Archive for the ‘aless goes to the cinema’ Category

Il posto dove vivo.

giovedì, novembre 5th, 2009

Il posto dove abito si chiama Anzio. O meglio, il comune, che poi è diviso in frazioni-quartieri-zone (chiamateli come preferite) diverse e variamente ampie.

Ci vivo da sempre.
C’è il mare, ci sono zone di campagna, ha molti km di costa, è un posto storico, che affonda le sue radici ben prima degli antichi romani, forse un po’ prima anche degli etruschi, visto che era una città volsca. Ha dato i natali a quel simpaticone di Nerone e ha visto lo sbarco di Anzio poco prima della fine della seconda guerra mondiale. Si difenderebbe anche bene. L’estate è meta turistica, insieme a Ostia, Torvajanica e giù, fino al Circeo e Sabaudia, è una delle spiagge dei romani vacanzieri, con o senza casa.

L’estate qui inizia il primo aprile e finirebbe il 30 settembre. Così dicono i cartelli dei parcheggi a pagamento. 9-22.

Finirebbe, perchè in realtà finisce ben prima, in genere il primo giovedì settembrino. Il giovedì infatti è il giorno in cui la maggior parte degli esercizi commerciali (tipo, il 97%) chiude per il riposo settimanale; stessa cosa succede alla vicina, vicinissima, adiacente, praticamente appiccicata Nettuno. Su tutto il territorio comunale. Significa che se abitate chessò, a 5-6 km dal centro, a Lavinio per esempio, o Lavinio stazione, al Quartiere Europa o addirittura più in là, a Lido dei Pini che è metà comune di Anzio e metà di Ardea, il giovedì pomeriggio non troverete nemmeno un alimentari aperto. Al Quartiere Europa c’è l’Iperstanda e l’Eurospin, che sono le uniche due cose che probabilmente non chiuderanno mai, ma vabbè.

Intendiamoci: io capisco che c’è sia un’ordinanza comunale per far sì che ci sia una mezzagiornata di riposo settimanale, e capisco pure che i negozianti ne hanno bisogno e diritto; nonostante ciò la considero comunque una cosa barbara. Barbara perchè comunque il rischio di farsi concorrenza sleale, essendo praticamente tutti imparentati con tutti, come in tutti i paesi della provincia italiana che si rispetti, non c’è. Insiamaiddio, come dicono qui. E barbara perchè appunto a Nettuno fanno riposo esattamente nelle stesse modalità (e notare che no, non è che chiudono chissà che ora, la sera, 19.30 al massimo, e no, la domenica pomeriggio cominciano ad aprire sempre verso aprile, difficilmente aprono  in inverno). 

Giovedì scorso per esempio, ero ad anzio, aspettando che aprisse il cinema per andare a vedere “Parnassus”. Intanto che aspetto ho fatto una passeggiatina, piazza e porto. Ovviamente il 97% delle attività commerciali era chiuso. erano aperti tipo un bar, un kebbabbaro di lusso (no, giuro, superfici lucide, tavolini con tovaglie di stoffa, impie… cioè, commesso dietro al bancone impettito e con camicia, gilet e parannanza), e una pizzeria. Il barista era dietro la cassa, appoggiato a 90 nello spazio dove tu gli dai i soldi e lui ti dà il resto, e giocava con un telefonino. aveva il bancone dei gelati vuoto, nemmeno un po’ di fiordilatte, cioccolata e fragola. niente di niente. la pizzeria era talmente bella che ve la volevo fotografare, ma con me avevo solo l’analogica. serranda alzata, luci spente, nessuno dietro al bancone vuoto, nemmeno un pezzo di pizza bianca e uno di pizza rossa. niente di niente. nessuno. buio. alle 17.  il bello era che la piazza era piena di gente: nonne, nonni, mamme, papà, bambini, gente che portava a passeggio il cane, chi il pupo in carrozzina, chi era appena uscito da scuola e giocava vicino la fontana. vaaaaaaabbè.

