Archive for the ‘back to rome’ Category

segnali di primavera/2

lunedì, maggio 18th, 2009

se indosso una maglietta rossa molto scollata, non posso poi lamentarmi delle reazioni dei soggetti che incontro.

epperò posso raccontarle.

soggetto n°1: “ti lumo con gli occhi”.
treno per roma. aless è con gli occhiali da sole, legge e ha la musica a palla nelle orecchie. sale bel tipo mirabile et figo con occhiale da sole e cuffie pure lui, che per tutto il viaggio manda occhiate evidentissime ad aless, che da parte sua, ricambia. alla fine del viaggio, aless arriverà senza occhiali, libro e cuffie, eliminati uno ad uno nella speranza che il tipo non si scoraggiasse da questi ostacoli per tentare l’approccio. cosa che ovviamente non succede (e come te sbagli?)

soggetto n°2: “in che mani siamo”.
aless scende le scale della metro. nello stesso momento, un ragazzo alto, colletto inamidato, zainetto, pantalone chiaro stirato perfetto, occhialetto leggero, capello a spazzola, sta salendo le scale. il classico tipo casa-e-studio. il tipo sbarra occhi e bocca così:
sebastian 
e giuro che non è una metafora tantomeno sto esagerando, ha veramente fatto quest’espressione teatrale e plateale. mentre incrocia aless si lascia andare al commento più fine, educato, signorile, colto, raffinato, rispettoso, civile che i suoi testicoli in dato frangente gli permettano: “MINCHIA”.
notare che stava uscendo dalla fermata policlinico, dalla parte dell’ospedale.
non vorrei essere mai curata da un tipo del genere.

soggetto n°3: “il mistico”.
treno del ritorno. aless è seduta su un seggiolino vicino alle porte. un tizio che sta evidentemente per scendere girella lì intorno, non sta fermo un attimo, non fa altro che tirare fuori e rimettere in tasca il lettore mp3.il caldo è asfissiante. lancia più e più volte occhiate di sguincio ad aless, che lo tiene sotto controllo pronta a sfoderare tutto il repertorio da cintura marrone di judo in caso di molestie. il treno si ferma. il tipo si avvicina alla porta, guarda, e questa volta non di sguincio, aless, e si fa il segno della croce. padrefiglioespiritosantoamen con tanto di bacio al dito.

stavolta, la faccia di sebastian la fa aless.

soffro lo stress, si io soffro lo stress, sono stanco e fuori forma/1

lunedì, ottobre 13th, 2008

mi fa male l’osso parietale destro. me lo sento vuoto. e anche un po’ la nuca mi fa male, sempre a destra.

posso per questo far causa a trenitalia visto che i sedili dei treni pendolari sono fatti antiergonimicamente a posta?

per me la settimana può anche finire qui

lunedì, settembre 22nd, 2008

autobus nettuno-laurentina (litoranea fino a torvajanica, pomezia, pontina fino all’eur, laurentina fino alla relativa fermata della metro); da lì fino a tiburtina e poi 4 fermate di bus.

so’ già stanca.

Sono stato punk prima di te, sono stato sempre contro.

venerdì, agosto 1st, 2008

io pensavo che i punk fossero quelli un po’ anticonformisti, che cercavano di distinguersi dalla massa, andando un po’ contro le regole.

voglio dire, se hai i capelli di tutti i colori sparati per aria, o sei uscito da uno spot della studio line, o sei punk, c’è poco da fa’.

se ti vesti di nero, con le calze strappate a cerchietti e le manette attaccate alla cintola dei calzoncini, o sei punk o sei una pornostar.

che poi, mi chiedo perchè i punkettoni abbiano adottato in gran parte “nightmare before christmas”. mia sorella ci è in fissa da prima di diventare mezza punkettina, ma perchè è nata a halloween. ma forse a questo punto è perchè quel film, insieme a “il corvo”, è la cosa più darkettona degli ultimi 20 anni. e sti punk d’adesso non hanno più di 20 anni.

comunque anche loro hanno i propri misteri della fede: perchè si fanno gli occhi neri di matita e non gli cola mai, e se io poco poco me ne metto una striscetta appena sulla rima palpebrale inferiore dopo due ore sono un panda?

ma poi. siete anticonformisti. siete vestiti di nero anche con 36 gradi il primo agosto. state con le calze rotte tipo io quando andavo alle elementari e le sedie erano vecchie e si impigliavano. state con le manette alla cintura. state con gli anfibbioni con la para da fare invidia alle bratz. stai col corsetto che tra l’altro ti sta anche male che non ci hai il fisico sembri un’asse di quelle che usava mio nonno per i ponteggi quando faceva il muratore, larga e piatta. state con le borchie, i piercing, i capelli lisci alla benedetta della 3c.

