carosello/2

altro giro altra corsa.

bnl paribas 

bnlprbs

questo che vedete nella foto è lo slogan. è un po’ che gira, a dire il vero.

analiziamo.

parla di futuro. una banca deve pensare al futuro, ti sta dando dei soldi, deve credere in te, e tu in lei, e dovete essere proiettati verso qualcosa di essenzialmente positivo.

si ok. epperò diciamo la verità. io (io generico, qui siamo tutti precari) sono precaria. vado dal signor bnl e gli dico, sai, a me servirebbero dei soldi, perchè, che ne so, magari voglio metter su casa. oppure voglio aprirmi il mio negozietto o la mia piccola impresa. perchè io ho un progetto, mi sto costruendo il mio futuro, mi aiuti a costruirlo?

voglio vedere che mi dice il signor bnl.

e poi, non so, ma a voi i soldi servono nel futuro, o adesso?

io la scelta di “immaginare il futuro”, non la trovo felice. mi sto rivolgendo a una banca, un’istituzione solida. ho bisogno di certezze, sto senza una lira. il mio problema è il presente, non il futuro. o meglio, il futuro è domani, e se non so come portare sulla tavola il pane oggi, a domani nemmeno ci arrivo.

e poi. “lo costruiremo insieme”. ancora col futuro. adesso. a me serve adesso. poi voglio vedere se non ti pago la rata del mutuo sto mese, se mi dici “tranquillo, neh, che i tuoi progetti sono i nostri e ne parliamo mese prossimo”.

il pay off in sé e per sé non è male, è giusto. però il momento è quello sbagliato, a mio modesto parere.

chebanca!

ne avevo già parlato quando era uscito il primo spot.

a me spiace, anche perchè i servizi che propone li avevo guardati e non mi erano sembrati malaccio, sembravano flessibili e buoni anche in termini di costi di gestione. epperò mi si perdono sulla comunicazione.

non mi piacciono sti spot musical, che attirano l’attenzione ma che rischiano di non far capire come si deve i vantaggi offerti.

per non parlare poi del fatto che ritraggono il proprio utente come un demente che balla tutto il giorno anche se morto di fame, tanto c’è chebanca che ti può aiutare. signori di chebanca, non tutti i giovani aspirano a partecipare ad amici di maria de filippi.

piccola noticina: tempo fa avevano tirato fuori una carta ricaricabile. io l’avevo guardata, su internet, ed era interessante. però non ho capito perchè il discriminator, quello che doveva fare la differenza secondo voi, era la possibilità di scegliere in che colore, tra i diversi proposti, prenderla. perchè? perchè? perchè?

tim tribù – il sogno di farcela

allora, ci sono sti tre giovanotti che vanno in giro su un furgoncino anni ’70 coi colori di tim. che vogliono fare i musicisti. mica gli ingegneri aereospaziali, i medici, i giornalisti, o i carpentieri. vogliono fare il gruppo rock. e cantano “con te partirò” di bocelli versione poppettara (orènda l’originale, orènda la cover). ed ovviamente sognano di sfondare. solo che il tastierista, che probabilmente è rinsavito, decide di dargli buca all’ultimo minuto, mentre stanno andando a montare gli strumenti al pub dove devono suonare. e allora, non è che dicono, massì, ma chi se ne frega, finchè c’abbiamo la chitarra, il basso e la batteria, possiamo farcela, dai, amen. no, si disperano, e chiamano il pub dicendo che il tastierista, sto disgraziato, non suona e quindi loro non possono suonare. quel poveraccio magari è a casa che sta cercando di studiare per passare l’esame dell’ordine degli avvocati, e guarda che stronzo, gli impedisce i sogni di gloria ai trettrè della tim. la tipa, poveretta, si offre di aiutarli e di suonare lei.

nel secondo spot, quindi, li vediamo che dopo aver preso una buca col furgoncino, stanno contrololando la ruota. cioè. 15 secondi di spot in cui questi controllano la ruota e ripartono. e danno vita al peggior dialogo cui possa dar vita uno spot rivolto ad un target di giovani: “chissà se la barista del pub è brava” dice uno, e fin qui, mi pare giusto, se deve suonare la tastiera, deve essere almeno un minimo decente, come musicista. ma poi il secondo lo incalza, chiedendosi “chissà se è bella”.