ma torniamo ai parcheggi. in genere in estate, quello che fa veramente estate, qui da noi fortunati che abitiamo al mare 12 mesi l’anno (ahahah. ah.) è il cambio tra parcheggi gratis-parcheggi a pagamento. ogni anno ovviamente la combinazione è differente, che non sia mai tu abbia un’idea precisa e perfetta partendo da casa di dove andrai a parcheggiare.

il presupposto da cui partire l’ho scoperto l’anno scorso: si paga ovunque, e dove non si paga è solo per i residenti in zona con apposito tagliando. il che significa che te, che abiti a 5 km dal centro o a 2 dal centro della frazione più grande, equivali a un romano non residente qui tutto l’anno, ma al massimo a uno che ha la residenza della prima casa per pagare meno tasse (che presumo col taglio dell’ICI non serva più) ma che vive, lavora e manda a scuola  i marmocchi urlanti e molesti a Roma.
il che significa che devi armarti di santa pazienza, spicci e cercare posto dove parcheggiare, sperando che non ti facciano la multa per qualche motivo strano e assurdo, tipo che hanno cambiato il cartello mentre eri in fila dal medico o a farti la ceretta (tempo stimato: dai 59 minuti  a due ore).

quest’anno hanno fatto a pagamento tutto il centro, la strada che va giù, dalla villa di Nerone al Faro e poi in centro, hanno messo un divieto di sosta per i non residenti nelle vie adiacenti alla biblioteca e museo dello sbarco, e parcheggio gratuito limitato a 1 h con parcometro lungo due delle vie principali, quella che dalla stazione va giù in centro (e ok, c’era il parcheggione della stazione con navetta gratuita) e la strada della Asl (che però potrebbe seguire lo stesso ragionamento dell’altra). il resto si pagava tutto, e vedendo Anzio in estate quasi triplicarsi la sua popolazione, immaginatevi che poteva diventà.

finalmente arriva il 30 settembre. dici: e finalmente troviamo parcheggio. magari lo troviamo proprio accanto al cinema, dietro al comune, c’è un bel parcheggio, c’hanno abbattuto il mercato comunale anni fa per farlo. poi è pure giovedì pomeriggio, i negozi sono chiusi, chi vuoi ci sia.

no.

parcheggio. massimo un’ora. 9-22. poi dopo ce la puoi tenere quanto ti pare, eh, ma prima no. perchè cioè, dai, chi è che va al cinema, e rimane più di un’ora, prima delle 22? chi è che va in comune, in comune a Anzio, e rimane più di un’ora? (quando il tempo minimo di permanenza in municipio è di 2h, 33 min, 44 sec? ) eh???

vabbè, famo il giro. no, qui la strada che viene dalla stazione, uguale, 1h. stessa cosa alla Asl. davanti l’altro cinema? no, è pieno. vabbè, la via del faro. che, capiamoci bene, eh, a me va anche bene farmi una passeggiata, chemmefrega. però è proprio il concetto che il 97% dei parcheggi non solo in estate sia a pagamento, ma in inverno sia al massimo di un’ora.

una.

ora.

che insiamaiddio je dovessi spende du sordi parcheggiando e annandome a comprà du vestiti e na borza in piazza, e ce dovessi impiegà un’ora e cinque minuti me fanno pure a’ murta,  mortacci de ste scapocciasarde!

 

ps: per completezza d’informazione:

  1. Anzio ha dato i natali a Nerone, l’imperatore pazzo, quello che diede fuoco a Roma, dando la colpa ai cristiani per costruirsi il villone tra colosseo e Esquilino. dice, ora che stanno facendo una mostra alla biblioteca, che ne stanno rivalutando la sua figura e il suo operato. dice che in onore di ciò, di fronte ai resti del porto neroniano (che l’hanno fatti mangiare dal mare, l’hanno), metteranno una statua dell’imperatore. in bronzo. alta due metri.
  2. sono andata al cinema a vedere “Gran Torino”. la sala era composta al 92% da persone dai 45 anni in su. hanno per tutto il film (film drammatico, con Clint Eastwood, non con massimo boldi) ridacchiato dall’inizio alla fine. e nella scena topica, della svolta s’è sentito un “ohhhhhhhh” collettivo. ridacchiato. continuamente. di continuo. “ihihihihihhi”. “ehehehehehe”. “huhuhuhhu”. di. continuo. ultra40enni. non ragazzini. e non su battute comiche, ma sulle battute che caratterizzavano il burbero protagonista. con dei problemi e dei conflitti non risolti. ridacchiato. mi fa uscire scema, questa cosa, mi fa.

