Archive for the ‘la feticista della carta stampata’ Category

gocce di memoria

giovedì, giugno 5th, 2008

mettiamo che abbiate uno scrittore preferito, ma di quelli potenti, che vi stregano.

mettiamo che un sabato mattina siete seduti annoiati ed insonnoliti al tavolo della cucina, mentre vostra madre legge il settimanale locale. arriva all’ultima pagina, quella con gli spettacoli cinematografici, i numeri utili, gli orari di treni, biblioteche e farmacie, e le segnalazioni dei nuovi libri. fra i due di questa settimana, ce ne è uno del vostro scrittore preferito, appunto.

vostra madre comincia a leggervi la trama.

in un primo momento siete stupiti, non sapevate ne dovesse uscire un altro.
in un secondo momento, avete una sorta di lanternino che vi si accende. quelle parole, quella storia, non vi sono nuove.
vi fate passare il giornale. rileggete in silenzio, concentrandovi. no, non vi siete sbagliati, voi quella storia la ricordate. l’avete letta. e se non l’avete letta, l’avete vista, in qualche film. ma no, suvvia, non è possibile. eppure, anche se non ricordate le parole, le frasi precise, vi ricordate che avete letto delle frasi, che esprimevano stati d’animo ben definiti, emozioni. sapete che è stato scritto in prima persona.

vi arrovellate per una settimana. vi informate, cercate su internet, ma non trovate niente di più di quanto non abbiate già letto sul settimanale locale.

decidete che appena possibile, passerete in libreria a verificare. e così fate. acquistate il libro, uscite e di ritorno sul treno cominciate a leggere.
è un libro sulla memoria e sul ricordo. leggete la prima pagina. si dispiegano i primi particolari, e li riconoscete. erano sedimentati in una parte di voi, ma c’erano, e il rimescolio della lettura li riporta a galla.

d’improvviso, chiudete il libro. tonf. siete spaventati. “come può essere?” vi chiedete. non è possibile, che sia un racconto di una raccolta ripubblicato da solo. sono 600 pagine di libro, non può essere un racconto. ed è scritto in prima persona, proprio come sapevate che sarebbe stato.

riprendete a  leggere.
all’improvviso, una luce. un click, proprio quello che succede al narratore, proprio come succede a lui. click. e all’improvviso, vi ricordate dell’ultimo libro che ha dato alle stampe il vostro scrittore preferito. alla fine, c’era un racconto, intitolato Memoria. l’avete ritrovato lì nella vostra mente, dove si era piegato come una maglietta estiva in attesa della bella stagione sul fondo dell’armadio. quel racconto era il primo capitolo di questo nuovo libro. e all’improvviso, vi sentite più liberi, e con la sensazione di essere stati per un po’, protagonisti di un libro di stephen king.

signori, questo è marketing esperienziale.

Stephen King, Duma key, Sperling & Kupfer, 19,90

non c’entra nulla, ma da oggi collaboro con Moltomedia, laboratorio creativo virtuale per sviluppare progetti multimediali, e lo faccio scrivendo dei post :D qui  il mio primo, leggete e commentate :D

topo anni e anni…

giovedì, giugno 5th, 2008

oggi ho fatto una cosa che credo non facevo dal 2003.

ho comprato “topolino”.

l’ultima volta lo presi per 4 o 5 settimane per costruire il galeone di topolino. persi uno dei “topo” con le istruzioni, lo montai a stento quando ero in possesso di tutti i pezzi, per scoprire poi che non si reggeva in piedi e che era anche ingombrante.

intanto, son stata contenta di vedere che la nuova direttora è valentina de poli. io ci ho cominciato a leggere a tre anni su topolino, e mi ricordo le rubriche e le pagine redazionali che firmava lei. e poi mi ricordo anche la posta del cuore, che si chiamava “qui paperino quack!”.

e poi vabbè, ci ho ritrovato tutto quello che ci avevo lasciato: paperino sognatore, paperone col deposito e battista, i bassotti imbranati, gastone fortunello, indiana pipps con le negritas e l’eterno rivale kranz . c’era anche una storia con il capitano cannapapero, il mister regaloni, tuffon e gattoso :D .

speravo di trovarci una storia con vincenzo paperica, ma per questa volta niente :)

e poi, finite le storie, ci ho trovato le barzellette. le vignette, quelle con isidoro e sansone. non è che non me li ricordavo, ma non ci pensavo da un sacco di tempo. è stato piacevolerrimo. ho provato a cercare delle immagini sul web ma non ce ne sono :(  

e settimana prossima me lo ricompro, che sennò mi rimane una storia in sospeso  :)

si ringrazia Dyoniso per il suggerimento del titolo

soffocare

lunedì, maggio 12th, 2008

Sembrava che quel momento dovesse durare per sempre.Che bisognasse rischiare la vita per ottenere affetto. Che bisognasse arrivare a un pelo dalla morte perchè qualcuno decidesse di salvarti.