se è bella?

se è BELLA???

ma stiamo scherzando?

cioè, ditemi che la tim mi sta prendendo per il culo, no, ditemelo.

la cosa più importante in un sostituto in un gruppo pseudopop che sta sfondando, è se è figa o no?

chissenefrega se suona il piano come allevi, l’importante è che sia figa?

ma non finisce qui. no, vi sarebbe piaciuto.

i tre, finalmente, dopo una settimana di sto spot odioso, arrivano a sto benedetto pub. e non solo gli dice bene che la ragazza è carina, ma fanno pure i marpioni: “fiammetta, ecco perchè sento caldo”.

ma vatti a buttare a mare, se senti caldo, vai.

però, alla fine si riprendono in calcio d’angolo, dicendole che è brava, chissà se entrerà nel gruppo. ho paura di sapere quale altre prove l’attendono, a sta povera fiammetta.

 

sugli spot per i 10 anni di wind, taccio, che è meglio. ormai aldo, giovanni e giacomo stanno alla frutta.

 

gillette deodorante.

intanto ho scoperto che il ricercatore, è vero, ed insegna.

però, in quanto laureata alla sapienza, e iscritta alla specialistica, vorrei rassicurarvi sul fatto che gli studi che si fanno sono molto più seri, e che questo è stato presentato in forma limitata, sicuramente. quindi, marystar gelmini, ti prego, non ci togliere i fondi!

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9 risposte a carosello/2

  1. KAN scrive:

    chebanca ha provato con audacia a lanciarsi in questa societa’ di tanta immagine e poca sostanza… fallendo miseramente.

    cioe’, io da una banca non mi aspetto simpatia e carisma.
    quella deve maneggiare i miei soldi. i miei. soldi.
    io dietro lo sportello voglio un uomo di mezz’eta’, dall’accento inglese, con la faccia da broker stronzo ma abile, pronto a vendersi sua madre appena sale un po’ la quotazione.
    ma anche il tipo delle pulizie deve essere cosi’. che cazzo. i miei soldi.

    per il resto sono fiero di essere vodafone: la pubblicita’ della tim tribu’ la odio.
    a parte che il tastierista ha dato buca, chesso’, perche’ magari era a casa con un virus intestinale che gli causava diarrea a spray.
    e loro subito che lo sostituiscono a titolo definitivo con fiammetta, ragazza nemmeno troppo figa, con le mani di morandi, che si capisce essere un’oca per il fatto che, quando il tipo gli fa’ “ah, ecco perche’ sento caldo”, lei non si e’ girata e non se n’e’ andata. licenziando la band. e dando fuoco al locale.
    ma soprattutto la canzone chi l’ha scelta? anzi, chi l’ha composta? perche’ devono entrambi morire.

    (brava aless, vai con ‘sti post che alimenti il mio odio verso la TV di oggi.)
    (non che io non la guardi, eh. pero’ la guardo con astio. :D)

  2. alesstar scrive:

    kan, bastone della mia vecchiaia da zitella acida e criticona, tu si che mi capisci *___*

  3. Lore scrive:

    Ale il fattore discriminante della ricaricabile colorata di Che Banca non è la possibilità di scegliere il colore (anche se ne vanno orgogliosi quasi fosse una genialata). Diciamo che più che altro è un elemento che serve a ricordare che si tratta di una ricaricabile “più evoluta” della versione standard (quella grigia) perché è protetta contro furti e frodi ed ha commissioni più basse per i prelievi fuori dall’area Euro.

  4. alesstar scrive:

    si lore, tu hai ragione, ma questo durante lo spazio promozionale di striscia non veniva detto, come non venivano detti altri vantaggi e quelli che erano esplicitati passavano comunque in secondo piano rispetto al fatto che “oh, che figo, sei gggiovane, accattate ‘a card colorata” :) . tant’è vero che io in quel periodo volevo cambiare la mia carta prepagata e me la sono andata a cercare sul sito se poteva fare per me, e lì ho scorperto quelli che sono i vantaggi che tu dici. la stessa identica cosa lastanno facendo adesso con le coolpix nikon. non ti dicono la risoluzione, ti dicono che è la macchinetta fotografica per le tue vacanze. e non ti spiegano perchè devi pagare una compatta 300 euro.
    io capisco il fattore emozionale, anzi, lo approvo. però o lo si usa con criterio e a modo, oppure se non si è capaci lo si deve lasciar stare. invece così continuano a prendere i consumatori per una manica di caproni, e a lungo andare non so quanto questo possa pagare.