Vips/3

sabato, gennaio 10th, 2009

apprendo ora dalla stampa locale che la Divina Nicole non verrà a girare scene qui.

e sinceramente, bella per lei, che non si perde nulla.

però io l’australiana ce l’ho lo stesso.

(sto meglio, però, dai.)

Vips/2: la vendetta del 2008.

venerdì, gennaio 9th, 2009

sto con l’australiana, e non sto parlando della Divina Nicole.

m’avesse portato Hugh Jackman, io dico.

no, i batteri grossi come canguri, m’ha portato.

Vips

giovedì, gennaio 8th, 2009

mi dicono che questo blog è PR 5, il che equivale, mi dicono sempre, che significa che sono una blogstar, a dispetto di ciò che dico ogni volta che qualcuno mi ci chiama.

ora, io vorrei provare ad andare alla feltrinelli e dire “ehi, ciao, sono una blogstar, me lo fai lo sconto sui libri, visto che ti nomino anche sempre”. ma mi sa che mi dicono di no.

poi vorrei andare che so, in un centro estetico, a fare qualche massaggino, chè ne ho bisogno, e fare la stessa manfrina.
ma mi sa che mi dicono di no.

ma soprattutto vorrei andare al paradisino sul mare, a anzio, chè domani la Divina Nicole inizia le riprese del suo nuovo film.
ma mi sa che non mi fanno entrare sul set nemmeno se fossi la figlia del sindaco.

ortone e il mondo dei chi – perchè “una persona è sempre una persona, non importa quanto sia piccola”.

mercoledì, aprile 30th, 2008

bel filmetto piacevole, pieno di animaletti strani, pucciosi, pelosetti e che sembrano di pelouche.

scimmie sparabanane, una mamma cangura ossessivo-possessiva che manda di continuo il pargolo in camera sua, cercando di eliminare ogni sua piccola fantasia e anche quella del resto degli abitanti della jungla di nullo, un elefante che fa da maestro, un topetto saggio, un coniglio che fa i biscotti e un avvoltoio russo cattivo e un po’ tontarello.

questo fuori dal granello.

nel granello un sinda-chi con 97 figlie e un figlio emo, un consiglio comunale avverso, una professoressa con la esshe shtrascinata e un pesce rosso da tenere sott’occhio.

sono andata a vederlo non sapendone assolutamente niente se non il trailer visto prima dell’isola di nim e ne sono rimasta piacevolmente sorpresa. raccontato in rima stile “il grinch” e “il gatto e il cappello matto”, ho scoperto solo poco fa che sono tratti tutti e tre da racconti dello stesso autore, il Dr. Seuss, di cui poco però si trova in rete, e quasi niente su wikipedia se non citazioni. l’animazione 3d è molto piacevole e morbida, sembra di guardare un negozio di pelouche, e l’omaggio all’animazione e ai generi giapponesi è una chicca imperdibile.

il doppiaggio è un po’ così così: christian de sica va alla grande anche con l’accento romano, peccato per qualche espressione tipicamente romanesca che ricorda troppo gli spottoni col vigile persichetti; il narratore è il classico narratore dei cartoni animati, la proff.ssa Lo-sa è giuppy izzo, anche lei voce familiare; peccato per la pivetti-mamma cangura che ormai è diventata una voce così nota che non la si nota più.

in definitiva ottimo, da vedere, ne vale la pena, nonostante duri solo un’ora e mezza. i miei piccoli compagni di sala ne sono usciti tutti strabiliati e durante l’intervallo (sigh. l’intervallo -__-”) il 50% di loro trovava dei granelli, e l’altro 50% chiedeva di poterli vedere.

