la feticista della carta stampata/2

non è che non leggo più. è che dopo che ho letto non mi va di scrivere. ed ho avuto anche un piccolo calo della voglia. per non parlare del fatto che sono rimasta un po’ indietro e quindi ho accumulato un po’ di libri. e poi gli esami.

comunque, faccio un rapido riassunto di quello che ho letto negli ultimi tempi, che così magari adesso che viene il bel tempo vi ci vengono delle idee, e se volete andare a legger per prati o in spiaggia andate a colpo sicuro.

daniel pennac ” ecco la storia” (economica feltrinelli, 8 euro)

“lost”, ce l’avete presente? che inizia con un pezzo. e poi ne mette un altro. e poi una caterva di pezzi di puzzle che non si capisce niente, e dove vogliono andare a parare, e adesso hanno risolto questa faccenda ma se ne sono aperte alte 5. “ecco la storia” è supergiù così. solo che per fortuna è un libro e finisce. è un meta libro, salta di palo in frasca, da un aneddoto a un pezzo di romanzo, per poi tutto ricongiungersi. a metà tra il comico e lo spionaggio/giallo, con centinaia di citazioni. m’è piaciuto molto e vorrei mettere un link a una cosa importante su youtube, epperò poi rischio di rovinare la sorpresa e la meraviglia.

pablo tusset “il meglio che possa capitare a una brioche” (economica feltrinelli, 8 euro)

eh, non mi è piaciuto. leggendo la trama dietro, sembra una specie di malaussène di pennac, o un libro di benni. poi lo inizi a leggere ed in realtà è un giallo, un po’ strambo, spesso noioso. anche questo non si capisce dove vuole andare a parare. epperò alla fine non para, no. oltretutto finale sciapetto, visto tutto il casino successo nel libro. alcune descrizioni sono veramente pedisseque ed inutili.

stephen king – richard bachman “la lunga marcia”, “l’uomo in fuga” (sperling paperback, 8.50 l’uno)

hanno un paio di fattori comuni: l’ambientazione distopica (e oh mio dio quanto amo la distopia); la paternità (tipica di king); il reality show, quando ancora non sapevamo che fossero. non ho mai visto x factor, ma da quello che ho capito, chi conduce non è propriamente un pezzo di pane. beh, dimenticateveli, perchè in questi due libri si che c’è la cattiveria pura applicata allo show. al confronto morgan vi sembrerà pericoloso come cappuccetto rosso. disperazione e amore, sottile confine tra la vita e la morte. magistrali.

stephen king “christine, la macchina infernale” (sperling paperback, 10,50 euro)

perchè è un classico.

Forse è proprio da questo che si riconoscono le persone  veramente sole: sono quelle che sanno sempre trovare qualcosa da fare in una giornata di pioggia. Quelle a cui puoi sempre telefonare. Sono sempre a casa. Schifosamente sempre.

chuck palahniuk “rabbia” (piccola biblioteca oscar mondadori, 9 euro)

eh. chuck è fuori di testa. stavolta si cimenta con una società basata su giorno e notte, in cui le persone possono scegliere di vivere prima o dopo il tramonto, e una volta fatta la scelta il resto del dì è coperto da corpifuoco per loro. il romanzo è posto sottoforma di interviste: tutti coloro che hanno a che vedere con la storia sono stati intervistati, le interviste spezzettate e montate tra di loro, in maniera che la storia si dispieghi lentamente e da vari punti di vista. anche qui sorprese ed assurdità a go go. e un pizzico di fantascienza. da dire che di tutti i libri della piccola biblioteca oscar mondadori che ho preso, è il primo in cui la trama sull’aletta ti invoglia a leggerlo.

egle rizzo “il volto della duplice luna – aletheya” (dario flaccovio editore, 20 euro)

allora, questo è un fantasy. egle è una giovane scrittrice siciliana, che per i suoi libri precedenti è stata definita da valerio evangelisti colei che ha portato il fantasy italiano alla maturità. per dire, il primo romanzo l’ha scritto a 17 anni, altro che christopeher paolini.  “aletheya” è il primo di una saga, che se segue l’esempio del primo volume, sarà molto ma molto corposa. tra l’altro, se non vi piace il fantasy o se avete timore ad approcciarvici, è perfetto: niente elfi, niente maghi, niente fate. se invece siete maniaci del genere, magari all’inizio non capirete, ma è un’ottima occasione per cambiare punto di vista senza esser troppo destabilizzati.  l’ambientazione infatti è si tipo medievale, ma appunto mancano gli elementi classici, non c’è il solito schema del ragazzino spaurito, l’aiutante magico, il cattivo ecc ecc. a mio avviso è un giallo, che inizia e pone le basi, è un libro di politica e diplomazia, nonchè in un certo qual modo di teologia. la magia è quasi del tutto assente mentre la religione e la religiosità sono molto molto presenti, e non sul confine sottile che le divide dalla superstizione. il linguaggio è forbito e ricercato, tipo conversazioni secentesche, tutto sommato fa piacere.il prezzo non è proprio economico, però lo consiglio, e mi piacerebbe sapere che ne pensate.