se qualcuno penserà che sto cominciando a essere banale, forse è vero. infatti appena mi arriverà il libro di brand management da 45 euro, comincerò a postare frasi di quello, così magari qualcuno potrà trovarlo interessante.

comunque, non c’è niente da fa’, Palahniuk ti prende a schiaffi a ogni riga che leggi, a ogni pagina che volti.
e a mio insindacabile giudizio, alla mondadori dovrebbero cambiare quello che scrive le trame sulle sovraccoperte dei suoi libri, perchè gli sta facendo perdere soldi.

e poi mi chiedo: ma se a un bimboemo gli fai leggere un qualcosa tipo Soffocare, o Cavie, o Invisible monster… che fa? si ammazza definitivamente o mi diventa un bimbo puccioso??? non sarebbe malaccio in ogni caso, comunque.

“Soffocare”, Chuck Palahniuk, 2001, Piccola Biblioteca Mondadori.

ortone e il mondo dei chi – perchè “una persona è sempre una persona, non importa quanto sia piccola”.

mercoledì, aprile 30th, 2008

bel filmetto piacevole, pieno di animaletti strani, pucciosi, pelosetti e che sembrano di pelouche.

scimmie sparabanane, una mamma cangura ossessivo-possessiva che manda di continuo il pargolo in camera sua, cercando di eliminare ogni sua piccola fantasia e anche quella del resto degli abitanti della jungla di nullo, un elefante che fa da maestro, un topetto saggio, un coniglio che fa i biscotti e un avvoltoio russo cattivo e un po’ tontarello.

questo fuori dal granello.

nel granello un sinda-chi con 97 figlie e un figlio emo, un consiglio comunale avverso, una professoressa con la esshe shtrascinata e un pesce rosso da tenere sott’occhio.

sono andata a vederlo non sapendone assolutamente niente se non il trailer visto prima dell’isola di nim e ne sono rimasta piacevolmente sorpresa. raccontato in rima stile “il grinch” e “il gatto e il cappello matto”, ho scoperto solo poco fa che sono tratti tutti e tre da racconti dello stesso autore, il Dr. Seuss, di cui poco però si trova in rete, e quasi niente su wikipedia se non citazioni. l’animazione 3d è molto piacevole e morbida, sembra di guardare un negozio di pelouche, e l’omaggio all’animazione e ai generi giapponesi è una chicca imperdibile.

il doppiaggio è un po’ così così: christian de sica va alla grande anche con l’accento romano, peccato per qualche espressione tipicamente romanesca che ricorda troppo gli spottoni col vigile persichetti; il narratore è il classico narratore dei cartoni animati, la proff.ssa Lo-sa è giuppy izzo, anche lei voce familiare; peccato per la pivetti-mamma cangura che ormai è diventata una voce così nota che non la si nota più.

in definitiva ottimo, da vedere, ne vale la pena, nonostante duri solo un’ora e mezza. i miei piccoli compagni di sala ne sono usciti tutti strabiliati e durante l’intervallo (sigh. l’intervallo -__-”) il 50% di loro trovava dei granelli, e l’altro 50% chiedeva di poterli vedere.

detto questo, difficilmente tornerò al cinema adriano. un po’ perchè lontanuccio, un po’ perchè sarà bellissimo e fighissimo, ma l’intervallo, no, ve prego, non me potete fa l’intervallo. i film vanno visti tutti di seguito, davvero. però da notare il fatto che ai pupi fornivano una specie di bagnarola da mettere rovesciata sulla poltroncina  per stare più alti e vedere meglio.

no, a me non l’hanno data. se lo sapevo la chiedevo però :)

ps: da tenere sottocchio il nuovo della pixar disney di ottobre, wall e ! dolcissimo, ho pianto già durante il trailer, fantastico *_*

esci da questo corpo!!!

venerdì, marzo 7th, 2008

l’avevo detto, che ormai ero nel tunnel.
ed ero solo a pagina 24.

ho preso “l’ombra dello scorpione”.

il motivo per cui non l’avevo mai preso è che un libro abbastanza erto.
a me i libri erti piacciono pure, e li preferisco ai libricini piccini picciò, ma questo, non so, mi ha sempre fatto paura nel suo spessore.

