Archive for novembre, 2009

Uki non va più a Cannes

lunedì, novembre 23rd, 2009

Purtroppo, per vari motivi, sono costretta a chiudere il progetto, o perlomeno a metterlo in stand-by. Quello che è sicuro è che nè io nè Uki a giugno andremo al Festival della Pubblicità.

Cos’è successo?
Varie cose.
Innanzi tutto mi aspettavo una risposta ed un’adesione un po’ entusiasta e numerosa, cosa che non c’è stata. Un po’ sicuramente io non sono capace di chiedere soldi per un progetto mio, abituata come sono a cavarmela da sola, almeno sul versante monetario. Un po’ mi dava fastidio chiedere soldi quando ci sono persone più bisognose (vedi L’Aquila, Messina, ecc ecc ).  Un po’ anche il fatto che quest’estate mi sono ammazzata di esami e che quest’autunno lo sto passando a riposare -_-” .
Ciò non significa che non penso che il Festival sia una perdita di tempo: sono sempre del parere che sia un’occasione di formazione unica e preziosa.
Ma finora la cifra raggiunta è stata inferiore ai 100 euro, e l’obiettivo ambizioso che m’ero ripromessa di raggiungere sembra molto lontano.

Anche un’altra cosa è successa.
A luglio, il mio hp portatile ha avuto bisogno di una ripassatina da un tecnico, poichè ormai da un po’ raggiungeva una temperatura esagerata, aveva sulle spalle una tesi, 3 persone che ci hanno lavorato e 3 mesi di pendolarismo da 400 km al giorno.
Ci ho messo un po’ per individuare un tecnico che fosse affidabile e veloce, e alla fine l’ho trovato, in una settimana mi ha sistemato il pc. Ma mi ha anche detto di fare attenzione, perchè parte del sistema di raffreddamento era montato in maniera da non poter essere sostituito, ed era già in parte mezzo rotto, dovevo solo aspettare il momento in cui sarebbe andato ad allegre signorine per cambiarlo.
Nel frattempo ho continuato a lavorarci, visto che era il mio unico mezzo di sostentamento (a parte l’aiuto dei miei, con cui vivo).

Venerdì l’ho acceso come faccio tutti i giorni e il rumore della ventola era minore rispetto al solito; sabato era inesistente e nel giro di 10 minuti, senza fare niente di che, ha raggiunto una temperatura inaccettabile. Arrivato al capolinea, quindi.
 
Per fortuna, come tutti gli anni, ho messo da parte i soldi per la prima rata universitaria, che sono all’incirca 400 euro. Per fortuna, per la prima volta, i miei genitori sapendo che una volta pagate le tasse avrei dovuto solo che aspettare lo stipendio successivo (150 euro, su per giù), mi hanno regalato l’iscrizione al nuovo anno accademico, per darmi un po’ di respiro e permettermi di mettere qualche risparmio da parte.
Vengo al dunque: devo ordinare un nuovo pc. L’ho già individuato, in settimana farò l’ordine, e rientra anche nel piccolo budget a me a disposizione. Il progetto di Uki verso Cannes, come dicevo, è sospeso a data da destinarsi. Le donazioni su paypal restano (in home il tastino), ma con lo scopo di riuscire a tirare avanti, pagarmi i libri per la prossima sessione d’esami, eventualmente rifondare quello che spendo per il pc.

Ho già contattato in privato chi ha fatto le donazioni, spiegando la situazione, e aspetto che un paio di loro mi rispondano lì.

C’è grossa crisi.

Il posto dove vivo.

giovedì, novembre 5th, 2009

Il posto dove abito si chiama Anzio. O meglio, il comune, che poi è diviso in frazioni-quartieri-zone (chiamateli come preferite) diverse e variamente ampie.

