Archive for luglio, 2008

basta farmi dormire di pomeriggio e un libro così surreale lo scrivo anche io senza bisogno di droghe

lunedì, luglio 28th, 2008

sto leggendo “paura e disgusto a las vegas“.

du palle.

sti due tizi stanno completamente fuori di zucca, strafatti, il tipo racconta e si perde i pezzi per strada perchè essendo strafatto ha buchi di memoria, danno fuori di matto per un nonnulla e non succede ancora niente.

mi sto facendo una cultura sulle droghe anni ‘70.

e poi sta cosa delle parole in neretto che vengono spiegate nel vocabolarietto in fondo al libro mi dà l’urto: primo perchè mi sbattono in faccia la mia ignoranza su droghe, automobili e motociclette, e secondo perchè mi perdo e mi metto a leggere le varie voci, quando poi torno al libro devo tornare sempre un paio di frasi indietro, e la narrazione è sempre spezzettata.

poi, voglio dire, oggi pomeriggio, dormicchiando, ho sognato che avevo una stanza parquettata enorme, con una parte del parquet un po’ sollevato come se avesse preso un sacco d’acqua, e la stanza la dividevo,  oltre che con sister, con una coppia di studentelli, come se fosse stato un ostello, e poi aveva anche una specie di stanza adiacente divisa, che faceva da antibagno. era pieno di sabbia terra e petali secchi di fiori e dovendo pulirla andavo a prendere l’aspirapolvere, il tutto in compagnia di un coniglietto parlante. e poi avevamo una bella cucina grossa tutta colorata, era tipo in una torre e le torri accanto erano tutte colorate di blu, viola e fuxia.

voglio dire, mi sogno queste cose dopo aver mangiato i tagliolini al limone, chemmefrega dei mostri che hanno visto uno pseudo-avvocato e uno pseudo-giornalista strafatti più di 30 anni fa?

:D

offresi piante-sitter.

giovedì, luglio 24th, 2008

io abito al mare, e d’estate questa ridente cittadina in cui sono appena sbarcati i blackberry e chissà quando arriveranno gli eee asus si riempie di romani. e quindi roma si svuota. e diventa vivibilissima. se poi ci metti che i musei hanno l’aria condizionata, feltrinelli e mac donald fanno orario continuato, è il paradiso.

io avrò le ferie dall’11 al 17 agosto. non parto perchè non ho molti soldi.

non è che a qualcuno che parte quella settimana ma che gli scoccia svuotare il frigo e chiudere gas, acqua e cavoli vari, gli interessa qualcuno che gli si piazza lì, innaffia le piante, dà la pappa al gatto, mangia lo yogurth quasi scaduto, gli rifà spesa prima che torna, gli spolvera la mensola con la pallina che se la scuoti scende la neve su firenze, gli prende la posta dalla cassetta alla mattina, tiene la radio accesa il pomeriggio e la tv accesa la sera?

cosette semplici, non faccio da colf, che non ne sono in grado, poi magari un paio di pomeriggi me ne vado a qualche museo e a villa borghese,  però magari quando torna non trova da fare più cose di quando è andato via, le piante sono vive nonostante il sole d’agosto e non gli hanno svaligiato casa.

mi porto le lenzuola, anche.

se ha l’adsl che così mi guardo la posta ogni tanto, e la vasca da bagno che mi piace il bagno rilassante, lo preferisco, ma non è indispensabile, ecco.

se poi ha anche un bel vicino di casa simpatico e carino, ancora meglio.

portaci lontano da qui.

sabato, luglio 19th, 2008

piccolo1

ogni viaggio inzia con un piccolo passo.

ogni piccolo passo è un viaggio, e ogni giornata è fatta da tanti piccoli passettini.

ogni viaggio è un foglio bianco che va riempito.

portaci lontano da qui

 

un piccolo passo

interviste impossibili

venerdì, luglio 18th, 2008

com’è come non è, non so come, non so perchè, ma se possiedi un account msn, esso viene inserito in un database con motore di ricerca.
esso database con motore di ricerca viene però reso disponibile solo ad una cerchia ristretta di utenti, con altrettanto ristretto quoziente intellettivo.

