Archive for aprile, 2008

ortone e il mondo dei chi – perchè “una persona è sempre una persona, non importa quanto sia piccola”.

mercoledì, aprile 30th, 2008

bel filmetto piacevole, pieno di animaletti strani, pucciosi, pelosetti e che sembrano di pelouche.

scimmie sparabanane, una mamma cangura ossessivo-possessiva che manda di continuo il pargolo in camera sua, cercando di eliminare ogni sua piccola fantasia e anche quella del resto degli abitanti della jungla di nullo, un elefante che fa da maestro, un topetto saggio, un coniglio che fa i biscotti e un avvoltoio russo cattivo e un po’ tontarello.

questo fuori dal granello.

nel granello un sinda-chi con 97 figlie e un figlio emo, un consiglio comunale avverso, una professoressa con la esshe shtrascinata e un pesce rosso da tenere sott’occhio.

sono andata a vederlo non sapendone assolutamente niente se non il trailer visto prima dell’isola di nim e ne sono rimasta piacevolmente sorpresa. raccontato in rima stile “il grinch” e “il gatto e il cappello matto”, ho scoperto solo poco fa che sono tratti tutti e tre da racconti dello stesso autore, il Dr. Seuss, di cui poco però si trova in rete, e quasi niente su wikipedia se non citazioni. l’animazione 3d è molto piacevole e morbida, sembra di guardare un negozio di pelouche, e l’omaggio all’animazione e ai generi giapponesi è una chicca imperdibile.

il doppiaggio è un po’ così così: christian de sica va alla grande anche con l’accento romano, peccato per qualche espressione tipicamente romanesca che ricorda troppo gli spottoni col vigile persichetti; il narratore è il classico narratore dei cartoni animati, la proff.ssa Lo-sa è giuppy izzo, anche lei voce familiare; peccato per la pivetti-mamma cangura che ormai è diventata una voce così nota che non la si nota più.

in definitiva ottimo, da vedere, ne vale la pena, nonostante duri solo un’ora e mezza. i miei piccoli compagni di sala ne sono usciti tutti strabiliati e durante l’intervallo (sigh. l’intervallo -__-”) il 50% di loro trovava dei granelli, e l’altro 50% chiedeva di poterli vedere.

detto questo, difficilmente tornerò al cinema adriano. un po’ perchè lontanuccio, un po’ perchè sarà bellissimo e fighissimo, ma l’intervallo, no, ve prego, non me potete fa l’intervallo. i film vanno visti tutti di seguito, davvero. però da notare il fatto che ai pupi fornivano una specie di bagnarola da mettere rovesciata sulla poltroncina  per stare più alti e vedere meglio.

no, a me non l’hanno data. se lo sapevo la chiedevo però :)

ps: da tenere sottocchio il nuovo della pixar disney di ottobre, wall e ! dolcissimo, ho pianto già durante il trailer, fantastico *_*

piccola parentesi no-glocal

lunedì, aprile 28th, 2008

non voglio fare il blog locale, che qui non ci abbiamo ste pretese. non è il posto adatto.

però anzio, c’ha proprio delle strade di merda, eh.

presente via dei fori imperiali su un vecchio atac di quelli arancioni in pieno luglio afa caldo e senza aria condizionata in momento in cui non c’è traffico e l’autista si crede schumacher?

uguale.

(p.s.: sbaglio o quelli che hanno vinto a roma, comune e provincia, sono gli stessi che ho nominato nei miei post giorni fa? O__o)

solitudine

sabato, aprile 26th, 2008

solitudine

sister in gita di 4 giorni a palermo, la camera vuota da ridipingere, la voce che rimbomba, la polvere alzata che non fa respirare…

alla ricerca dell’isola di nim

martedì, aprile 22nd, 2008

ve lo dico subito: finisce a cavolo. e finisce a cavolo perchè secondo me ci vogliono fare un seguito, minimo, se non altri due. ci sono un paio di cose che rimangono in sospeso, e anche se visto senza intervallo sembra durare troppo poco.

beh, praticamente. c’è gerald butler, che faceva trecento. e anche senza barba, addominali e faccia incattivita che urla “tiiiiii iiiiiiissssss spartaaaaaaahhhhh” devo dire che è bravo lo stesso. un po’ la faccia da sboroncello, quando impersona il personaggio inventato dalla scrittrice e suo alter ego (suo di lui e suo di lei), ma ci sta tutto. si cioè praticamente, lui fa sia il papà bello e forte e figo di nim (si è una bimba, mi dicono quella di Lttle Miss Sunshine che non ho ancora visto, mea culpa, mea culpa, mea grandissima culpa) che sia lei sia la scrittrice lo impersonificano con il personaggio del romanzo che la tipa scrive. sono stata spiegata?

