Archive for the ‘carosello’ Category

carosello/4

martedì, luglio 28th, 2009

quando ho visto la fine dello spot, ho sperato vivamente che nel prossimo AG&G cadano dalla scogliera, investendo i 3 pazzi sbavanti e fiammetta sulla spiaggia coi bonghi per atterrare poi sul pattino addosso a diggei francesco. non sono riuscita a inserirci la gerini, ma chi sa, magari nel frattempo va in ferie e si ritrova a fare un’immersione proprio sotto il succitato pattino.

comunque, l’espressione di Giovanni di fronte al piatto di pasta è imperdibile, sembra quasi un attore drammatico degno di Pupi Avati.

 

quando ho visto lo spot della Gilette col supporto della Sapienza, m’era venuto mezzo un colpo, mezzo no, perchè dicevo, beh, uau, figo che la mia università sia usata come testimonial autorevole, peccato che passa il messaggio che gli studi che vengono fatti sono sulla durata dei deodoranti, e non magari su cose un po’ più importanti.

poi ho visto che l’Università di Bologna s’è prestata per il Tavernello, e devo ancora riprendermi dallo choc.

Uki il leoncino coraggioso

mercoledì, luglio 1st, 2009

meet Uki

lui è Uki, il leoncino. qualcuno di voi lo conoscerà per la magistrale interpretazione del Leone Codardo del Mago di Oz:

the Cowardly Lion

ma Uki è un leoncino coraggiosissimo, e pieno di interessi. ama leggere e studiare

Uki legge e studia

usa il pc e internet

Uki e gli eee

(e ha una camera un po’ disordinata), e manda sms agli amici

Uki e gli sms

Uki ha un sogno: come tutti i leoncini che si rispettino, vorrebbe andare a vedere una certa palma. al momento, sogna e si accontenta di quella del vicino di casa:

Uki sogna Uki e la palma

ma la palma dei suoi sogni è quella di Cannes.

a Cannes infatti si svolge ogni anno il Cannes Lions International Advertising Festival, la più importante manifestazione mondiale sulla pubblicità.

vi ricordate il Galà della Pubblicità, col mezzo minuto d’oro? ecco, prendetelo, moltiplicatelo per una settimana, portatelo a Cannes, aggiungeteci star internazionali, pubblicitari, seminari, workshop, conferenze, premiazioni, anteprime e tutto quello che vi viene in mente, e moltiplicatelo ancora per mille. ecco, forse avrete una vaga idea.

Uki vorrebbe andare l’anno prossimo a Cannes. per lui non ci sono problemi. ma ha bisogno di un accompagnatore, e ha chiesto a me di portarcelo. Io vorrei tanto, ma ho un problema, un dettaglio, suvvia: i soldi.

quest’anno, per poter accedere all’intero programma studenti dell’intera settimana, la quota d’iscrizione era di € 645.84.

più il volo a/r e il soggiorno.

ma il desiderio di un piccolo leoncino, che vuole vedere quello che fanno i Grandi Leoni, che vuole imparare dalle loro parole, che vuole investire sul proprio futuro, che vuole formarsi e vivere un’esperienza unica nel suo genere, non ha prezzo.

le mie tasche però sono vuote.

per cui mentre Uki se ne sta di là sul balcone a guardare la palma del vicino e a sospirare, io mi sono messa sotto e ho cercato un po’ di idee.

intanto, un tastino paypal


che significa?

significa che se qualcuno ha una di quelle carte qui sopra con su qualche soldino ed un account paypal e volesse contribuire al sogno del piccolo Uki, deve cliccare e sarà rindirizzato ad un sistema sicuro che gli permetterà di mettere un soldino nel salvadanaio.

e intanto questo.

poi, un’altra cosa.

chi vuole e chi può, trova qui il mio profilo linkedin. ovvero, il mio cv.

a che vi serve? a offrirmi un lavoro : D

mi occupo di contenuti internet, di gestione e creazione. mi occupo di social network. mi occupo di marketing&advertising. mi occupo (un po’) di fotografia. se vi serve quindi qualcosa nel campo, o conoscete qualcuno a cui serve e/o potrebbe servire, contattatemi. tutti i lavori trovati in questo modo finiranno nel salvadanaio per portare Uki ai Cannes Lions International Advertising Festival.