douglas adams “guida galattica per autostoppisti” (8,80 euro) “ristorante al termine dell’universo” (8,80 euro) “addio, e grazie per tutto il pesce” (9 euro) “praticamente innocuo” (8,80 euro) (piccola biblioteca oscar mondadori)

il regno dell’assurdo. io spesso mi sono persa, però a mia discolpa devo dire che la traduzione è spesso arraffazzonata, e per accorgemene senza aver letto l’originale… le chicche sono tante (il sottotitolo del blog è preso da il punto clou del primo romanzo), ma quello che ho preferito è sicuramente “praticamente innocuo”. il paninaio di bob è il messia più bello che si sia visto.

andrea camilleri “la pensione eva” (8,80, best sellers oscar mondadori)

il prezzo pare osceno, per le poco meno di 188 pagine. ma il racconto tutto in siculo, le scene e la commozione ce li valgono tutti. vabbè, è camilleri, che ve lo devo stare a dire io?

scarlett thomas “che fine ha fatto mr Y.?” (4,90 euro) “PopCo” (me l’hanno regalato, non lo so) (newton e compton editori)

allora, partiamo dalla newton compton. la newton e compton negli ultimi anni dispiace dirlo, ma c’ha avuto un brutto declino. copertine dalla grafica brutta, carta che per quanto riciclata era sempre di bassa qualità, errori a tutta manetta, copertine con grafiche discutibili.

nell’ultimo anno pare che s’è aripijata. sicuramete s’è ripresa sulle copertine, perlomeno in questi due libri. s’è ripresa anche perchè dopo un periodo in cui era tornata a pubblicare solo i classici a costo quasi zero, ha avuto il coraggio di proporre una scrittrice inedita in italia, ma che all’estero pare sia molto amata. deve fare però qualcosa per i correttori di bozze. troppi, troppi troppi refusi. in mr y non quanti in popco, però sempre ci sono e saltano all’occhio.

comunque i libri sono entrambi interessanti, farciti di scienza, filosofia, linguistica, marketing e cultura generale, trattati tutti (o quasi) in maniera professionale ma vicina al pubblico, e molto comprensibile.

ci si affeziona facilmente ai personaggi, delle ragazze con molte debolezze, che si sentono delle disadattate, ma in cui viene quasi anche facile riconoscersi, per un verso o per l’altro, la dicotomia scienza/creatività li caratterizza entrambi.

se su mr y. non ho quasi nulla da eccepire, su popco sono un po’ più critica. il finale non è affatto all’altezza del resto del libro. ha una struttura iniziale, uno svolgimento e una fine, ma manca di un climax bello potente. stai lì ad aspettare la mega svolta, ma solo quando arrivi alla fine ti rendi conto che il climax si c’è, ma praticamente è stato diluito in tutto il libro. praticamente vedi la scrittrice che gira intorno al nocciolo della questione e non lo sa nemmeno lei qual è.
il copyright è del 2005, ma risente in maniera spietata di NoLogo (si flaggellatemi, non l’ho letto, all’epoca avevo soldi solo per comprare i libri dell’uni, non che adesso ne abbia molti di più, e NoLogo si trasformò presto in quello che andava cercando di esorcizzare e smascherare. e poi per quanto ne so da allora ne sono cambiate di cose nel marketing), in una maniera tanto pesante che è altrettanto fastidiosa e inutile e ti fa anche rimanere male per il finale. per il resto la scienza e la matematica sono ben mescolate al romanzo, e sono abbastanza piacevoli. forse sarebbe meglio che la thomas lasciasse i romanzi e si dedicasse alla divulgazione : )

libri che voglio leggere o rileggere che ho pronti in libreria.

andrea camilleri “il tailleur grigio”. non ho idea di che parli, ma camilleri è una sicurezza. vorrei comprare anche “il birraio di preston” che presi in biblioteca anni fa e mi piacque moltissimo. se c’è uno in italia che deve finire sui libri di letteratura a scuola, è lui.

salman rushdie “i versetti satanici”. chiunque si becca una condanna a morte, scomunica, messa all’indice, taglia eccetera eccetera, si merita di esser letto. voglio dire, moccia scrive dimmerda©®™ e nessuno gli fa una denuncia per offesa al pudore pubblico, per contro, quindi, se rushdie s’è preso quello che s’è preso…

erich segal “la classe”. l’ho letto che ero piccola, 14, 15 anni, mi era piaciuto un bel po’. è lo stesso tizio di “love story” e “oliver’s story”.

