediamo ad ascoltare le prime un-conference, io più che intimidita mi sento proprio fuori luogo… poi un po’ perchè scopro che pavolini si ricorda di me dai tempi del bloglab come zoro, un po’ perchè comincio ad ambientarmi, la situazione migliora. fatto sta che a pranzo con nemo, lord zarcon e robie sono proprio tranquilla e mi diverto, come poi per il resto della giornata. ci si fa le foto, la mia piccola benq che per non fare le foto mosse devo smettere di respirare impallidisce di fronte alle loro reflex, ma non desisto e fotografo qua e là. peccato che ogni un-conference se poco poco rischia di sforare la mezz’ora assegnata viene segata in maniera barbara. il massimo si raggiunge quando gattonero e sir drake vengono interrotti proprio su uno dei punti di maggior scorno dei blogger:


ovvero sui continui fraintendimenti tra giornalisti e blogger su tutto e tutti. evvabbè. si prosegue chiaccherando, cazzeggiando, facendo caciara anche con eddy pedro e senzastile.
fatto sta che sono anche stati interrotti per l’intervento/marchetta di un tizio che nessuno sa chi è, e che probabilmente difficilmente conosce la maggior parte di noi (io perlomeno, se non conoscevo il blog, li conoscevo per twitter). frattanto arriva anche luca che mi porta il badge brandizzato twitter con tanto di avatar fatto da cincinnato e colleziono la mia prima moo card by manfrys.

detto anche: signora mia non esistono le mezze stagioni.

il tipo in pratica fa questa marchetta su questo suo sito che non ho capito se è 2.0 solo perchè ha un forum, perchè pubblica degli “articoli” o perchè farà una specie di caccia al tesoro tramite weblin fra qualche giorno (cos’è weblin? come lo indicizza google “weblin is your avatar, chat on every website and find friends”. praticamente, ‘na chat con una figurina/avatar che passeggia sul tuo desktop chiaccherando con gli avatar altrui,  ma lui si ostina a dire che no e che è una grossa innovazione) mettendo in palio due giornate benessere (che vuol dir tutto e vuol dir niente, poi un domani si vedrà). il tutto condito da frasi del tipo: basta col supermercato dei sentimenti, il cuore al kilo 8 euro è troppo, non esistono più le mezze stagioni, l’euro vale il doppio, torniamo alla lira, e poi c’è l’immigrato che ruba il lavoro all’italiano, come la marmotta che confezionava la cioccolata, e sora maria non ci sono più le mezze stagioni, e quando c’era lui si stava meglio e vabbè, il concetto s’è capito. ah, ecco, importante: fa un milione di contatti, non s’è capito se all’anno, al giorno o al secolo, e per ben 3 volte gli hanno chiesto di vendere il dominio (registrato in tempi non sospetti, eh, mica c’erano tutti sti siti di dating, e poi io le foto non le faccio mettere) anche a prezzi alti, ma lui ha sempre rifiutato.

in fin dei conti, bella giornata, mi ha fatto piacere vedere persone con cui avevo solo chattato e twittato, si è stati bene e in compagnia. mi dispiace di essermi persa la cena anche perchè molti al camp vero e proprio non c’erano, e di non essermi goduta bene l’aperitivo, timida come sono ancora aspettavo che fossero gli altri a farmi far gruppo e non mi sono buttata, ma domenica ho recuperato un po’. al twittercamp ci si vede sicuro, eh.

intanto devo discutere con nemo una piccola iniziativa… vi farò sapere meglio…

ma nessuno ha niente da ridire sullo spot nuovo del cillit bang? -__-

venerdì, dicembre 7th, 2007

invece di prendere una povera doppiatrice sottopagata con anni e anni di lezioni di dizione alle spalle e costringerla a parlare romanesco, ma non facevano prima a scendere al mercato esquilino e prendere la prima sora maria di passaggio al banco dell’indiano che vende la frutta sotto l’ex caserma sani?