ma allora, se siete così alternativi (…) ma perchè andate a mangiare al macdonald di piazza di spagna e col macmenù vi prendete anche il bicchiere?

deo gratias!

lunedì, aprile 14th, 2008

finalmente qualcuno ha trovato la chiave giusta per trovarmi! Cose Da Fare Prima Dei 30 wikipedia

comunque oggi a termini c’era un signore chiaramente tedesco, con una giacca a vento bianca, che reggeva un bastoncino con cartellino, pensavo fosse una guida e invece c’era scritto su “jesus”. volevo fotografarlo ma in quel momento c’era un po’ di caos, i poliziotti stavano arrestando un tipo.  ho visto delle manette dal vivo!!! emozzzzzioneeeee!!!! (mo pure le manette, chissà che gente arriverà qui da domani… )

uscite d’emergenza

venerdì, aprile 4th, 2008

vi piace?

proserpina verso l'uscita d'emergenza

l’ho fatta io. e l’hanno pubblicata qui

il dono della sintesi.

lunedì, febbraio 4th, 2008

ha detto tutto lui, che dovrei dire io?

back to rome/3

martedì, gennaio 8th, 2008

ehhhhh siiii tornata a roma. in occasione della consegna della busta paga. ed ovviamente mille mila giri come al solito.
la busta paga. questa sconosciuta. si perchè la fantastica busta paga in questione è minima. ma  minima minimerrima. 168 euro. >_<.
che poi è riferita al mese di ottobre, mese in cui facevo il corso a roma, mi beccavo tipo 200 km al giorno, più 63 euro di abbonamento mensile per farmi una delle tratte peggiori d’italia, più 6/8 euro al giorno per mangiare, tornando a casa e lavorando, facendo la tesi, piegandomi in due dai bruciori di stomaco. poi dici bamboccioni. dimmi dove ci vado con 168 euro. no, ditemelo.

però mi hanno dato anche il pacco di natale. il 7 gennaio. pacco vero, si. chè chiamarmi per farmi andare a prenderlo prima di natale, no, che tanto aless viene quando si deve prendere lo stipendio, non facciamola venire a buffo. e se a me era più facile venire a buffo, visto che oggi sono dovuta prima andare in banca e poi alla posta, per colpa di quel misero assegno? e se avevo altri impegni, come in effetti avevo?

che poi dice: eh, lavori da casa, manco ti muovi. eh, ti diamo anche troppo l’ora, non li prendo nemmeno io. ora. non per dire, ma il fatto che io lavori da casa non è che sminuisce quello che faccio, o che mi devi dare meno perchè da casa vale meno. mi devi dare sempre e comunque il giusto. poi, non è che siccome io lavoro da casa prendo di più, prendo di più perchè ho un contratto a progetto a tempo determinatissimo, mentre te stai con l’indeterminato, assicurazioni e contributi in regola, mi risulta che i contributi che danno a te sono maggiori dei miei. ora, ammesso che mi stia sbagliando e non è vero ciò, c’è da dire che te in ufficio: a) non paghi corrente elettrica; b) usi un pc che è dell’azienda e succedesse qualcosa hai un tecnico a tua disposizione e nel frattempo puoi cambiare pc; c) non paghi internet. io invece: a) pago corrente; b) nonsiamaiddio succede qualcosa, facciamo le corna e gli scongiuri, al pc, come minimo ho perso il turno e i soldi, se mi dice male ho perso proprio il lavoro; c) pago internet e se alice si incazza o ha le sue cose, perdo il turno. quindi discorsi del genere non li voglio sentire più che ti sbrocco in faccia.

ora, tanto perchè io sono una personcina dall’animo gentile vi faccio vedere il mio angolo d’ufficio in casa. ho bisogno di una bacheca, presto!