stephen king “ossessione”. si, devo ancora aprirlo…

rabih alameddine “hakawati il cantore di storie”, regalato a mamma, ne ho letti alcuni brani, corposo, ma sembra intenso.

sempre a proposito di libri…

via mucio, vi segnalo via della viola, che cerca e trova i libri e sogna di aprire una libreria tutta sua.

scambio libri: ho alcuni libri sulla mia billy che non ho interesse a mantenere, ma che potrebbero interessare a qualcuno. se c’è qualcuno nella mia stessa situazione, me lo può far sapere con un commento, che poi lo contatto in privato. mi scoccia portarli da mel bookstore, sono pochi e per tutta la pila mi darebbero due lire, preferisco se possibile scambiarli con qualche libro che mi piacerebbe leggere o che mi volete offrire in cambio. se siete a roma o limitrofe, scambio a mano in città, se siete di fuori ci si mette d’accordo e ci si spedisce.

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13 risposte a la feticista della carta stampata/2

  1. Napolux scrive:

    Hanno ristampato “La Lunga Marcia”?

  2. alesstar scrive:

    quello che ho io è stato finito di stampare nel 2006, ed è di quelli col dorsetto nero, mentre le ultime riedizioni sono argentate. non so se ci rientra anche la lunga marcia, ma penso si trovi. sinceramente non ricordo dove l’ho comprato se da feltrinelli o da remainders, ma penso che si trovi in giro

  3. KAN scrive:

    tenuto conto che gli ultimi sei libri che ho letto sono tutti e sei di Licia Troisi, forse mi farebbe bene cambiare…

    di Palahniuk non ho mai letto nulla… e’ consigliato in periodo di studio matto e disperatissimo per la maturita’? si legge bene?

  4. alesstar scrive:

    oddio, ben due persone hanno letto sto post! nemmeno io l’ho riletto!
    palanhiuk-o-come-diavolo-si-scrive te lo consiglio per dopo la maturità. come tutti i libri che amo, da forte dipendenza.
    magari datti a scarlett thomas, che con tutta la cuntura general-scientifica-lessicale-markettara che c’è ti viene comoda per la maturità.
    se ti piace licia troisi devi leggere assolutamente egle, ne vale assolutamente la pena. sono completamente i due opposti e egle è spanne sopra.
    e poi camilleri tutta la vita.

  5. KAN scrive:

    mmm…
    mmm…
    mmm…

    … e invece no.
    ci ho pensato su, e sto iniziando in questo momento “guida galattica per autostoppisti”: e’ breve, me ne avevano gia’ parlato bene, e mio fratello l’ha comprato settimana scorsa (l’ho scoperto dieci minuti fa’).
    la troisi non e’ malaccio, ho letto le cronache e le guerre del mondo emerso… decisamente meglio le prime.
    egle mi sa che me lo gusto al sole estivo. :)

  6. Qd17 scrive:

    Brava, la saga della guida galattica, benché VECCHISSIMA è sempre un’ottima lettura… sei quasi pronta per essere ingegnere!

  7. alesstar scrive:

    vecchissima… l’ultimo è del 2002. ma io sono ingengnere inside, lo sai, sarò ingegnere anche outside quando leggerò la saga intera in inglese…

    senti, ma… tu avessi anche “il salmone del dubbio” di adams?

  8. christian scrive:

    ah, io invece ho goduto come un pazzo leggendo Tusset, quel libro mi ha preso tantissimo e fatto ridere di continuo! :) probabilmente mi ha esaltato proprio l’aspetto che non ti ha convinto! ;)

  9. alesstar scrive:

    cioè, il fatto che non si capisce dove vuole andare a parare? io ci sto, se vuoi buttarmi in caciara per tutto il libro, libero di farlo, perchè sei tu l’autore, epperò alla fine risolvimi. ecco. è un po’ come finisce PopCo. non so come lo chiamate voi, ma io lo chiamo “finale a ca**o di cane”, ecco : D

  10. christian scrive:

    Io invece lo considero una costruzione molto interessante, piena di umorismo geniale! :) ahah!

  11. alesstar scrive:

    rilancio: interessante, ma frustrante (si, con la rima. c’ho un futuro da copy ingegnere -__-)

  12. christian scrive:

    io mi sono divertito come un matto, altroche’, e mi sono ritrovato catapultato in quella barcellona! ;)

  13. alesstar scrive:

    barça non ci sono stata, però si, la città è resa bene (poi l’anno scorso avevo pure letto “nella battaglia pensa a me”, che pure quello era a barcellona. madrid? boh), è che è frustrante. anche “ecco la storia” non si capisce dove vuole andare a parare, però alla fine, para. e in più ti dà spunti, ti incuriosisce verso altre cose, verso altri film, altri libri. tusset, non lo so, è stato frustrante. non dava soddisfazione di nulla.

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