al momento, le modalità sono queste due, ma, stay tuned! che tante novità arriveranno mano a mano! : D

(abbiamo un anno di tempo, ma un anno passa in fretta ;) )

carosello/3

giovedì, giugno 4th, 2009

ovvero, gli spot che mi piacciono : D

cono 5 stelle sammontana

finalmente uno spot carino, dopo le 5 invasate che cantavano non ricordo cosa e gli occhi e la bocca “umanizzati”.
bella colonna sonora, belle immagini, storia simpatica e dolce.

cornetto algida love chocolate – non aver paura di mostrare il tuo amore

carinissimo, idea semplice, da quella frase che tutti abbiamo detto prima o poi (“se mi vedete fare l’idiota per un/una ragazzo/a fermatemi”) tira fuori delle situazioni simpatiche. il cornetto non ha quasi bisogno di vedersi, è simbolo dell’estate, dell’amore e degli amori estivi. ha tutto un bagaglio culturale dietro già formato che i consumatori hanno già fatto proprio, e non c’è bisogno di stare a fare tanti giri.

vigorsol air – a fresh air explosion

scoiattolo fnalmente eliminato (anche se a me piaceva, però pare che non godesse di una buona reputazione e che avesse fatto più danni che altro), ragazzo intraprendente, situazione divertente.

gli ha anche detto bene che è uscito in tv nei giorni (gli ultimi prima che rinfrescasse) di forte caldo. la prima cosa che ho pensato vedendolo è stata “ci vorrebbe proprio” : D

Estrella Damm Formentera

questo qui non lo vedremo mai. è lo spot di una birra spagnola, che ha deciso di ambientarlo a formentera su una canzone dei Billie the Vision and the Dancers, poichè entrambi (isola+gruppo) (anche se il gruppo è svedese) interpretano lo spirito vacanziero mediterraneo, proprio come appunto la birra estrella damm si prefigge di fare.

io la canzone la conoscevo già, anzi, sul sito del gruppo potete scaricare gratis e legalmente tutti i loro pezzi.

lo spot oltre che tale è anche video ufficiale della canzone. leggero, carino, divertimento, birra, mare, sole, ragazze, ragazzo phigo, birra, ecc ecc.

grazie a questo video ho scoperto che in finale formentera non è così differente da cincinnato, dove vivo: mare, sole, ragazze fighe (…), fanghi, solfatare. ecco, la differenza mi sa che la fa la carenza di birra e di ragazzi fighi : D

carosello/2

venerdì, maggio 29th, 2009

altro giro altra corsa.

bnl paribas 

bnlprbs

questo che vedete nella foto è lo slogan. è un po’ che gira, a dire il vero.

analiziamo.

parla di futuro. una banca deve pensare al futuro, ti sta dando dei soldi, deve credere in te, e tu in lei, e dovete essere proiettati verso qualcosa di essenzialmente positivo.

si ok. epperò diciamo la verità. io (io generico, qui siamo tutti precari) sono precaria. vado dal signor bnl e gli dico, sai, a me servirebbero dei soldi, perchè, che ne so, magari voglio metter su casa. oppure voglio aprirmi il mio negozietto o la mia piccola impresa. perchè io ho un progetto, mi sto costruendo il mio futuro, mi aiuti a costruirlo?

voglio vedere che mi dice il signor bnl.

e poi, non so, ma a voi i soldi servono nel futuro, o adesso?

io la scelta di “immaginare il futuro”, non la trovo felice. mi sto rivolgendo a una banca, un’istituzione solida. ho bisogno di certezze, sto senza una lira. il mio problema è il presente, non il futuro. o meglio, il futuro è domani, e se non so come portare sulla tavola il pane oggi, a domani nemmeno ci arrivo.

e poi. “lo costruiremo insieme”. ancora col futuro. adesso. a me serve adesso. poi voglio vedere se non ti pago la rata del mutuo sto mese, se mi dici “tranquillo, neh, che i tuoi progetti sono i nostri e ne parliamo mese prossimo”.

il pay off in sé e per sé non è male, è giusto. però il momento è quello sbagliato, a mio modesto parere.

chebanca!

ne avevo già parlato quando era uscito il primo spot.

a me spiace, anche perchè i servizi che propone li avevo guardati e non mi erano sembrati malaccio, sembravano flessibili e buoni anche in termini di costi di gestione. epperò mi si perdono sulla comunicazione.

