fffìddatti*
martedì, maggio 27th, 2008ma ci si può fidare di una banca con un nome che fa il verso al peggior parrucchiere di terza categoria e i cui testimonial sono i disoccupati sfornati dalle prime 3 edizioni di amici di maria?
ma ci si può fidare di una banca con un nome che fa il verso al peggior parrucchiere di terza categoria e i cui testimonial sono i disoccupati sfornati dalle prime 3 edizioni di amici di maria?
io qui in genere tratto cavolate, perchè io cavoleggio spesso.
e perchè se invece di cavoleggiare, mi incavolo, divento polemica ( e la dimostrazione sta nei due post precedenti, anche se erano su cavolate).
tra l’altro, se mi incavolo, perdo le parole.
però per fortuna c’è qualcuno che non ci ha peli sulla lingua, e che a mio avviso, ha ragione in tutto. tra l’altro, son spesso stata d’accordo con lui in tante cose, anche se a volte non condividevo i modi di esprimersi. epperò stavolta no, condivido anche i modi, e se si incazza forte e comincia a sbraitare io lo faccio con lui.
mi sa che è ora di cominciare a imporre quel concetto di “popolo sovrano”.
sarà il preciclo?
comunque, qualcuno dica a tutta la casta dei giornalisti, che se i delinquenti hanno 20, 21 e 24 anni, non è il caso di parlare di bullismo, è criminalità vera e propria.
qualcuno storcerà il naso, ma non ci posso far niente, per quanto si, è vero, molte sue canzoni si assomiglino, a me mi entrano nelle ossa da sole, e a distanza anche di anni mi piacciono (quasi) tutte.
fatto sta che mercoledì pur di assicurarmi un posto nell’aula magna del rettorato della sapienza mi sono alzata alle 5,30, come quando spesso vado a fare gli esami o a seguire qualche lezione, e mi sono piazzata lì, col numerino, ad aspettare il mio pass per il posto numerato (540 -.-’ stavo in ultima fila).
la prima volta che l’ho visto, era nel 2002 all’olimpico, sotto l’acquazzone, e il giorno dopo ho dato un esame, la seconda volta a campovolo nel 2005, e due giorni dopo avevo un esame, oggi, per fortuna, ho solo fatto sega alla lezione di brand management ( a proposito, ho il libro! sono andata fino all’appia nuova per prenderlo, ma ce l’ho!), oggi la terza: ligabue che incontra gli studenti alla sapienza.
ora, chiariamo che si, averlo lì a due passi, è stato fantastico, anche se un po’ frustrante visto che le domande che gli son state poste son sempre le stesse che gli fanno tutti i giornalisti e che si sentono in tutte le interviste. però, peccato, perchè ci sono un sacco di però.
perchè le ragazzine urlavano come carampane sgallinate, e le avrei prese tutte a calci.
perchè l’unico coro classico sulla musica di “urlando contro il cielo” è stato quasi sabotato, nessuno ha partecipato (ragazzini, tzè.).
perchè quando ho ritirato l’invito, ci hanno fatto il cazziatone che si entrava esclusivamente tra le 13,30 e le 14,15, e poi hanno aperto le transenne alle 14,20. mi sono fatta un’ora e mezza di fila sotto il sole, e a un certo punto pioviccicava anche un po’.
però però però però
ora, io so che quando venne l’anno scorso ci furono dei disordini, perchè la gente non riuscì ad entrare. quindi per questo hanno dato il pass, invito, chiamatelo come vi pare. pass che era strettamente nominale, con nome, cognome, data di nascita e facoltà se interni alla sapienza. chiariamo inoltre che l’incontro era pubblico, aperto a tutti, anche persone esterne all’università (e infatti c’era un ragazzino di 10 anni). ora, io capisco la polizia di stato, anche se fino a un certo punto, e capisco il servizio d’ordine del calibro di bono degli U2. però, te a 800 persone, universitari, non puoi a 10 minuti dall’apertura dei cancelli dire che non possono entrare col casco, visto che buona parte viene all’uni col motorino. e a 800 persone che stanno sotto il sole cocente e afoso da un’ora e mezza dire che non possono entrare coi tappi delle bottiglie. devo morire? devo mollare la bottiglia lì? io infatti dentro poi mi sono mezza disidradata.
ma va bene, lo capisco anche.
ora però, ci tengo a ribadire che era un incontro pubblico e aperto a tutti, che non cantava, che rispondeva agli studenti.
di fatto, generazione 2.0, noi si stava tutti con cellulari e digitali a fare foto e filmati. a mezz’ora dalla fine comincia a passare un gorilla che più che altro sembrava uno delle iene, e ci dice di non usare il flash. pasano altri dieci minuti, e io sto facendo un mio filmatino, che sinceramente non ero manco tanto intenzionata a pubblicare in nessun dove, vista la scarsa qualità, era più un ricordo per me. arriva un altro gorilla e mi invita a non fare filmati, gli dico ok, e se ne va. ora, io so’ cocciuta e so’ precisina, mi piaceva avere tutta la risposta che stava dando, poi avrei chiuso e basta filmati. e invece la bestia mi si avvicina ancora e mi fa ” ho detto niente filmati, e sono due, alla terza vedi”. a me suona di minaccia.
ora, a prescindere che poteva essere più garbato e dirmi perchè non posso fare un filmato in un luogo pubblico ad un personaggio pubblico venuto a posta per essere in una situazione pubblica, ma a me non pare, da quel poco che so, che stavo facendo qualcosa di male, no? a meno che poi st’intervista non finisca in qualche dvd… però, voglio dire, è a posteriori, no? ce l’avrebbero potuto dire prima, sai, quando il tipo dell’organizzazione è uscito a dire di sederci, poteva anche avvertirci di non fare filmati e il perchè, e io lì sarei anche stata d’accordo.
tra l’altro, se non sbaglio, dietro i biglietti dei concerti c’è scritto che non è permesso fare filmati, foto ecc ecc, e che con l’acquisto del biglietto si concede la liberatoria ad eventuali immagini che poi finiranno in trasmissioni tv, dvd, registrazioni in genere, non vorrei sbagliarmi. io qui, oltre a non aver pagato nulla perchè non era un concerto, avevo solo il pass dell’associazione studentesca che aveva organizzato l’incontro, col loro logo e i miei dati, stop.
me perplessa, me molto perplessa.
Sembrava che quel momento dovesse durare per sempre.Che bisognasse rischiare la vita per ottenere affetto. Che bisognasse arrivare a un pelo dalla morte perchè qualcuno decidesse di salvarti.
se qualcuno penserà che sto cominciando a essere banale, forse è vero. infatti appena mi arriverà il libro di brand management da 45 euro, comincerò a postare frasi di quello, così magari qualcuno potrà trovarlo interessante.
comunque, non c’è niente da fa’, Palahniuk ti prende a schiaffi a ogni riga che leggi, a ogni pagina che volti.
e a mio insindacabile giudizio, alla mondadori dovrebbero cambiare quello che scrive le trame sulle sovraccoperte dei suoi libri, perchè gli sta facendo perdere soldi.
e poi mi chiedo: ma se a un bimboemo gli fai leggere un qualcosa tipo Soffocare, o Cavie, o Invisible monster… che fa? si ammazza definitivamente o mi diventa un bimbo puccioso??? non sarebbe malaccio in ogni caso, comunque.
“Soffocare”, Chuck Palahniuk, 2001, Piccola Biblioteca Mondadori.
finirà ’sta gavetta, prima o poi, no?