che poi ho letto “it” tipo 8 volte in 8 anni, e qualche anno non l’ho letto per niente e qualche anno l’ho letto anche 3 volte. ma “l’ombra dello scorpione” non me la sentivo proprio di affrontarlo.

comunque, l’ho preso. poco fa l’ho confrontato con “it”, credevo che “l’ombra” fosse più grosso. invece è 1238 pagine il primo, 929 il secondo. se resisto, me lo succhio tutto tra pasqua e pasquetta. uscirò devastata, nemmeno fossi stata a un rave party.

la sindrome da tunnel di stephen king è pazzesca, te ci entri e nemmeno te ne accorgi.
sei sotto la doccia, e pam! “roland adesso dove andrà?”; stai cucinando e pam! “ma bill e bev si metteranno insieme?”; stai sul treno a studiare e pam! “Cofey si salverà?”. per dire, so di gente che mentre era col suo uomo, in un momento abbastanza topico, si è messa a pensare a come sarebbe andato avanti “la canzone di susannah”.

oggi pomeriggio, sul divano di casa aless, davanti al camino. aless è sdraiata sul minidivanetto da due posti, messa di fianco, jerry accoccolato nella cuccetta tra lo schienale e le gambe di aless. aless è completamente rincoglionita di sonno e dormicchia svenuta.

aless sogna.
aless sogna che è in giro per roma, e per andare in un posto che non ricorda, passa nel corridoio di casa propria. passa davanti la libreria billy bianco ikea e i libri non sono nel modo in cui li ha lasciati lei. soprattutto, la mensola dedicata a stephen king è stata completamente messa sottosopra, i libri sono in un ordine del tutto casuale. soprattutto, la serie della torre nera è completamente sparpagliata tra gli altri libri. il tutto, aless lo sa, è opera della madre.
aless, che stava sognando di essere una donna d’affari, quelle tutte d’un pezzo, quelle del “seh seh, vuoi fregare a me, ma quando mai, bello de’ casa?”, molla lì quello che stava facendo, e mette ordine nel caos apportato alla mensola dall’incauta genitrice. molla tutto, per l’ordine di una mensola. e la cosa che nota, è che il primo volume della torre nera, che ha in una pregiatissima edizione sperling paperback anni ’90 di pagine 256, si è trasformato in un tomo dalla copertina rigida di 1000 pagine, stile garzantina enciclopedia generale.

sto nel tunnel, io l’avevo detto.

30 cose da fare prima dei 30 anni.

domenica, marzo 2nd, 2008
  1. andare a pattinare sul ghiaccio.
  2. tornare a pompei e visitarla tutta con molta, molta calma.
  3. andare ad un concerto di elio e le storie tese.
  4. leggere "l’ombra dello scorpione".
  5. guardare "ultimo tango a parigi".
  6. comprare un letto matrimoniale.
  7. andare ad un concerto di vasco.
  8. farsi fare un massaggio al cioccolato.
  9. passare un week end in un bell’albergo solo per fare il bagno in vasca.
  10. abbracciare un ragazzo da dietro poggiando la testa sulla sua schiena e carezzandogli il petto da sotto la maglietta.
  11. passare un pomeriggio di primavera a leggere al sole sul lato dell’isola tiberina.
  12. fare una vacanza al mare.
  13. rivedere tutte le serie di "friends".
  14. organizzare una festa a sorpresa per una persona speciale.
  15. visitare il museo egizio e quello del cinema di torino.
  16. vedere "brian di nazareth".
  17. fare una coreografia in strada.
  18. tornare a tor caldara.
  19. fare un picnic notturno sulla spiaggia.
  20. ubriacarmi di baileys.
  21. passare una domenica pomeriggio sul divano a leggere mentre qualcuno mi fa le carezzine ai capelli.
  22. imparare a fare la sfoglia col mattarello.
  23. imparare a suonare una canzone intera con la chitarra classica.
  24. comprare una scatola di lego.
  25. provare a posare per un fotografo.
  26. ordinare le m&m’s con la scritta personalizzata.
  27. rifare il bagno in piscina.
  28. dormire abbracciata a qualcuno che amo innamorato di me.
  29. si accettano proposte.
  30. si accettano proposte.

 

è iniziato il conto alla rovescia. mancano 4 anni.

si cercano compagni di avventura, le adesioni si raccolgono nei commenti.