il mio ufficio   parte del mio ufficio

poi, sempre perchè sono una personcina dall’animo gentile, tutte queste paturnie ci mettono un niente a passarmi, e mi viene quindi subito da notare che il 2008 è iniziato sotto due segni strani: il primo è che sembrano i giorni delle minestre riscaldate. o dei rigurgiti, meglio. nel giro di due giorni, come niente, sono rispuntati fuori tre conoscenti con cui avevo tagliato. di cui due nello stesso giorno. pare assurdo.
il segno numero due è che il 2008 sembra essere l’anno delle tazze. in due giorni me ne hanno regalate due. e siamo solo all’8 gennaio. una è quella postata alla befana, l’altra me l’ha regalata quel bell’ometto del danisoul. un GENIO. perchè solo un genio può regalarmi una cosa così

piatto tazza e teiera dentro c'è il fiorellino :D 

 oh, dei fiorellini!my favorite tea set

ci pensavo ieri. regalare una tazza è un atto di amore e di amicizia. perchè stai prendendoti cura di qualcuno, perchè gli dai un qualcosa con cui scaldarsi nelle sere d’inverno, da tenere tra le mani e carezzare ed avvolgere, qualcosa con cui consolarsi, sia in momenti brutti che in momenti più tranquilli quando comunque fa piacere farsi una coccola, un consolare in senso più lato. ecco, io, da grande, vorrei una casa con una bella libreria Billy tutta piena di tazze e tanti amici a tutte le ore che vengono a prendersi un caffè, un caffellatte, un cappuccino, una cioccolata spaparanzati in poltrona a chiaccherare, a guardarsi un film, a stare insieme.

riassunto delle puntate precedenti: tino ama gina che ama lina che ama pino che ama mino; ovvero: la prima volta non si scorda mai; detto anche: signora mia non esistono le mezze stagioni.

lunedì, dicembre 10th, 2007

riassunto delle puntate precedenti: tino ama gina che ama lina cha ama pino che ama mino.
sabato arrivo da danisoul in mattinata, ci prepariamo, lascio il borsone lì, andiamo a termini e in attesa di kika mangiamo. poi tutti e tre in metro fino a fermi e al freddo raggiungiamo il palazzo delle esposizioni. alla modica cifra di euro 4 entriamo in tre a piùlibripiùliberi, per il semplice fatto che avevamo due biglietti omaggio e uno ridotto per l’abbonamento. dentro, non ve lo racconto. ve lo faccio vedere. una bolgia.

facciamo un po’ di acquisti (io un libro per la sister, che non le ho dato, l’ho lasciato sotto l’albero insieme a quello che le ho preso impacchettato, lo vedrà , spero, domattina, più “cime tempestose” che volevo rileggere e “la freccia nera” che ho sempre voluto leggere). vorrei scrivere tutte le boiate che abbiamo detto, ma non me le ricordo. verso le 18-meno-qualcosa usciamo e andiamo a un bar di fronte, abbiamo un certo languorino, ed in tre ci facciamo n°2 cassatine siciliane (buone), n°1 cornetto, n°3 cappuccini con spruzzata di cacao, nell’attesa di nemo, nostro unico contatto approfondito col resto del mondo bloghereccio.
kika poco dopo l’arrivo di nemo se ne va, noi 3 rimaniamo, cerchiamo di chiaccherare, salutiamo qui e lì, siamo abbastanza intimiditi, non ci si filano molto, facciamo un po’ tappezzeria, ma tra di noi si chiacchera bene. quando nemo viene presentato come un ottimo fotografo zompa su di circa 100 posizioni in bb. cosa che si rivelerà poi vera quando torna a casetta. zoro si ricorda di me, anche se mi aveva visto una volta sola a fine aprile, e mi fa piacere.dani ed io dobbiamo andare sull’ostiense in un locale per il compleanno di un’amica/collega, quindi prendiamo la metro e molliamo la blogosfera a rimpizzarsi e a twittare compulsivamente.
scendiamo a garbatella e andiamo verso quella che crediamo essere via ostiense. telefoniamo per sapere gli altri a  che punto sono, ci dicono in altomare, mangiamo da pizzarito, ritelefoniamo per sapere bene l’indirizzo del locale. lo cerchiamo in lungo e in largo e troviamo il numero civico di fronte dove abbiamo mangiato. lì però c’è un bar. c’è qualcosa che non torna. ritelefoniamo, sono le 22 passate, ci dicono che sta verso il centro, dani ha l’idea geniale che allora forse non è che dovevamo scendere a garbatella, ma a piramide, che quella su cui siamo non è come scritto dappertutto via ostiense, ma la circonvallazione ostiense. a-riprendiamo la metro, scendiamo, sbagliamo strada, troviamo via ostiense, facciamo non so più quanta strada a piedi e finalmente arriviamo. ormai siamo totalmente asociali e sveniamo dal sonno e dal mal di piedi. alla fine torniamo a casa e fra cambiarci ed andare a nanna si fanno le 3,30. -___-. la mattina dopo avevo appuntamento a termini con nemo alle 10 -____- gli mando un messaggio e gli chiedo di svegliarmi. ci riesce così bene che quasi quasi gli compro una sim da ricaricare ogni tanto e mi faccio chiamare tutte le mattine. ma a lui questa cosa non va a genio, me l’ha giò detto. puzzone.