Ci vivo da sempre.
C’è il mare, ci sono zone di campagna, ha molti km di costa, è un posto storico, che affonda le sue radici ben prima degli antichi romani, forse un po’ prima anche degli etruschi, visto che era una città volsca. Ha dato i natali a quel simpaticone di Nerone e ha visto lo sbarco di Anzio poco prima della fine della seconda guerra mondiale. Si difenderebbe anche bene. L’estate è meta turistica, insieme a Ostia, Torvajanica e giù, fino al Circeo e Sabaudia, è una delle spiagge dei romani vacanzieri, con o senza casa.

L’estate qui inizia il primo aprile e finirebbe il 30 settembre. Così dicono i cartelli dei parcheggi a pagamento. 9-22.

Finirebbe, perchè in realtà finisce ben prima, in genere il primo giovedì settembrino. Il giovedì infatti è il giorno in cui la maggior parte degli esercizi commerciali (tipo, il 97%) chiude per il riposo settimanale; stessa cosa succede alla vicina, vicinissima, adiacente, praticamente appiccicata Nettuno. Su tutto il territorio comunale. Significa che se abitate chessò, a 5-6 km dal centro, a Lavinio per esempio, o Lavinio stazione, al Quartiere Europa o addirittura più in là, a Lido dei Pini che è metà comune di Anzio e metà di Ardea, il giovedì pomeriggio non troverete nemmeno un alimentari aperto. Al Quartiere Europa c’è l’Iperstanda e l’Eurospin, che sono le uniche due cose che probabilmente non chiuderanno mai, ma vabbè.

Intendiamoci: io capisco che c’è sia un’ordinanza comunale per far sì che ci sia una mezzagiornata di riposo settimanale, e capisco pure che i negozianti ne hanno bisogno e diritto; nonostante ciò la considero comunque una cosa barbara. Barbara perchè comunque il rischio di farsi concorrenza sleale, essendo praticamente tutti imparentati con tutti, come in tutti i paesi della provincia italiana che si rispetti, non c’è. Insiamaiddio, come dicono qui. E barbara perchè appunto a Nettuno fanno riposo esattamente nelle stesse modalità (e notare che no, non è che chiudono chissà che ora, la sera, 19.30 al massimo, e no, la domenica pomeriggio cominciano ad aprire sempre verso aprile, difficilmente aprono  in inverno). 

Giovedì scorso per esempio, ero ad anzio, aspettando che aprisse il cinema per andare a vedere “Parnassus”. Intanto che aspetto ho fatto una passeggiatina, piazza e porto. Ovviamente il 97% delle attività commerciali era chiuso. erano aperti tipo un bar, un kebbabbaro di lusso (no, giuro, superfici lucide, tavolini con tovaglie di stoffa, impie… cioè, commesso dietro al bancone impettito e con camicia, gilet e parannanza), e una pizzeria. Il barista era dietro la cassa, appoggiato a 90 nello spazio dove tu gli dai i soldi e lui ti dà il resto, e giocava con un telefonino. aveva il bancone dei gelati vuoto, nemmeno un po’ di fiordilatte, cioccolata e fragola. niente di niente. la pizzeria era talmente bella che ve la volevo fotografare, ma con me avevo solo l’analogica. serranda alzata, luci spente, nessuno dietro al bancone vuoto, nemmeno un pezzo di pizza bianca e uno di pizza rossa. niente di niente. nessuno. buio. alle 17.  il bello era che la piazza era piena di gente: nonne, nonni, mamme, papà, bambini, gente che portava a passeggio il cane, chi il pupo in carrozzina, chi era appena uscito da scuola e giocava vicino la fontana. vaaaaaaabbè.

ma torniamo ai parcheggi. in genere in estate, quello che fa veramente estate, qui da noi fortunati che abitiamo al mare 12 mesi l’anno (ahahah. ah.) è il cambio tra parcheggi gratis-parcheggi a pagamento. ogni anno ovviamente la combinazione è differente, che non sia mai tu abbia un’idea precisa e perfetta partendo da casa di dove andrai a parcheggiare.

