“se sei uscita dal tunnel di stephen king ben 8 mesi fa, 15 giorni prima di ricominciare le lezioni e gli studi, comprerai un suo libro di 619 pagine che ti ci rifionderà prepotentemente, mettendo in forse tutta la tua futura carriera di specializzanda”
che poi questo è anche il motivo per cui in genere, alla triennale, mi concedevo uno o due libri solo alla fine degli esami in attesa che ricominciassero le lezioni, chè io quando comincio a leggere chi mi ferma più? (“l’isola del giorno prima” di eco, mi ferma, ecco chi. altro che “baudolino” )
da pagina 24* (la feticista della carta stampata ha fatto un’orecchietta piiiiiiccooooolaaaaa piccola piccola, che non aveva con sè una matita o un post it, stava sul treno e aveva solo una penna, e non siamaiddio che si usi una penna su un libro non di studio):
<<Quando abbiamo finito e tu ti sei addormentata, io sono rimasto sveglio ad ascoltare l’orologio sul tuo comodino e il vento e ho capito che ero veramente a casa, che casa mia era a letto con te, e che qualcosa che si andava avvicinando nel buio improvvisamente non c’era più. Non aveva potuto rimanere. Era stato scacciato. Sapeva come tornare, di questo ero certo, ma non poteva restare, e io potevo dormire in pace. Mi si è infranto il cuore di gratitudine. Credo che fosse la prima vera gratitudine che provavo. Sdraiato lì accanto a te, con le lacrime che mi scivolavano ai lati della faccia e cadevano sul cuscino, ti ho amata e ti amo adesso e ti amo per tutti i secondi da allora a ora. Non importa che tu mi capisca. La comprensione viene immensamente sopravvalutata, ma nessuno trova mai abbastanza sicurezza. Io non ho mai dimenticato come mi sia sentito sicuro quando quella cosa è scomparsa dal buio.>>**
no, davvero, fate i seri, volete ancora classificarmelo come horror di serie b? a prescindere da quello che sia ciò che è nel buio (io non lo so, ho precisato pagina 24 perchè così non mi si accusa di spoiler, e di mio sono solo a 44 e ancora non s’è capito molto, anche se chi ha letto metà della sua produzione come me un po’ di aspettativa ce l’ha), a me sembra una dichiarazione fantastica. voglio dire, lui è lì, con lei che dorme, si sente a casa per la prima volta nella sua vita, e riesce a metter da parte tutte le sue paure, tutti i suoi demoni, che siano veri babau dell’armadio o idoli della spelonca.
Stephen King, “La storia di Lisey”, Sperling Bestseller, 2006, € 6,00
*all’inizio, quando dovevo scegliere un nome per questa categoria di recensioni strampalate, il nome prescelto era “recensioni a pagina 24″, ma sapevo che non sarebbe stata in piedi, visto che spesso a pagina 24 non c’è niente di molto interessante
**ci ho un po’ la fissa del dormire abbracciati. spoiler: apparirà presto un post dove questa cosa tornerà. ma l’ho scritto almeno 20 giorni prima di quando lo leggerete. è che ognuno ha i suoi temi preferiti, i suoi topòi. come stephen king quello dei bambini fenomenali, delle mamme esaurite e in perenne pericolo e dei papà che, spariscano o meno, hanno una grandissima influenza sulla progenìe.
Bello il passo anche se non leggerò mai un libro d’horror.
Cmq io in 3 giorni ho letto un libro di più di 300 pagine. Ce la fai a finirlo prima dell’inizio delle lezioni..sisi..ce la fai :mrgreen:
ma non è horrorrrrrrrrrrr (6) ;(
Tu non hai idea di quanto è scomodo dormire abbracciati.
Soprattutto d’estate.
Sti scrittori romantici me sa tanto che non battono chiodo, perché sennò lo saprebbero…
king è sposato da 40 anni con la tabitha… :roll:
Sei euro? Mi stai facendo venire voglia di prenderlo.