poi c’è una tartaruga marina, che si vede a malapena, un’otaria di nome salsiccia che gioca a pallone, e un’iguana favolosa, detta virgola, che da sola vale i 3 euri di film ( potere del cin cin cinema, a me!!!).

poi, appunto c’è gerald butler. che gli hanno dato la voce di luca ward. no, dico. mah. che ogni tanto si girava e mi aspettavo cominciasse a chiamare anita per dirle che il gruppo ferri lo salva lui, di star tranquilla.
il nostro si sdoppia, come detto. e se da una parte è il degno nipote di indiana e di rick o’connell, dall’altra nelle vesti del papà in cerca di protoqualchecosa nell’atollo del pacifico, è sicuramente un novello mcgyver dei giorni nostri. d’altra parte tale padre tale figlia, la piccola nim si rivela all’altezza di un goonies in gonnella di tutto rispetto.

quello che salterebbe più agli occhi (anche perchè prima di iniziare il film passa una schermata in cui appunto si dichiara che è in collaborazione con il wwf e di andare sul sito a vedere la tartaruga marina nim adottata) è la favola ecologista. ma sarebbe troppo banale. quello che salta agli occhi di una pazza come me è il potere del racconto, la sua forza e la sua spinta al cambiamento.
nim trova il coraggio di fare quello che fa spinta dal coraggio che hanno il suo papà e il suo personaggio dei romanzi preferito, la scrittrice suipera la sua agorafobia che la costringe in casa da 4 mesi grazie a una bimba su un’isola deserta che chiede aiuto e il suo alter ego avventuriero che la sprona.

altra cosa che non si può fare a meno di notare è lo scandaloso product placement della apple, stanno addirittura sulle isole deserte e riescono anche a mandare le e-mail O_o
però a un certo punto un ragazzino viene minacciato di esser lasciato senza game boy. mi aspettavo la wii, il ds o la psp portatile, ma il game boy no O_o

comunque, come letto su un giornale a distribuzione gratuita a roma (professionale, no? come i veri giornalisti :D ) ( in realtà me l’ha detto danisoul ma non so che giornale fosse), pare che fosse un film che non dicesse nulla a chi è sopra i 13 anni. capiamoci: certe cose agli occhi di una vecchietta come me che si nutre di fantasy e di bizzarrie, sembravano esagerate e impropabili, però alla fine non stonano col resto della storia ed essendo un film per bimboli, ci stanno tutte. in finale bel filmetto.

ps: per il primo ero piccola, per il secondo anche, il terzo non mi ci portarono che non capirono la potenza formativa che poteva avere su di me, ma il quarto, oh no, il quarto non me lo perdo proprio!

a me me piace

martedì, aprile 15th, 2008

il buon doppiaerre mi passa un meme. devo dire che mi stavo un po’ chiedendo che fine avesse fatto questa simpatica usanza, e avevo qualche sospetto che non esternerò.

so che avevo detto che non avrei partecipato più a meme e bla bla bla, però questo è carino e ce l’avevo in mente di farlo prima o poi anche io.

6 cose che mi piacciono, in ordine rigorosamente sparso e non per importanza. così, come mi vengono.

  1. mi piace quando finito di fare la piastra i capelli sono lisci e morbidi e fini fini e profumini.
  2. mi piace quando metto una maglietta pulita che sa di detersivo o ammorbidente.
  3. mi piace quando mi dicono brava, o mi riconoscono come personcina mirabile e speciale.
  4. mi piace quando compro qualcosa e lo tratto con tutte le cure di questo mondo.
  5. mi piace come mi guarda quella bella bestiola dolce del mio cagnolotto amorevole.
  6. mi piace cercare su flirck foto di pranzi giapponesi (bento).

come al solito, non lo passo a nessuno, anche se son tentata di passarlo a cippe, visto l’ultimo post, chi vuol farlo lo faccia :)

deo gratias!

lunedì, aprile 14th, 2008

finalmente qualcuno ha trovato la chiave giusta per trovarmi! Cose Da Fare Prima Dei 30 wikipedia

comunque oggi a termini c’era un signore chiaramente tedesco, con una giacca a vento bianca, che reggeva un bastoncino con cartellino, pensavo fosse una guida e invece c’era scritto su “jesus”. volevo fotografarlo ma in quel momento c’era un po’ di caos, i poliziotti stavano arrestando un tipo.  ho visto delle manette dal vivo!!! emozzzzzioneeeee!!!! (mo pure le manette, chissà che gente arriverà qui da domani… )