il presupposto da cui partire l’ho scoperto l’anno scorso: si paga ovunque, e dove non si paga è solo per i residenti in zona con apposito tagliando. il che significa che te, che abiti a 5 km dal centro o a 2 dal centro della frazione più grande, equivali a un romano non residente qui tutto l’anno, ma al massimo a uno che ha la residenza della prima casa per pagare meno tasse (che presumo col taglio dell’ICI non serva più) ma che vive, lavora e manda a scuola  i marmocchi urlanti e molesti a Roma.
il che significa che devi armarti di santa pazienza, spicci e cercare posto dove parcheggiare, sperando che non ti facciano la multa per qualche motivo strano e assurdo, tipo che hanno cambiato il cartello mentre eri in fila dal medico o a farti la ceretta (tempo stimato: dai 59 minuti  a due ore).

quest’anno hanno fatto a pagamento tutto il centro, la strada che va giù, dalla villa di Nerone al Faro e poi in centro, hanno messo un divieto di sosta per i non residenti nelle vie adiacenti alla biblioteca e museo dello sbarco, e parcheggio gratuito limitato a 1 h con parcometro lungo due delle vie principali, quella che dalla stazione va giù in centro (e ok, c’era il parcheggione della stazione con navetta gratuita) e la strada della Asl (che però potrebbe seguire lo stesso ragionamento dell’altra). il resto si pagava tutto, e vedendo Anzio in estate quasi triplicarsi la sua popolazione, immaginatevi che poteva diventà.

finalmente arriva il 30 settembre. dici: e finalmente troviamo parcheggio. magari lo troviamo proprio accanto al cinema, dietro al comune, c’è un bel parcheggio, c’hanno abbattuto il mercato comunale anni fa per farlo. poi è pure giovedì pomeriggio, i negozi sono chiusi, chi vuoi ci sia.

no.

parcheggio. massimo un’ora. 9-22. poi dopo ce la puoi tenere quanto ti pare, eh, ma prima no. perchè cioè, dai, chi è che va al cinema, e rimane più di un’ora, prima delle 22? chi è che va in comune, in comune a Anzio, e rimane più di un’ora? (quando il tempo minimo di permanenza in municipio è di 2h, 33 min, 44 sec? ) eh???

vabbè, famo il giro. no, qui la strada che viene dalla stazione, uguale, 1h. stessa cosa alla Asl. davanti l’altro cinema? no, è pieno. vabbè, la via del faro. che, capiamoci bene, eh, a me va anche bene farmi una passeggiata, chemmefrega. però è proprio il concetto che il 97% dei parcheggi non solo in estate sia a pagamento, ma in inverno sia al massimo di un’ora.

una.

ora.

che insiamaiddio je dovessi spende du sordi parcheggiando e annandome a comprà du vestiti e na borza in piazza, e ce dovessi impiegà un’ora e cinque minuti me fanno pure a’ murta,  mortacci de ste scapocciasarde!

 

ps: per completezza d’informazione:

  1. Anzio ha dato i natali a Nerone, l’imperatore pazzo, quello che diede fuoco a Roma, dando la colpa ai cristiani per costruirsi il villone tra colosseo e Esquilino. dice, ora che stanno facendo una mostra alla biblioteca, che ne stanno rivalutando la sua figura e il suo operato. dice che in onore di ciò, di fronte ai resti del porto neroniano (che l’hanno fatti mangiare dal mare, l’hanno), metteranno una statua dell’imperatore. in bronzo. alta due metri.
  2. sono andata al cinema a vedere “Gran Torino”. la sala era composta al 92% da persone dai 45 anni in su. hanno per tutto il film (film drammatico, con Clint Eastwood, non con massimo boldi) ridacchiato dall’inizio alla fine. e nella scena topica, della svolta s’è sentito un “ohhhhhhhh” collettivo. ridacchiato. continuamente. di continuo. “ihihihihihhi”. “ehehehehehe”. “huhuhuhhu”. di. continuo. ultra40enni. non ragazzini. e non su battute comiche, ma sulle battute che caratterizzavano il burbero protagonista. con dei problemi e dei conflitti non risolti. ridacchiato. mi fa uscire scema, questa cosa, mi fa.