detto questo, difficilmente tornerò al cinema adriano. un po’ perchè lontanuccio, un po’ perchè sarà bellissimo e fighissimo, ma l’intervallo, no, ve prego, non me potete fa l’intervallo. i film vanno visti tutti di seguito, davvero. però da notare il fatto che ai pupi fornivano una specie di bagnarola da mettere rovesciata sulla poltroncina  per stare più alti e vedere meglio.

no, a me non l’hanno data. se lo sapevo la chiedevo però :)

ps: da tenere sottocchio il nuovo della pixar disney di ottobre, wall e ! dolcissimo, ho pianto già durante il trailer, fantastico *_*

alla ricerca dell’isola di nim

martedì, aprile 22nd, 2008

ve lo dico subito: finisce a cavolo. e finisce a cavolo perchè secondo me ci vogliono fare un seguito, minimo, se non altri due. ci sono un paio di cose che rimangono in sospeso, e anche se visto senza intervallo sembra durare troppo poco.

beh, praticamente. c’è gerald butler, che faceva trecento. e anche senza barba, addominali e faccia incattivita che urla “tiiiiii iiiiiiissssss spartaaaaaaahhhhh” devo dire che è bravo lo stesso. un po’ la faccia da sboroncello, quando impersona il personaggio inventato dalla scrittrice e suo alter ego (suo di lui e suo di lei), ma ci sta tutto. si cioè praticamente, lui fa sia il papà bello e forte e figo di nim (si è una bimba, mi dicono quella di Lttle Miss Sunshine che non ho ancora visto, mea culpa, mea culpa, mea grandissima culpa) che sia lei sia la scrittrice lo impersonificano con il personaggio del romanzo che la tipa scrive. sono stata spiegata?

poi c’è una tartaruga marina, che si vede a malapena, un’otaria di nome salsiccia che gioca a pallone, e un’iguana favolosa, detta virgola, che da sola vale i 3 euri di film ( potere del cin cin cinema, a me!!!).

poi, appunto c’è gerald butler. che gli hanno dato la voce di luca ward. no, dico. mah. che ogni tanto si girava e mi aspettavo cominciasse a chiamare anita per dirle che il gruppo ferri lo salva lui, di star tranquilla.
il nostro si sdoppia, come detto. e se da una parte è il degno nipote di indiana e di rick o’connell, dall’altra nelle vesti del papà in cerca di protoqualchecosa nell’atollo del pacifico, è sicuramente un novello mcgyver dei giorni nostri. d’altra parte tale padre tale figlia, la piccola nim si rivela all’altezza di un goonies in gonnella di tutto rispetto.

quello che salterebbe più agli occhi (anche perchè prima di iniziare il film passa una schermata in cui appunto si dichiara che è in collaborazione con il wwf e di andare sul sito a vedere la tartaruga marina nim adottata) è la favola ecologista. ma sarebbe troppo banale. quello che salta agli occhi di una pazza come me è il potere del racconto, la sua forza e la sua spinta al cambiamento.
nim trova il coraggio di fare quello che fa spinta dal coraggio che hanno il suo papà e il suo personaggio dei romanzi preferito, la scrittrice suipera la sua agorafobia che la costringe in casa da 4 mesi grazie a una bimba su un’isola deserta che chiede aiuto e il suo alter ego avventuriero che la sprona.

altra cosa che non si può fare a meno di notare è lo scandaloso product placement della apple, stanno addirittura sulle isole deserte e riescono anche a mandare le e-mail O_o
però a un certo punto un ragazzino viene minacciato di esser lasciato senza game boy. mi aspettavo la wii, il ds o la psp portatile, ma il game boy no O_o

comunque, come letto su un giornale a distribuzione gratuita a roma (professionale, no? come i veri giornalisti :D ) ( in realtà me l’ha detto danisoul ma non so che giornale fosse), pare che fosse un film che non dicesse nulla a chi è sopra i 13 anni. capiamoci: certe cose agli occhi di una vecchietta come me che si nutre di fantasy e di bizzarrie, sembravano esagerate e impropabili, però alla fine non stonano col resto della storia ed essendo un film per bimboli, ci stanno tutte. in finale bel filmetto.

ps: per il primo ero piccola, per il secondo anche, il terzo non mi ci portarono che non capirono la potenza formativa che poteva avere su di me, ma il quarto, oh no, il quarto non me lo perdo proprio!