Cercami, come e quando e dove vuoi

venerdì, aprile 11th, 2008

è che mi è andato l’occhio sulle chiavi di ricerca, e son troppo strane, davvero.

tutte da google, in preciso ordine di come me le presenta lloogg ( a proposito, ho ancora 10 inviti, se interessa):

come fare riti per vincere : mah, non so, metti il sale nell’acqua, tanto, eh. poi se vinci passa di qua e offri da bere.

cose da fare in gira scolastica : che vuoi fare, scusa? panino con la frittata e si canta “la società dei magnaccioni”. stop.

cose da fare al lavoro : dipende. chatti su msn, o ti fai litri di caffè, ti fumi una sigaretta o il solitario al pc. quello con le carte, eh.

lui e’ dello scorpione pero no so se e’ innamorato di me : guarda, io sono dei pesci, quindi con lo scorpione non vado tanto d’accordo. però non credo che sia connesso al fatto che possa o no essere innamorato di te, prova a chiedere a lui.

job meeting anzio : seh, te piacerebbe.

cose da fare a 21 anni : boh, io studiavo, lavoravo e stavo chiusa in casa in campagna con amici che si facevano le canne e morivo di freddo.

segretarie con occhiali : porto le lenti a contatto e non faccio più la segretaria, sorry.

le 40 cose da fare prima : davvero, possiamo discuterne, però, “prima” di che???

occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio.

martedì, aprile 8th, 2008

la sfiga ultimamente mi perseguita un pochetto.
il cavo ieri è arrivato, per grazia di chissà quale divinità, e quindi rendiamo grazie.

ora, io sono una che è cresciuta letteralmente a pane, visitors, e.r. e x- files. a me dottor house fa una pippa, può schizzare in giro tutto il sangue che vuole, ma io ho lavorato 3 anni da una dentista e ho frequentato non so quanti ospedali per motivi contingenti. ( non so il significato preciso di “contingente” ma mi ci piaceva).

tutto questo per dire che non  mi schifo di niente. o quasi.

ce l’avete presente rachel di friends?

alla nostra eroina faceva schifo una sola cosa: gli occhi.

io pure.

solo che io ci sono anche ipocondriaca, sugli occhi, ma tanto, eh.

del tipo, che adoro andare dalla dentista, sempre perchè l’ho vista lavorare per 3 anni e praticamente è una rimpatriata, quando ci vado per il controllo, ma odio, odio, fortissimamente odio andare all’oculista. odio mettere le dita negli occhi, odio la luce che ti punta e “guarda di qua e guarda di là” e esci dallo studio più rimba del solito, coi lacrimoni. giusto le lenti a contatto riesco a mettere e togliere, ma non tocco mai l’occhio direttamente, sempre tramite la lente, appunto.

fatto sta che giovedì vado a togliere la lente destra, e mi trovo un puntino grigio/bianco nella parte inferiore dell’iride. metto le lacrime artificiali e non si toglie, faccio passare una notte, e non si toglie, ne passano due e niente, cerco su internet ed esce fuori “cheratite”, io sto sempre più male, ansiosa e comincio anche a sentirmi un soffio al cuore.

alla fine mi convinco e vado al pronto soccorso oculistico, mezz’ora di attesa in cui mi aspetto le più brutte diagnosi, con i più brutti effetti, tra cui la rimozione istantanea del bulbo oculare intero.

entro.

mi siedo.

mento sullo strumento e luce dritta nell’occhio.

“eccolo. è un pezzetto di metallo.”

“ti anestetizzo l’occhio”

“nuoh!”

mento sullo strumento, pinzetta, occhio che non sa stare fermo, pezzetto di metallo che viaggia nell’occhio, esce, se ne va. pomata antibiotica, pecetta (altresì detta “benda”). a casa. medicazione per 3 giorni.

5 minuti di visita.

 ed ecco a voi, aless aka willy l’orbo.

uscite d’emergenza

venerdì, aprile 4th, 2008

vi piace?

proserpina verso l'uscita d'emergenza

l’ho fatta io. e l’hanno pubblicata qui

houston, abbiamo un problema

mercoledì, aprile 2nd, 2008

speravo di usare questra frase per qualche problemino piccino picciò, ma siccome la sfiga mi perseguita ultimamente, il problema è gigantesco.

ho rotto il cavo dell’alimentatore del pc.

ci si becca presto.

spero.