non mi piacciono sti spot musical, che attirano l’attenzione ma che rischiano di non far capire come si deve i vantaggi offerti.

per non parlare poi del fatto che ritraggono il proprio utente come un demente che balla tutto il giorno anche se morto di fame, tanto c’è chebanca che ti può aiutare. signori di chebanca, non tutti i giovani aspirano a partecipare ad amici di maria de filippi.

piccola noticina: tempo fa avevano tirato fuori una carta ricaricabile. io l’avevo guardata, su internet, ed era interessante. però non ho capito perchè il discriminator, quello che doveva fare la differenza secondo voi, era la possibilità di scegliere in che colore, tra i diversi proposti, prenderla. perchè? perchè? perchè?

tim tribù – il sogno di farcela

allora, ci sono sti tre giovanotti che vanno in giro su un furgoncino anni ‘70 coi colori di tim. che vogliono fare i musicisti. mica gli ingegneri aereospaziali, i medici, i giornalisti, o i carpentieri. vogliono fare il gruppo rock. e cantano “con te partirò” di bocelli versione poppettara (orènda l’originale, orènda la cover). ed ovviamente sognano di sfondare. solo che il tastierista, che probabilmente è rinsavito, decide di dargli buca all’ultimo minuto, mentre stanno andando a montare gli strumenti al pub dove devono suonare. e allora, non è che dicono, massì, ma chi se ne frega, finchè c’abbiamo la chitarra, il basso e la batteria, possiamo farcela, dai, amen. no, si disperano, e chiamano il pub dicendo che il tastierista, sto disgraziato, non suona e quindi loro non possono suonare. quel poveraccio magari è a casa che sta cercando di studiare per passare l’esame dell’ordine degli avvocati, e guarda che stronzo, gli impedisce i sogni di gloria ai trettrè della tim. la tipa, poveretta, si offre di aiutarli e di suonare lei.

nel secondo spot, quindi, li vediamo che dopo aver preso una buca col furgoncino, stanno contrololando la ruota. cioè. 15 secondi di spot in cui questi controllano la ruota e ripartono. e danno vita al peggior dialogo cui possa dar vita uno spot rivolto ad un target di giovani: “chissà se la barista del pub è brava” dice uno, e fin qui, mi pare giusto, se deve suonare la tastiera, deve essere almeno un minimo decente, come musicista. ma poi il secondo lo incalza, chiedendosi “chissà se è bella”.

se è bella?

se è BELLA???

ma stiamo scherzando?

cioè, ditemi che la tim mi sta prendendo per il culo, no, ditemelo.

la cosa più importante in un sostituto in un gruppo pseudopop che sta sfondando, è se è figa o no?

chissenefrega se suona il piano come allevi, l’importante è che sia figa?

ma non finisce qui. no, vi sarebbe piaciuto.

i tre, finalmente, dopo una settimana di sto spot odioso, arrivano a sto benedetto pub. e non solo gli dice bene che la ragazza è carina, ma fanno pure i marpioni: “fiammetta, ecco perchè sento caldo”.

ma vatti a buttare a mare, se senti caldo, vai.

però, alla fine si riprendono in calcio d’angolo, dicendole che è brava, chissà se entrerà nel gruppo. ho paura di sapere quale altre prove l’attendono, a sta povera fiammetta.

 

sugli spot per i 10 anni di wind, taccio, che è meglio. ormai aldo, giovanni e giacomo stanno alla frutta.

 

gillette deodorante.

intanto ho scoperto che il ricercatore, è vero, ed insegna.

però, in quanto laureata alla sapienza, e iscritta alla specialistica, vorrei rassicurarvi sul fatto che gli studi che si fanno sono molto più seri, e che questo è stato presentato in forma limitata, sicuramente. quindi, marystar gelmini, ti prego, non ci togliere i fondi!

Carosello

venerdì, aprile 24th, 2009

un paio di considerazioni veloci su un paio di spot che vanno in onda su tutte le reti nazionali in questi giorni.