30 cose da fare prima dei 30 anni.

domenica, marzo 2nd, 2008
  1. andare a pattinare sul ghiaccio.
  2. tornare a pompei e visitarla tutta con molta, molta calma.
  3. andare ad un concerto di elio e le storie tese.
  4. leggere "l’ombra dello scorpione".
  5. guardare "ultimo tango a parigi".
  6. comprare un letto matrimoniale.
  7. andare ad un concerto di vasco.
  8. farsi fare un massaggio al cioccolato.
  9. passare un week end in un bell’albergo solo per fare il bagno in vasca.
  10. abbracciare un ragazzo da dietro poggiando la testa sulla sua schiena e carezzandogli il petto da sotto la maglietta.
  11. passare un pomeriggio di primavera a leggere al sole sul lato dell’isola tiberina.
  12. fare una vacanza al mare.
  13. rivedere tutte le serie di "friends".
  14. organizzare una festa a sorpresa per una persona speciale.
  15. visitare il museo egizio e quello del cinema di torino.
  16. vedere "brian di nazareth".
  17. fare una coreografia in strada.
  18. tornare a tor caldara.
  19. fare un picnic notturno sulla spiaggia.
  20. ubriacarmi di baileys.
  21. passare una domenica pomeriggio sul divano a leggere mentre qualcuno mi fa le carezzine ai capelli.
  22. imparare a fare la sfoglia col mattarello.
  23. imparare a suonare una canzone intera con la chitarra classica.
  24. comprare una scatola di lego.
  25. provare a posare per un fotografo.
  26. ordinare le m&m’s con la scritta personalizzata.
  27. rifare il bagno in piscina.
  28. dormire abbracciata a qualcuno che amo innamorato di me.
  29. si accettano proposte.
  30. si accettano proposte.

 

è iniziato il conto alla rovescia. mancano 4 anni.

si cercano compagni di avventura, le adesioni si raccolgono nei commenti.

born in the eighties

venerdì, febbraio 15th, 2008

è che noi nati negli anni ’80 siamo cresciuti con il mito della carriera.
yuppies“, “una donna in carriera“, “baby boom“, “indiana jones“, “i robinson“, “ally mcbeal” e decine e decine di altri, ci hanno spinto a fare l’avvocato, il dottore, il giornalista, il pubblicitario, l’archeologo, sognando soldi, fama, avventura. case enormi, vestiti costosi, macchine di lusso.

tutti dei piccoli intenditori di scotch ai party esclusivi in casa degli amici.

tutti fuori dalle superiori a iscriversi in massa all’università: scienze politiche, economia e commercio, giurisprudenza. qualcuno archeologia, che harrison la donnina ce l’ha vicina vicina anche col cappello impolverato.

tutti a ritrovarsi precari nel 2008. ma questa è un’altra storia.

fatto sta, che film e telefilm sono stati per noi degli ’80 dei veri manuali di sopravvivenza. i libretti d’istruzione alla vita. (o di distruzione della stessa?). dei veri e propri manuali di phigaggine.

la phigaggine va costruita. certo un po’ ci nasci, ma devi anche curarla, essennò non vale. primo passo della phigaggine è la cura del corpo, dell’immagine. quindi via libera a massaggi, saune, trattamenti estetici. la ceretta, per rimanere al minimo indispensabile e alla base di tutto.