ovvero: la prima volta non si scorda mai.

ci prendiamo il nostro bel badge alla biglietteria, entriamo e timidi timidi ci sediamo ad ascoltare le prime un-conference, io più che intimidita mi sento proprio fuori luogo… poi un po’ perchè scopro che pavolini si ricorda di me dai tempi del bloglab come zoro, un po’ perchè comincio ad ambientarmi, la situazione migliora. fatto sta che a pranzo con nemo, lord zarcon e robie sono proprio tranquilla e mi diverto, come poi per il resto della giornata. ci si fa le foto, la mia piccola benq che per non fare le foto mosse devo smettere di respirare impallidisce di fronte alle loro reflex, ma non desisto e fotografo qua e là. peccato che ogni un-conference se poco poco rischia di sforare la mezz’ora assegnata viene segata in maniera barbara. il massimo si raggiunge quando gattonero e sir drake vengono interrotti proprio su uno dei punti di maggior scorno dei blogger:


ovvero sui continui fraintendimenti tra giornalisti e blogger su tutto e tutti. evvabbè. si prosegue chiaccherando, cazzeggiando, facendo caciara anche con eddy pedro e senzastile.
fatto sta che sono anche stati interrotti per l’intervento/marchetta di un tizio che nessuno sa chi è, e che probabilmente difficilmente conosce la maggior parte di noi (io perlomeno, se non conoscevo il blog, li conoscevo per twitter). frattanto arriva anche luca che mi porta il badge brandizzato twitter con tanto di avatar fatto da cincinnato e colleziono la mia prima moo card by manfrys.

detto anche: signora mia non esistono le mezze stagioni.

il tipo in pratica fa questa marchetta su questo suo sito che non ho capito se è 2.0 solo perchè ha un forum, perchè pubblica degli “articoli” o perchè farà una specie di caccia al tesoro tramite weblin fra qualche giorno (cos’è weblin? come lo indicizza google “weblin is your avatar, chat on every website and find friends”. praticamente, ‘na chat con una figurina/avatar che passeggia sul tuo desktop chiaccherando con gli avatar altrui,  ma lui si ostina a dire che no e che è una grossa innovazione) mettendo in palio due giornate benessere (che vuol dir tutto e vuol dir niente, poi un domani si vedrà). il tutto condito da frasi del tipo: basta col supermercato dei sentimenti, il cuore al kilo 8 euro è troppo, non esistono più le mezze stagioni, l’euro vale il doppio, torniamo alla lira, e poi c’è l’immigrato che ruba il lavoro all’italiano, come la marmotta che confezionava la cioccolata, e sora maria non ci sono più le mezze stagioni, e quando c’era lui si stava meglio e vabbè, il concetto s’è capito. ah, ecco, importante: fa un milione di contatti, non s’è capito se all’anno, al giorno o al secolo, e per ben 3 volte gli hanno chiesto di vendere il dominio (registrato in tempi non sospetti, eh, mica c’erano tutti sti siti di dating, e poi io le foto non le faccio mettere) anche a prezzi alti, ma lui ha sempre rifiutato.

in fin dei conti, bella giornata, mi ha fatto piacere vedere persone con cui avevo solo chattato e twittato, si è stati bene e in compagnia. mi dispiace di essermi persa la cena anche perchè molti al camp vero e proprio non c’erano, e di non essermi goduta bene l’aperitivo, timida come sono ancora aspettavo che fossero gli altri a farmi far gruppo e non mi sono buttata, ma domenica ho recuperato un po’. al twittercamp ci si vede sicuro, eh.

intanto devo discutere con nemo una piccola iniziativa… vi farò sapere meglio…

‘mpicci & ‘mbrogli/2

lunedì, novembre 19th, 2007

sono andata a ritirare l’attestato del corso per addetto stampa ed organizzatore eventi.
e ovviamente c’era l’omino qui, responsabile della formazione dell’agenzia.
a parte che tra lui e l’altro tizio m’avranno chiamata tipo 5 mila volte per cognome dicendo "quanto sei forte aò", che sembrava quasi una presa per il culo, ma lo giuro, nel tempo occorso per capire che non ero della classe di luglio e per stampare due volte l’attestato chè la prima era sbagliato, l’omino avrà detto tipo 5 volte "cazzo".