In bocca al lupo per le nuove lezioni, facci sapere come va!!
sei lleuri, nella versione piccolina e con la copertina rigida. crepi il lupo kenny
Non mi sono spiegato.
Non King.
‘Sti scrittori romantici che idealizzano il dormire abbracciati. King nel brano che citi non parla di dormire abbracciati, e comunque decisamente non lo definirei un romantico.
è che sono io che idealizzo :roll: poi sicuramente sarei la prima a scazzarmi e a traferirimi su un divano :roll:
ma ce l’abbiamo davvero sto libro?
pare carino
:shock: :roll:
non te funzionano le faccine :mad:
si sere, lo sto leggendo :roll:
lo so, funzionano male, le sistemerò…
No, non ti trasferisci su un divano. Te stacchi dall’abbraccio e ti sposti sull’altro lato del letto, sperando:
1) Che l’altro lato sia il tuo, e quindi puoi tenere a portata di mano il tuo libro, il tuo orologio e lontana la SUA sveglia che non si vede perché gliela devi spegnere tu
2) Che lei (o lui) non sia uno che dorme scalciando e agitandosi come un criceto in crisi epilettica. E CREDIMI, non tutti hanno questa fortuna… :roll:
@QD17: a 8 anni e mezzo mio papà faceva ancora il fornaio e lavorava di notte. mio fratello e io dormivamo ancora nel lettone con mamma. il problema è che mia sorella era già nata ed aveva anche un anno e mezzo. lettone troppo affollato, io ero sul bordo, calci e cadute. ho preso e me ne sono tornata a letto mio :arrow: figurati se non me ne vado sul divano. o se non ci mando lui, stavolta :mrgreen:
beh un’orecchietta se la meritava proprio!
Io i miei libri li sottolineo tutti, proprio perché sono i miei, altrimenti sarebbero uguali a tutti gli altri e questo non mi garba molto. :)
< < Ma se ogni libro è un lumicino in quel buio, ed è così che io credo, così credo, così devo credere, per quanto trito, perchè io li scrivo, no? Se così è, allora ogni biblioteca è un grande eterno falò intorno al quale si raccolgono a decine di migliaia a scaldarsi di giorno e di notte. Qui non c'è posto per quattrocentocinquantuno Fahrenheit. Facciamo piuttosto quattromila Fahrenheit, perchè non stiamo parlando di forni da cucina qui, ma di ardenti fornaci del cervello, di incandescenti altiforni dell'intelletto. Oggi celebriamo la prima scintilla di questo falò e io sono onorato di partecipare. Qui è dove noi sputiamo nell'occhio dell'insipienza e sferriamo un calcio nei vecchi e avvizziti cojones dell'ignoranza. [...]>>
questo avevo la matita e s’è meritato quella :D (pagina 45, se avessi letto un po’ di più quel pomeriggio vi sareste trovati questo di pezzo)
ho cominciato a sottolineare i libri da poco. un po’ perchè ci ho sempre avuto un certo timore reverenziale, un po’ perchè o erano di mamma, o della biblioteca, o comunque in casa li leggevano altre persone e mi vergoganvo anche un po’ se notavano le sottolineature, e un po’ anche perchè quando un libro mi prende io sto in trance, non parlatemi, che non vi sento, tanto. però quando meritano, meritano :!:
OT OT belli i libri in persiano …. davvero…. sono “tuoi”, nelle tue disponibilità? ^_^
@francesco: no, per niente, purtroppo. nemmeno di parenti. :( anzi, son foto fatte di straforo, senza permesso :(
I libri di Stephen King non sono il mio genere, ma anch’io mi sono + volte fermata (e non per riflettere!) sul “Baudolino”. “L’isola del giorno prima” invece l’ho letta in poco tempo. Penso sia colpa dell’età che avanza. ;(
@cucciolotta: no, io intendevo il contrario, baudolino l’ho divorato e con piacere, mentre invece l’isola del giorno prima ho letto pochissime pagine. anche il pendolo di focault l’ho trovato più scorrevole -___-