born in the eighties

è che noi nati negli anni ’80 siamo cresciuti con il mito della carriera.
yuppies“, “una donna in carriera“, “baby boom“, “indiana jones“, “i robinson“, “ally mcbeal” e decine e decine di altri, ci hanno spinto a fare l’avvocato, il dottore, il giornalista, il pubblicitario, l’archeologo, sognando soldi, fama, avventura. case enormi, vestiti costosi, macchine di lusso.

tutti dei piccoli intenditori di scotch ai party esclusivi in casa degli amici.

tutti fuori dalle superiori a iscriversi in massa all’università: scienze politiche, economia e commercio, giurisprudenza. qualcuno archeologia, che harrison la donnina ce l’ha vicina vicina anche col cappello impolverato.

tutti a ritrovarsi precari nel 2008. ma questa è un’altra storia.

fatto sta, che film e telefilm sono stati per noi degli ’80 dei veri manuali di sopravvivenza. i libretti d’istruzione alla vita. (o di distruzione della stessa?). dei veri e propri manuali di phigaggine.

la phigaggine va costruita. certo un po’ ci nasci, ma devi anche curarla, essennò non vale. primo passo della phigaggine è la cura del corpo, dell’immagine. quindi via libera a massaggi, saune, trattamenti estetici. la ceretta, per rimanere al minimo indispensabile e alla base di tutto.

l’estetista. questa donna a metà strada tra una velina, una dea e wanna marchi. se le chiedi di sistemarti le sopracciglia, vuole farti il trucco permanente per coprirti la cicatrice sottostante, le chiedi una cera alle gambe e ti propone un ciclo di 10 massaggi linfodrenanti alla modica cifra di un mutuo trentennale, le chiedi un consiglio per una manicure e esci con le unghie di catwoman e un porto d’armi provvisorio, le esterni il tuo desiderio di metterti a dieta e ti succhia grasso in saune al prezzo di una ferrari monoposto.

che poi, quando sei lì, nell’intimità della saletta calda e umida come la foresta pluviale, con indosso solo un perizoma di carta e l’inguine bianco di borotalco come un pupo a cui hanno appena cambiato il pannolino, che fai, non le fai due chiacchere???
ti ritrovi così, a 25 anni, studentessa precaria fuoricorso, cicciottella, single, che vive con i suoi e divide la stanza con la sister, a vergognarti di parlare della tua quasi laurea con una che ha fatto a malapena 3 anni di corso professionale sperando di non sembrare una saccente snob.

e parla tu che parlo io, tra uno strappo di striscia, una lacrima trattenuta e una palettata di cera incandescente lì dove la senti meglio, scopri che la tua aguzzina ha solo due anni più di te, ma ha appena comprato e rinnovato totalmente una  casa a due piani dove sta trasferendosi con il fidanzato, sta per sposarsi, ha un centro estetico piccolino ma tutto suo che frutta bei soldini, la macchina nuova, i vestiti per carità solo di marca e per l’amica che si laurea la settimana prossima in regalo un week end fuori solo loro due.

e te, esci di là, con la pelle arrossata, i peli delle braccia ancora sulle braccia che quando hai chiamato per prendere appuntamento hai detto solo “cera completa” e per lei significa solamente da caviglia a gluteo, e lunedì devi tornarci che devi fare anche baffetti e sopracciglia (tot: 20 €) e oggi non aveva tempo, l’umore che è rimasto sotto il lettino e l’autostima suicidatasi nell’hammam e 40 euri che sono passati come un niente dalle tue tasche alle sue. e lei, l’estetista, che ti saluta con un “ciao cara, tesoro ricordati lunedì se non vieni chiamami che ti sposto l’appuntamento, e soprattutto mi incasini con gli altri”.

che quelli che facevano i soldi fossero le parrucchiere e le estetiste, questo, i nostri manuali da giovani marmotte in carriera non ce lo avevano detto.

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21 risposte a born in the eighties

  1. adriana scrive:

    Noi siamo di un decennio prima ma ti assicuro che abbiamo lo stesso vostro “equilibrio” :sad:

  2. Alberto scrive:

    e che diamine!

    per lei nella vita contano i soldi, per me le esperienze.

    chi avrà ragione alla fine?

  3. alesstar scrive:

    @adriana “E’ un mondo difficile/e vita intensa/felicita’ a momenti/e futuro incerto” (cit.)
    @alberto: eh. certo che con due soldini di più, anche le esperienze vengon meglio ;(

  4. Kika scrive:

    c’è anche l’amico-nemico silk epil :roll:

  5. alesstar scrive:

    @kika: il silkepil, no! mai! (piuttosto cambio estetista e torno a quella che si preneva la metà ed era più brava :roll: )

  6. Napolux scrive:

    Io lo dico sempre che ho sbagliato mestiere ad esempio… Dovevo fare il panettiere dal pane a 5 euro al kg o il pizzaiolo da asporto (lavorano 5 ore al gg): una margherita sempre a 5 euro (come si vedono sempre + spesso qui)

    Loro si che hanno capito tutto della vita: poco sbattimento, materie prime a basso prezzo e ricarichi da usuraio… ;)

  7. al3sim scrive:

    L’eterno dilemma tra essere e avere.
    Io preferisco essere, poi non ci faccio caso se c’ho la barba lunga, l’aria da maledetto e i vestiti un po’ sdruciti ma comodi.
    Che male c’è? Ognuno fa le sue scelte, e non credo sia colpa dei film (avrei dovuto fare l’acchiappafantasmi, allora).

