noi nati negli anni ‘80 siamo cresciuti davanti alla tv. alla tv fanno i telegiornali. durante gli anni ‘80 i telegiornali davano delle notizie terribili.
io sono nata nel 1982 e ho una memoria pazzesca, cancella tante cose, ma tante altre mi segnano a vita, specie se sono cose che fanno paura.
per dire, al giovedì quando ero piccola facevano tele mike, la cui sigla di chiusura era “l’amico è”. poi iniziavano i visitors. ancora oggi, come un cane pavloviano, appena sento quella canzone comincio a tremare.
negli anni ‘80 non esisteva la fascia protetta, non ne esisteva proprio il concetto.
ricordo branchi e branchi e branchi di piccole, bianche, morbidose, tenere fochette sbattute come tappeti da governanti filippine.
quando qualche mese fa dai telegiornali hanno provato a ripropinarmi questi filmati, ho cambiato canale, che shockassero teneri cuccioli d’uomo attuali, io ho già dato, grazie.
un’altro evento di cui tanto parlarono i telegiornali per tanto tempo quando ero piccola, fu il disastro di chernobyl.
ricordo mia zia che metteva in un contenitore il latte in polvere da dare a mia mamma per me e mio fratello, ricordo la busta blu e trasparente, ricordo la polverina giallina che si appiccicava alle ditine, ricordo il sapore di galatina.
ricordo che giocavo in giardino con mio fratello (sister ancora non c’era) e lui metteva le mani a terra e gli dicevo di toglierle, perchè alla tv avevano detto che le sostanze nocive andavano in basso e quindi il latte non si poteva bere perchè le mucche se mangiavano l’erba poi facevano il latte cattivo, e anche se piccolina sapevo già fare 4 salti logici.
ricordo i carichi di container scortati che la notte andavano verso la centrale nucleare dismessa di borgo sabotino.
passavano proprio di fronte casa mia, che la strada è una delle strade principali. non so cosa portassero, sinceramente non ricordo nemmeno se venivano da latina o andavano verso, o entrambe le cose. passavano ad orari che a me sembravano assurdi, ma che non potevano essere più tardi dell’una di notte. erano camion con carichi enormi, rumori assurdi, sirene, traffico bloccato (non so come, si bloccava sempre, anche se c’erano poche macchine) poliziotti con armi spianate che urlavano ordini, o forse erano militari, o carabinieri, lampeggianti arancioni e blu, lunghi cortei, camionette dell’esercito.
rimanevo a bocca aperta con timore e rispetto, un po’ confusa, anche.
a un certo punto smisero. non che succedesse spesso, forse una volta ogni 6 mesi. però a un certo punto non li vidi più. non dico il sollievo.
qualche tempo dopo sognai che ricominciavano a passare, un lungo corteo infinito, mentre alla tv una sorta di sky tg 24 ante litteram non faceva altro che trasmettere le immagini di una guerra nucleare scoppiata in italia. tutti i maschi dovevano essere chiamati alle armi, mio papà, mio fratello e mio zio compresi, e noi donnine di casa (io, mamma, zia e nonna) eravamo al cancello a vedere questi container che sfilavano. mi svegliai terrorizzata. uno dei sogni più brutti della mia vita.
ieri sera, intorno a mezzanotte, ero al pc. sento un forte rumore, ma non fortissimo, sembrava il camion della nettezza urbana. però poi aumenta. e sento mamma che mi chiama di là sul balcone. mi appropinquo e: aless A N N I C H I L I S C E .
lampeggianti arancioni e blu, scorta, pompieri, camion enormi dalle forme astruse, militari e un enorme, gigantesco, mastodontico container verde militare che mi passa sotto gli occhi. una cosa delle dimensioni dei container all’inizio del primo film di jurassic park, non so se avete presente.
mi son sentita tornare piccola piccola piccola,tremavo tutta e avevo un sacco paura. non è stato bello per niente e spero che sia l’ultima volta che succeda una cosa simile.