ora, non che voglia dire di essere un genio, però dopo una serie di questi individui che ti aggiungono, il dubbio che non stiano tanto per la quale, ti viene.

per dire, due anni fa mi aggiunse uno che user id della mail aveva nome.cognome. quando si presentò però mi disse tutt’altro nome. incuriosita chiesi spiegazioni: aveva “eriditato” il contatto da un suo amico. amico che era morto.

sempre due anni fa, mi aggiunse un altro ragazzo. detto ragazzo abitava anche non lontano da casa mia. detto ragazzo, ce provò pesantemente. quando alla fine per sfinimento gli dissi: “vabbè, ci si può vedere domani pomeriggio” mi rispose: “no, cara, domani non ci sto, sto con la mia ragazza”.

in questi due anni molti altri mi hanno aggiunta, ma quello di oggi è l’unico degno i nota.
quello di oggi mi aggiunge, e già come nick tiene:
nick1

si, “celo”. celo celo manca.
il signorino si presenta, e gli chiedo chi, di grazia, messere, gli abbia dato il mio contatto. egli risponde:
nick2

dove mai mi avrà vista? per strada? al cinema? sul treno? no.
nick3

ok. va bene. non fa niente, era per sapere.
nick4

mmm. a okkio e kroce avrà 15 anni. tiè 18, al massimo.
vediamo lo space.
nick5

ah! ammazza, da come scrive non sembrava…
proviamo a chiedergli, magari è il fratello che gli ha rubato l’account.nick7

ah beh!!! io l’ho detto che devo cambiare operatore!!!

fatto sta che anche lui vuol sapere io che lavoro faccio. community manager, gli dico, convinta che tanto figurati se capisce cos’è, non lo capisce il 97% di quelli a cui lo dico. e nemmeno io sono sicura di esserlo.
ma, io, piccola infida, mi sbaglio, perchè il tipo in questione apprezza fortemente:
nick8.1

si, kostea.

nickultyimo 

ecco, va’. scappa, che è meglio.

finirà sta gavetta prima o poi/2

venerdì, luglio 18th, 2008

la vita del community manager è tutta un copia&incolla.

11

cose di moltomedia/3

martedì, luglio 15th, 2008

terzo post su Moltomedia

stavolta si parla di un argomento con cui sono un po’ fissata, il brand! ma lo si fa in rapporto a Flickr ai suoi fotografi e ai rapporti che si instaurano tra essi.

i commenti qui :)

 

di questo contest invece il bisogno ce n’è e mi dovete pure votare sennò vi spezzo le gambine e ci gioco a shangai

lunedì, luglio 7th, 2008

 

basta un commento cliccando sul bannerino.
ad onor di cronaca la mia foto è questa

 dammi questa mano zingarahhhhhhh

:)

thanks a violaventuno che ci ha avuto questa bella idea :)

amarcord

venerdì, luglio 4th, 2008

noi nati negli anni ‘80 siamo cresciuti davanti alla tv. alla tv fanno i telegiornali. durante gli anni ‘80 i telegiornali davano delle notizie terribili.

io sono nata nel 1982 e ho una memoria pazzesca, cancella tante cose, ma tante altre mi segnano a vita, specie se sono cose che fanno paura.

per dire, al giovedì quando ero piccola facevano tele mike, la cui sigla di chiusura era “l’amico è”. poi iniziavano i visitors. ancora oggi, come un cane pavloviano, appena sento quella canzone comincio a tremare.

negli anni ‘80 non esisteva la fascia protetta, non ne esisteva proprio il concetto.
ricordo branchi e branchi e branchi di piccole, bianche, morbidose, tenere fochette sbattute come tappeti da governanti filippine.
quando qualche mese fa dai telegiornali hanno provato a ripropinarmi questi filmati, ho cambiato canale, che shockassero teneri cuccioli d’uomo attuali, io ho già dato, grazie.

