comunque vada, sempre sulla mia strada
martedì, settembre 29th, 2009sono viva abbastanza (cit.).
no, col cavolo, sono vivissima! una bomba atomica endovena di energia positiva, sfogo e carica al massimo!
ma iniziamo dall’inizio.
non si sa come, non si sa perchè, qualcuno mi dice che se mi presento il 27 settembre all’Arena di Verona, alla cassa accrediti, trovo 2 biglietti per il concerto di Ligabue con l’orchestra. che fai? non vai? e così, presa kika (che tra l’altro non mi pare abbia opposto resistenza, anzi è venuta con me ben volentieri
) che si è adoperata per trovare un mezzo di trasporto sicuro e comodo (nella fattispecie il Rockerbus) si è partiti. o meglio, c’ho provato.
sabato sera. devo prendere il treno che da nettuno va a roma. alle 18.15 mi presento in stazione. il tabaccaio non ha il biglietto, li ha finiti. non so come, scopro che lì vicino ce n’è un altro, e mi precipito dentro. vado in stazione. tra le 18.33 e le 19.51 passano 3 treni che vanno a nettuno e uno solo che va a roma. arrivo a termini in ritardo pazzesco, devo andare da kika e dobbiamo uscire. arrivo a termini, vado a ritirare i soldi al bancomat e scopro che non ho un soldo, se non quelli per pagare il bus l’indomani. praticamente vado a Verona con 3 euro nel portafogli. santa kika protrettrice delle aless prega per noi.
comunque alla fine la serata va bene, andiamo a nanna e la mattina dopo anche se ci alziamo un po’ in ritardo, finiamo per dover aspettare una mezzoretta il bus ad anagnina, ma finalmente si parte.
il viaggio va bene, finchè non arriviamo a Bologna. oh, Bologna! Bologna mi attira tantissimo, ci sono stata quando avevo 8 anni e poi a marzo, credo, sono passata alla stazione col treno andando a Milano, ma prima o poi andrò anche lì. comunque, a Bologna dobbiamo caricare alcune persone, per cui l’autista di turno esce dall’autostrada, arriva ad un incrocio e gira a destra. va un po’ avanti, e trova un cartello

e fa manovra. perchè ha sbagliato direzione, doveva andare all’esselunga superstore di Casalecchio. evvabbè. manovra, 4 rotatorie e arriviamo a quella giusta. si riparte. finalmente arriviamo ad un cartello che ci dice che a Verona mancano solo 17 km. uau. uscita Verona Sud, James Tont nel navigatore ci dice di tenere la destra ed uscire. l’autista tira dritto. uscita Verona Nord, James Tont dice la stessa cosa di prima, e anche l’autista fa come prima. per farla breve, esce all’uscita successiva, per qualche posto sul lago di Garda allungando di 30 km.
ma finalmente arriviamo, molliamo il pullman, passiamo ponte Aleardi

e ci dirigiamo verso l’Arena. dobbiamo ritirare i biglietti. la cassa accrediti è chiusa, sono le 18.30 e alla cassa normale ci dicono che aprirà alle 19. ci mettiamo in fila. ci piazziamo davanti al cancello e non lo molliamo più. anche perchè alle 19.15 aprono gli altri cancelli, e la gente entra. rimaniamo solo noi e quelli in fila dietro di noi, la cassa accrediti apre alle 19.30 quando finalmente datogli il mio cognome mi danno i biglietti per entrare.

cerchiamo il cancello 17. non c’è segnato sulle entrate del lato in cui siamo. ci sono delle transenne e delle persone dello staff. chiediamo. “ah, fortunelle”. ci guardiamo. un altro tipo dello staff fa “venite principesse”. noi basite. “Giuseppe, accompagna le principesse in tribunetta”. noi pensiamo a chi sa che posto puzzoso ci sarà capitato, non è nemmeno numerato, c’hanno messo la pecetta. e invece:

già. in braccio al Liga. praticamente a 5 metri dal palco. e per quasi tutto il concerto ogni due minuti era da noi. a guardarci, a far casino, a cantarci addosso. un concerto di un’energia unica, un casino di gente che cantava forte e urlava altrettanto, energia e potenza e vita. è indescrivibile. io perlomeno non ci riesco. centinaia di persone che cantavano tutte insieme allo stesso tempo cantavano da sole insieme al Liga e all’orchestra e alla band.

(qui tutte le fote)
e niente. finito il concerto, si riparte, senza troppi problemi, anzi, fila tutto liscio fino a Roma, quando usciti dall’autostrada becchiamo il classico ingorgo a Settecamini che ci blocca per due ore. arrivo ad Anagnina alle 10,30, casa di Kika per riprenderci un po’ e poi via, verso nuove mirabolanti avventure. ovvero un colloquio per creazione di contenuti multimediali didattici con prova pratica. non ho idea di cosa possa esser uscito fuori.
ps: di casello in casello ovvero il post di kika e le sue foto (cliccateci che nei commenti ci sono le altre, e meritano assai)