l’estetista. questa donna a metà strada tra una velina, una dea e wanna marchi. se le chiedi di sistemarti le sopracciglia, vuole farti il trucco permanente per coprirti la cicatrice sottostante, le chiedi una cera alle gambe e ti propone un ciclo di 10 massaggi linfodrenanti alla modica cifra di un mutuo trentennale, le chiedi un consiglio per una manicure e esci con le unghie di catwoman e un porto d’armi provvisorio, le esterni il tuo desiderio di metterti a dieta e ti succhia grasso in saune al prezzo di una ferrari monoposto.

che poi, quando sei lì, nell’intimità della saletta calda e umida come la foresta pluviale, con indosso solo un perizoma di carta e l’inguine bianco di borotalco come un pupo a cui hanno appena cambiato il pannolino, che fai, non le fai due chiacchere???
ti ritrovi così, a 25 anni, studentessa precaria fuoricorso, cicciottella, single, che vive con i suoi e divide la stanza con la sister, a vergognarti di parlare della tua quasi laurea con una che ha fatto a malapena 3 anni di corso professionale sperando di non sembrare una saccente snob.

e parla tu che parlo io, tra uno strappo di striscia, una lacrima trattenuta e una palettata di cera incandescente lì dove la senti meglio, scopri che la tua aguzzina ha solo due anni più di te, ma ha appena comprato e rinnovato totalmente una  casa a due piani dove sta trasferendosi con il fidanzato, sta per sposarsi, ha un centro estetico piccolino ma tutto suo che frutta bei soldini, la macchina nuova, i vestiti per carità solo di marca e per l’amica che si laurea la settimana prossima in regalo un week end fuori solo loro due.

e te, esci di là, con la pelle arrossata, i peli delle braccia ancora sulle braccia che quando hai chiamato per prendere appuntamento hai detto solo “cera completa” e per lei significa solamente da caviglia a gluteo, e lunedì devi tornarci che devi fare anche baffetti e sopracciglia (tot: 20 €) e oggi non aveva tempo, l’umore che è rimasto sotto il lettino e l’autostima suicidatasi nell’hammam e 40 euri che sono passati come un niente dalle tue tasche alle sue. e lei, l’estetista, che ti saluta con un “ciao cara, tesoro ricordati lunedì se non vieni chiamami che ti sposto l’appuntamento, e soprattutto mi incasini con gli altri”.

che quelli che facevano i soldi fossero le parrucchiere e le estetiste, questo, i nostri manuali da giovani marmotte in carriera non ce lo avevano detto.

cloverfield

martedì, febbraio 12th, 2008

portatevi una di quelle palline antistress. e se soffrite di cuore scordatevelo.

comunque, è l’ultima volta che faccio scegliere il film a danisoul, d’ora in poi solo muccino, vaporidis e compagnia bella.

di sto passo mi viene l’esaurimento nervoso

io sono leggenda.

martedì, gennaio 22nd, 2008

la prima volta che sono andata a vedere un film al cinema e sono saltata sulla poltrona è stato per jurassic park. credo il due. ho fatto pure mezzo urletto.

ieri sono saltata tra le 20 e le 30 volte dal rumore o dall’apparizione improvvisa di qualcosa. senza urletti, per fortuna.

danisoul accanto a me era disperato.

comunque, non andateci se avete letto il libro, non andateci se siete quelli che pretendono una trama, se volete un lieto fine a tutti i costi di quelli classici, non andateci se non vi piace “resident evil”, “silent hill” e compagnia bella. per il resto, son 5 euro e 50 buttati bene.

vi consiglio di leggervi anche il post di bryenh al riguardo.

prossimamente, su questi schermi, “sweeney todd” e “ps: I love you“, per tre motivi:

ah ok, il post era su “io sono leggenda”, vero.
beh, will smith è will smith. alla faccia dei 40 anni anche lui. c’ha giusto il capello appena brizzolato che a volte ce l’hanno anche i 25enni. e anche se per poco, lo si sente canticchiare e per un attimo torna il fresh prince of bel air. imperdibile il pezzo di shrek.
e poi il cane. no dico, il cane, sam. se sento ancora qualcuno dire “ma quello recita come un cane”, dovrò chiedere se recita come la lupacchiotta di questo film o come il cane della infostrada, paceallanimasua.