(a me fanno piangere)

prima: dr 5.

dr 5 è un suv della DR Automobiles Groupe che viene prodotto nello stabilimento di isernia (qui la storia del gruppo, interessante, direi). già un anno fa avevano fatto uno spot per il primo suv italiano (boh, io sta cosa di denominare le cose “italiane” e “prime” sinceramente non mi piace e non la condivido. posso pure comprare una cosa che è la “prima” ad esser prodotta in “italia”, ma se poi è una ciofeca? a me interessa la qualità, a prescindere dal posto in cui viene prodotto. ovviamente “italia” è sostituibile con qualsiasi altro luogo) che non spiccava di creatività, ma rientrava nella serie degli spottoni classici di automobili.

adesso se ne riesce con uno spot che secondo me, a mio modesto avviso, potevano risparmiare sti soldi che hanno dato ai creativi. e mo vi spiego perchè.

un salto indietro: sempre un anno fa, parlavo dello spot fiat grande punto con la colonna sonora di rino gaetano, dell’interpretazione che dette mia mamma e che poi scoprì essere quella di numerosi fan del cantautore.

ora, questo è lo spot della dr 5 (che cazzo di nome, tra l’altro):

la canzone, miei cari giuovincelli, è di Viola Valentino, si chiama “comprami” e la trovate qui, nel suo testo completo.
cito:

    Se sei giu’ perche’ ti ha lasciato
    Se per lei sei un uomo sbagliato
    Se non sei mai stato un artista…
    O non sai cos’e’ una conquista
    Se per lei sei stato un amico
    Se non hai lo sguardo da fico
    Se non vuoi restare da solo
    Vieni qui e fatti un regalo.

Comprami,
Io sono in vendita
E non mi credere irraggiungibile
Ma un po’ d’amore, un attimo,
Un uomo semplice
Una parola, un gesto, una poesia,
Mi basta per venir via

e ancora:

Se per te il sabato sera
Non c’e’ mai una donna sicura
Se non hai sulla tua rubrica
Una che sia piu’ di un’amica
Se non sai andare lontano
Dove non ti porta la mano

ora, io mi domando e dico.

cari creativi della A Movie Productions, vi siete resi conto che state vendendo una macchina, un suv, con la colonna sonora che racconta di una prostituta? ma veramente pensate che una canzone che dica “comprami io sono in vendita” faccia vendere veramente? una macchina poi? ma cos’è, un modo leggiadro di fare mercato? “accattateve e patate!!!”
cara signora Anna Falchi, lei, che si è riciclata, e scusi il termine, come produttrice, che cerca di farci credere di essere una donna seria, ma lei la conosce quella canzone? e soprattutto, perchè su una pubblicità come quella della fiat punto tutti a protestare, e qui non gliene frega niente a nessuno? ehhhh???

ma che poi voglio dire, solo io ho notato che nello stesso mese in cui è uscito questo spot, la signora Valentino è stata ospite in un paio di programmi pomeridiani, e la signora Falchi se n’è uscita dal nulla dopo mesi di silenzio, dichiarando che non si rifarebbe più il seno, se tornasse indietro? è l’equivalente di andare all’olimpico e alzarsi la maglietta, senza reggiseno e urlando “tette!!!”.

seconda: samantha de grenet nello spot ristora e maraviglia

chiedo umilmente scusa per il titolo del video, ma purtroppo il livello dei commenti su youtube sulla signorina sono tutti dello stesso tenore.

all’altezza della promozione, ecco.

terzo: ferrero grand soleil, istruzioni per l’uso.

qui purtroppo non ho trovato il video.

comunque, il grand soleil è un prodotto che è uscito da un bel po’ di tempo, a occhio e croce nel 2005 (era l’ultimo anno in cui facevo  la promoter, e sul treno incontrai una collega che stava andando alla presentazione del prodotto a roma, che mi disse appunto che era un prodotto nuovo della ferrero, ancora nemmeno pubblicizzato. pochi giorni dopo, io non mi ricordo che promuovevo, ma lei era sul mio stesso punto vendita e me lo offrì in pausa merenda).
orquindi, è un prodotto la cui pubblicità ci sfrangia i maroni da 4 anni. oltretutto, gli spot sono sempre stati abbastanza chiari su come si dovesse preparare il prodotto, che poi diciamolo, non è che bisogna essere quel genio di vissani.

agiti la vaschetta e la metti capovolta nel freezer per almeno una notte. stop. fine. kaputt.

e invece no.