  8. alesstar scrive:

    @napo: e allora io ci ho in famiglia il pizzettaro più sfigato d’italia :roll:
    @al3sim: io l’archeologa. e dico davvero, son stata a tanto così da iscrivermi a archeologia, ma una versione di greco si oppose a quest’amore :roll: . no, vabbè, non è colpa dei film. era solo un modo divertente per introdurre il fatto che chi si fa il mazzo e l’uni credendo di raggiungere una certa sicurezza nella vita, poi viene sorpassato da chi invece ha studiato poco e niente e magari fa quello che fa come un ripiego.
    daiiii era un post di cazzeggio, non vi fate troppi film mentali!!!!! :mrgreen:

  9. Paolo scrive:

    Anche se era un post di cazzeggio rappresenta in maniera quasi impeccabile l’attuale realtà lavorativo-universitaria in italia… Io al momento sto valutando la situazione per mettermi in proprio… (sempre nel mio settore – informatico) ma così a fare due conti è dura…
    Certo, la speranza è l’ultima a morire…
    In fondo si sa che nella vita lo studio ed il pezzo di carta servono a poco se non hai già un sentiero avviato da conoscenze oppure MOLTA FORTUNA… Per uno che si vuol fare da solo la strada è ardua.
    Se poi mi va tutto bene ti assumo io! ;)

  10. vedi pure perchè volevo fare la parrucchiera? :grin: :grin: ;-) :mrgreen: :razz: :lol: :cool: ^_^ 0==(D) :roll: :mrgreen: :razz:
    ok basta

  11. alesstar scrive:

    @Paolo: ecco, quello intendevo, su per giù
    @sister: elloso, e non ci avevi tutti i torti :)

  12. KAN scrive:

    ma tu dici che io dell’89 mi devo preoccupare di diventar precario, o posso rientrare tra quelli degli anni ’90?
    sai, quelli fighetti, tutto il giorno in discoteca, tutta la notte in discoteca, qualche pausa in cui si pesta un bimbo riprendendo col cellulare, e poi via di nuovo in discoteca…



    dio, speriamo di diventar precario. :roll:

  13. alesstar scrive:

    @Kan: io vedo sister che è dell’89 e secondo me rientra tra i precari. e poi te sei così bravo ragazzetto che non ti ci vedo a pestar bimbini :roll:
    precario rulez :cool:

  14. Pepenero scrive:

    Questo post è splendido! Sto ancora ridendo! Purtroppo dici una cosa verissima: penso costantemente al fatto che dovrei lasciare tutto e aprirmi, che ne so, un ristorante giapponese o una spa…

  15. Quello del 17 scrive:

    In consulenza, si vagheggia sempre di mollare tutto e aprire una pizzeria… Ma io penso che m’annoierei. Io comunque sono un fortunato degli anni ’70, quindi rientro nella categoria non precaria ma migratoria: ovverossia quelli che hanno, si, un contratto a tempo indeterminato, ma comunque passano di azienda in azienda nella (vana) speranza di portare lo stipendio ad un livello adeguato alle uscite familiari…

  16. alesstar scrive:

    è che noi abbiamo sbagliato tutto. ci spacchiamo la schiena facendo l’uni, quando tranquillamente potevamo fare un corso professionale e poi specializzarci nel corso degli anni, quando i soldini ce li avevamo già in tasca :roll:

  17. Erisha scrive:

    allora partiamo dal presupposto che se ti chiede 20 euro per i baffetti e sopracciglia è una LADRA quindi bocciato in pieno il suo centro estetico,secondo:anche io quando le guardo, con i loro occhioni languidi, la mia stessa età e tanti soldi da non sapere come spenderli mi prende veramente male, poi però ti basta parlarci 2 minuti di qualcosa che non contempli vestiti,trucco e parrucco e ti rendi conto della differenza sostanziale tra te e loro :lol:

  18. alesstar scrive:

    @erisha: 20€ = braccia, baffetti e sopracciglia. e ascella.
    si, sicuramente saranno più “adulte” per certi versi, epperò per farmitogliere peli da posti che nemmeno sapevo avessi bisogno di depilare, preferisco quella che si prende solo 35€ :roll: questa me ne ha spillati 60 :roll:

  19. colomba scrive:

    beh io ogni volta che vado dall’estetista esco con le tue stesse paranoie, pagherei un sovrapprezzo pur di non sentire che ho sbagliato tutto (6)

  20. alesstar scrive:

    @colomba: no, ecco, io mi rifiuto di darle altri soldi :mrgreen:

  21. UberFrau scrive:

    Essì che io volevo fare la fotografa, non la giurista: adesso una mia amica fotografa guadagna il quadruplo di me e ha studiato la metà. Maledetti eighties.

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