  5. KAN scrive:

    quando vuoi assaltare un mulino a vento, lo sai, puoi sempre contare sul mio aiuto. :D

  6. alesstar scrive:

    all’arrembaggio!!! assaltiamo il mulino con un carico di flauti e nastrine! (le più insulse, per me)

  7. KAN scrive:


    bhuahauhauahuahaua! :D
    questa del mulino bianco ti e’ uscita particolarmente ispirata. :)

    (non fosse che io adoro le nastrine…)

  8. Paolo scrive:

    Beh, a parer mio uno spot deve colpire. E per dirla tutta ti hanno già colpito… :)

    Anche secondo me quello di ‘che banca’ è ridicolo però ha colpito ed ha attirato l’attenzione. Quello della TIM idem: sarà anche che su radio 105 tutti i dj si chiedono (presumo pagati da tim) se Fiammetta entrerà nel gruppo… allo zoo si chiedono invece chi del gruppo entrerà in Fiammetta… (non so se conosci lo zoo…)

    Per il resto a parer mio sono pubblicità totalmente assurde se le analizzi bene come hai fatto tu ma che hanno colpito nel segno.

    Che poi anche io abbia vodafone e un altra banca poco importa… :)

  9. alesstar scrive:

    @Paolo: uno spot non deve solo colpire. perchè allora mi basterebbe una botta in testa. lo spot deve persuadere.
    da “il dizionario dei termini di marketing e pubblicità”, terza edizione: pubblicità: forma di comunicazione prevalentemente di massa (veicolata dai mass-media), a carattere oneroso (richiede ingenti risorse economiche) e persuasorio (cerca di convincere il consumatore facendo leva sui suoi atteggiamenti) [...]
    da “marketing” seconda edizione, peter, donnelly, mcgraw hill: “[...] gli obiettivi propri della pubblicità vertono sul creare la consapevolezza, facilitare la comprensione, determinare la convinzione, e sollecitare l’ordine [...]
    ora. fiammetta. fiammetta ci colpisce. sti tre cicisbei stanno lì con la bava alla bocca a guardare sta biondina e fanno battute idiote. facciamo finta che i tre cicisbei non danno più importanza al fatto che la persona che sta offrendo loro aiuto sia figa o meno invece che interrogarsi sulla loro competenza, ma sto spot, ma di che mi convince? l’offerta arriva solo alla fine, coperta dall’ululare della band.
    io in giro sto spot l’ho sentito massacrare. lo prendono tutti per il culo. farà la fine dello spot fiat di anni fa, quando il bellimbusto diceva “buonaseraaaaaa”, tutti si ricordavano di lui, nessuno dell’offerta. un flop da manuale. e fiammetta e la tim faranno la stessa fine. oltretutto, paolo, lo dici tu stesso. i dj di 105 che non fanno altro che chiedersi se fiammetta entrerà nella band si, sono pagati. sono spazi promozionali. te l’assicuro, anche se non li ho sentiti, e lo zoo, anche se non l’ho mai ascoltato, so che spesso per queste sparate pesanti viene sospeso, ogni tanto ne tirano fuori una. il fatto che in un programma come lo zoo di 105 si facciano una domanda del genere, significa solo una cosa, “presa per il culo”. cosa che all’azienda e al prodotto non va mai bene, specie in questi termini. in sintesi, spostando l’attenzione dall’offerta a fiammetta, la tim ce sta a fa na figuraccia tremenda.

    chebanca. chebanca ci sta facendo una figura pessima. vedi il commento di kan sopra. cioè, tu hai un’altra banca. metti che vuoi cambiare. tu ti fideresti di chebanca con gli impiegati che saltellano e ballicchiano, cantando, in short mentre ti costruiscono casa? no, dai, facciamo i seri. ok, colpiscono, ma poi? portano veramente clienti, sti spot musical? (che poi è la banca di mediaset. evidentemente vogliono accaparrarsi tutti gli spettatori di amici e grande fratello, sennò io non me lo spiego, veramente).
    andava bene per il primo.
    passi anche il secondo.
    mo, basta.

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