dopo 4 anni, la ferrero fa uno spot in cui spiega per filo e per segno a una svampitissima tipa (“ma lei quando la fa la spesa?” “ma il sabato!”) che deve comprare il prodotto, mettere a posto la spesa, cucinare, sparecchiare, lavare i piatti, vedere la tv e poi, prima di andare a dormire, perchè così il freezer una volta chiuso non lo apri più ogni 5 minuti per tutta la notte, dopo aver agitato la vaschetta, puoi riporla al freddo e al gelo.

no, dico. ci rendiamo conto? quanto costa uno spot? un bordello di soldi, non solo di produzione ma anche di diffusione. significa che c’è così tanta gente che non sa preparare un ferrero grand soleil (!!!) che giustifica uno spot del genere. significa che tutti i soldi investiti nello spot sono perlomeno pari a quanti se ne sono persi perchè la gente non lo acquista perchè non lo sa preparare. significa che la ferrero si propone di recuperare 1) i soldi degli acquisti non compiuti per incapacità; 2) i soldi della produzione e diffusione dello spot; 3) soldi nuovi della gente che lo acquisterà convinta della facilità.

siamo un paese allo sfascio, che non sa preparare il grand soleil. poi dice che non sanno fare le case, non lo so io.

Sempre di imprese, internet e conversazioni che non ci stanno.

mercoledì, marzo 18th, 2009

M&M's temporary store

 

ne avevo già parlato in non mi ricordo che occasione, e credo in un post per moltomedia: m&m’s fa tramite internet una cosa fighissima, ovvero dà l’opportunità di stampare sulle praline il testo che si vuole, per poi confezionarlo come più ci aggrada. questa cosa l’avevo scoperta tempo fa su flickr, vedendo che c’erano persone che le usavano al posto dei confetti.

non so se con il sito internazionale si potessero ordinare e ricevere anche in italia, fatto sta che adesso hanno aperto un sito dedicato, che è questo. inoltre, questo mese, a milano, hanno aperto, penso per l’occasione, un temporary store, aperto per circa tre settimane.

io e bryenh, visto che eravamo in zona, ci siamo passate.

ora, negozio fighissimo, tubi di m&m’s divisi per colore o mischiati per tonalità simili, mille gadget (peccato per la tazza che non era niente di che) e un piano inferiore che non abbiamo visitato. praline a 25 € al kg, più una tesserina per un buono blockbuster della zona, e altri prodotti brandizzati, phighissimi.

ora, io e la socia eravamo in cerca di una connessione free per milano praticamente da tutto il giorno, volevamo sapere se c’era qualcuno dei milanesi che conosciamo che era in zona, e comunque in linea generale, volevamo far sapere in che luogo phighissimo eravamo.

toh! nel negozio c’erano alcuni pc! avevano explorer aperto, ed erano sulla pagina del sito della m&m’s giustamente. io e bry ci siamo avvicinate e ci siamo loggate al mio account twitter per far sapere ai circa miei 236 contatti che stavamo facendo. ce ne stiamo un po’ buone, guardiamo se qualcuno risponde, e nel frattempo (questione proprio di pochi minuti) si avvicina un tizio al pc accanto, tizio del negozio che ci guarda.

3 secondi dopo, una tipa a metà strada tra la commessa e la store manager e la promoter (più che metà strada, è un crocevia, vabbè), che poco prima stava invitando quattro ragazzine di 14 anni massimo a farsi le foto vicino ai dispenser di m&m’s per inviarle e metterle sul sito, si avvicina e ci fa osservare gentilmente che i pc sono lì per navigare sul sito delle m&m’s, e nient’altro.

ora. qualche piccola e semplice considerazione, di natura perlopiù logica, neanche di gestione dell’utente/cliente, internet marketing eccetera eccetera, ma proprio di buon senso.

1) se tu vuoi che i tuoi clienti accedano *solo* al sito che vuoi tu, metti un blocco alla rete. non so come, ma so che è possibile farlo.