un’altro evento di cui tanto parlarono i telegiornali per tanto tempo quando ero piccola, fu il disastro di chernobyl.
ricordo mia zia che metteva in un contenitore il latte in polvere da dare a mia mamma per me e mio fratello, ricordo la busta blu e trasparente, ricordo la polverina giallina che si appiccicava alle ditine, ricordo il sapore di galatina.
ricordo che giocavo in giardino con mio fratello (sister ancora non c’era) e lui metteva le mani a terra e gli dicevo di toglierle, perchè alla tv avevano detto che le sostanze nocive andavano in basso e quindi il latte non si poteva bere perchè le mucche se mangiavano l’erba poi facevano il latte cattivo, e anche se piccolina sapevo già fare 4 salti logici.

ricordo i carichi di container scortati che la notte andavano verso la centrale nucleare dismessa di borgo sabotino.

passavano proprio di fronte casa mia, che la strada è una delle strade principali. non so cosa portassero, sinceramente non ricordo nemmeno se venivano da latina o andavano verso, o entrambe le cose. passavano ad orari che a me sembravano assurdi, ma che non potevano essere più tardi dell’una di notte. erano camion con carichi enormi, rumori assurdi, sirene, traffico bloccato (non so come, si bloccava sempre, anche se c’erano poche macchine) poliziotti con armi spianate che urlavano ordini, o forse erano militari, o carabinieri, lampeggianti arancioni e blu, lunghi cortei, camionette dell’esercito.
rimanevo a bocca aperta con timore e rispetto, un po’ confusa, anche.

a un certo punto smisero. non che succedesse spesso, forse una volta ogni 6 mesi. però a un certo punto non li vidi più. non dico il sollievo.

qualche tempo dopo sognai che ricominciavano a passare, un lungo corteo infinito, mentre alla tv una sorta di sky tg 24 ante litteram non faceva altro che trasmettere le immagini di una guerra nucleare scoppiata in italia. tutti i maschi dovevano essere chiamati alle armi, mio papà, mio fratello e mio zio compresi, e noi donnine di casa (io, mamma, zia e nonna) eravamo al cancello a vedere questi container che sfilavano. mi svegliai terrorizzata. uno dei sogni più brutti della mia vita.

ieri sera, intorno a mezzanotte, ero al pc. sento un forte rumore, ma non fortissimo, sembrava il camion della nettezza urbana. però poi aumenta. e sento mamma che mi chiama di là sul balcone. mi appropinquo e: aless A N N I C H I L I S C E .
lampeggianti arancioni e blu, scorta, pompieri, camion enormi dalle forme astruse, militari e un enorme, gigantesco, mastodontico container verde militare che mi passa sotto gli occhi. una cosa delle dimensioni dei container all’inizio del primo film di jurassic park, non so se avete presente.
mi son sentita tornare piccola piccola piccola,tremavo tutta e avevo un sacco paura. non è stato bello per niente e spero che sia l’ultima volta che succeda una cosa simile.

un altro ennesimo contest di cui non c’era bisogno

mercoledì, luglio 2nd, 2008

e in cui non si vince nemmeno un cavolo di nulla. (mi spiace, non ci abbiamo li sordi, tantomeno uno sponsor).

dicevo, il contest. voi non dovrete fare nulla, o quasi. io non dovrò fare nulla, o quasi. voi non dovrete inviare nulla, se non un commento. non dovrete linkare nulla, se non voi stessi. nessuno avrà la certezza del risultato, in quanto io per prima non so la risposta, come diceva il saggio : “la risposta è dentro di te. epperò è sbagliata”. ecco, in questo caso, la risposta sarà sempre giusta, in quanto sarete convinti voi stessi di quello che dite (si spera, sennò per me potete candidarvi con successo alle prossime politiche).

l’antefatto: aless torna bella contenta a casa (seh, co’ sto caldo, pare vero64caf316  ), torna a casa e trova sulla propria scrivania un oggetto. un oggetto che non sa cosa sia, un oggetto nero, di plastica, nè troppo morbida nè troppo dura. e si chiede: “ecched’è?”  111

questo è:

 IMG_0894IMG_0893  IMG_0895 IMG_0897

cliccate sulle foto che così le vedete in grande.

comunque, adesso si dovrebbe esser capito il motivo della citazioni di cui sopra, sguinzagliate la fantasia, proponete usi alternativi, e se qualcuno dovesse trovare che è un coso di cui non può proprio fare a meno, posso regalaglierlo, eh.