2) ora, se non sei in grado di mettere un blocco di tal tipo alla rete, metti in conto che le persone possono accedere a quello che vogliono dai pc che metti a disposizione, e che tale cosa potrebbe avere anche un suo vantaggio.

esempio pratico: quello che ho fatto io non è stato andare che so, su youtube o su un sito porno, ma sono andata su un social network. un sn dove ho una cosa come 236 contatti. significa che ho detto a 236 persone dov’ero e cosa stavo facendo. se avessi voluto/potuto, sarei andata anche sul mio blog a dirlo; l’avrei detto su facebook, o se lo avessi, su friendfeed. se fossi una blogstar di quelle potenti, addirittura, scrivendo una sola volta su uno di questi sn, l’avrei scritto in contemporanea su tutti i sn che utilizzo, avrei potuto raggiungere una cosa come boh, 500 persone.

se fossi stata una blogstar di una certa levatura, avrei avuto anche un minimo di peso e di influenza, avrei potuto avere anche una certa influenza sull’acquisto: “ohè, se aless sta là, che figata, andiamo a trovarla, se son buone le m&m’s e lei le mangia, le compro anche io, magari le assaggio”. ammesso e non concesso che ci sia qualcuno che non le abbia mai mangiate. però ecco, uno poteva organizzare un miniraduno estemporaneo da loro. e non penso ci avrebbero rimesso.

se la cosa fosse stata fatta da un 15enne su facebook, sarebbe stato uguale, eh. mica bisogna essere per forza blogstar, basta essere “star” del proprio giro.

noi invece, presi i nostri sacchettini di cioccolatini, che in due non abbiamo speso 6 euro, abbiamo alzato i tacchi, e ce ne siamo andate. magari se fossimo rimaste un altro po’, avremmo comprato qualcos’altro. magari se avessimo twittato “oh, ma guarda quanto son gentili qui, che bello, che bravi”, magari si conquistavano altri clienti.

e invece no.

Dove andremo a finire?

giovedì, gennaio 15th, 2009

Hanno cambiato la forma ai saccottini del Mulino Bianco.

Non c’è più religione.

bau bau/2

martedì, ottobre 28th, 2008

ciao, sono aless, ho 26 anni e non lo so se ho un problema.

mi è appena arrivato il cagnolino scotty di cui vi avevo detto che stavo facendo i punti.

forse un problema ce l’ho: come la mettiamo con jerry?

ma ceeeeerto che esiste il succo di carruba!!!

sabato, agosto 2nd, 2008

non so voi, ma l’unico motivo per cui continuo a guardare gli spot wind è perchè spero che a quei tre gli prenda un raptus alla “il signore delle mosche“.

o che spostino l’isola via, il più lontano possibile dalla mia vista.

e berta filava…

mercoledì, giugno 18th, 2008

mia mamma è la decodifica aberrante fatta persona.

mia mamma è la cartina tornasole del comunicatore.

le sottoponi un testo e lei immediatamente ti tira fuori tutti i significati che potrebbero essere (male)interpretati. tutto il contrario di quello che volevi dire, lei riesce a farti capire che l’hai detto lo stesso.

esempio: ottobre 2007, il PD si presenta agli elettori utilizzando “mi fido di te”. il senso che voleva essere trasmesso è “il paese è bisognoso di sicurezze, ha bisogno di fidarsi di qualcuno perchè non si fida più di nessuno, e noi possiamo dargli le certezze che cerca”. il commento di mia mamma fu che era di pessimo gusto, visto che il giorno prima era morto il fratello di jovanotti in un brutto incidente, e quindi non dovevano usarla per rispetto del lutto del cantante. e lì hai voglia a spiegarle che c’erano diritti siae già pagati, permessi di utilizzo richiesti e concessi, case discografiche di mezzo, e che comunque una canzone una volta pubblicata entra a far parte dell’immaginario collettivo e assume tot significati, per cui è si del cantante, ma alla fin fine relativamente. lei, no. non voleva sentir ragioni.

domenica scorsa, cucina, vediamo lo spot nuovo della nuova punto .
io me ne sto lì, a bocca aperta, incantata dalla bellezza di questa macchina bianca che contrasta con i cartelli neri delle informazioni e col nastro asfaltato, l’allegria della canzone adatta per un viaggio, l’automobile che vola, che è allo stesso tempo giunzione e disgiunzione tra terra e cielo, la trasbordazione di significato del termine “filare” da lana a “velocità, viaggio, sicurezza, piacevolezza”, il tutto esaltato da un remix che taglia alcuni termini del brano originale senza però togliere la musicalità e entrando in mente in loop, favorendo il ricordo….

mia mamma: “ammazza però, potevano evitare, quello c’è morto correndo in macchina”

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