VII° LEGGE DI ALESS

mercoledì, febbraio 27th, 2008

“se sei uscita dal tunnel di stephen king ben 8 mesi fa, 15 giorni prima di ricominciare le lezioni e gli studi, comprerai un suo libro di 619 pagine che ti ci rifionderà prepotentemente, mettendo in forse tutta la tua futura carriera di specializzanda”

che poi questo  è anche il motivo per cui in genere, alla triennale, mi concedevo uno o due libri solo alla fine degli esami in attesa che ricominciassero le lezioni, chè io quando comincio a leggere chi mi ferma più? (“l’isola del giorno prima” di eco, mi ferma, ecco chi. altro che “baudolino” )

da pagina 24* (la feticista della carta stampata ha fatto un’orecchietta piiiiiiccooooolaaaaa piccola piccola, che non aveva con sè una matita o un post it, stava sul treno e aveva solo una penna, e non siamaiddio che si usi una penna su un libro non di studio):

<<Quando abbiamo finito e tu ti sei addormentata, io sono rimasto sveglio ad ascoltare l’orologio sul tuo comodino e il vento e ho capito che ero veramente a casa, che casa mia era a letto con te, e che qualcosa che si andava avvicinando nel buio improvvisamente non c’era più. Non aveva potuto rimanere. Era stato scacciato. Sapeva come tornare, di questo ero certo, ma non poteva restare, e io potevo dormire in pace. Mi si è infranto il cuore di gratitudine. Credo che fosse la prima vera gratitudine che provavo. Sdraiato lì accanto a te, con le lacrime che mi scivolavano ai lati della faccia e cadevano sul cuscino, ti ho amata e ti amo adesso e ti amo per tutti i secondi da allora a ora. Non importa che tu mi capisca. La comprensione viene immensamente sopravvalutata, ma nessuno trova mai abbastanza sicurezza. Io non ho mai dimenticato come mi sia sentito sicuro quando quella cosa è scomparsa dal buio.>>**

no, davvero, fate i seri, volete ancora classificarmelo come horror di serie b? a prescindere da quello che sia ciò che è nel buio (io non lo so, ho precisato pagina 24 perchè così non mi si accusa di spoiler, e di mio sono solo a 44 e ancora non s’è capito molto, anche se chi ha letto metà della sua produzione come me un po’ di aspettativa ce l’ha), a me sembra una dichiarazione fantastica. voglio dire, lui è lì, con lei che dorme, si sente a casa per la prima volta nella sua vita, e riesce a metter da parte tutte le sue paure, tutti i suoi demoni, che siano veri babau dell’armadio o idoli della spelonca.

Stephen King, “La storia di Lisey”,  Sperling Bestseller, 2006, € 6,00

*all’inizio, quando dovevo scegliere un nome per questa categoria di recensioni strampalate, il nome prescelto era “recensioni a pagina 24″, ma sapevo che non sarebbe stata in piedi, visto che spesso a pagina 24 non c’è niente di molto interessante
**ci ho un po’ la fissa del dormire abbracciati. spoiler: apparirà presto un post dove questa cosa tornerà. ma l’ho scritto almeno 20 giorni prima di quando lo leggerete. è che ognuno ha i suoi temi preferiti, i suoi topòi. come stephen king quello dei bambini fenomenali, delle mamme esaurite e in perenne pericolo e dei papà che, spariscano o meno, hanno una grandissima influenza sulla progenìe.

de stranezze 2.0

mercoledì, dicembre 26th, 2007

adesso mi spiegate perchè la casa editrice promuove questo libro

 Immagine di Un lavoro sporco

tramite un myspace e non con un blog.

(volevo riportarvi un brano, ma a) l’ho iniziato una settimana fa per poi mollarlo e finire "la collina dei conigli" e b) dice che anche per brevi citazioni in articoli o saggi ci vuole l’autorizzazione scritta, gli sto facendo anche troppa pubblicità aggratis, come diciamo a roma, che la casa editrice è romana così ci si capisce bene se passano di qua)

Non devi avere paura di nulla.

venerdì, novembre 9th, 2007

“Questo non è un romanzo. E neppure un racconto. Questa è una storia. Inizia con un uomo che attraversa il mondo, e finisce con un lago che se ne sta lì, in una giornata di vento. L’uomo si chiama Hervé Joncour. Il lago non si sa.  Si potrebbe dire che è una storia d’amore. Ma se fosse soltanto quello, non sarebbe valsa la pena di raccontarla. [...]“

Paura, eh?
No, tranquilli. Non è Lucarelli  Image Hosted by ImageShack.us

Alessandro Baricco “Seta”, BUR scrittori contemporanei, 1996. € 5,00

sono nato per curiosità.

domenica, novembre 4th, 2007

“[...] Otto giorni a tuffarci l’uno nell’altra, a riemergere senza fiato, a tuffarci di nuovo per esplorare a lungo la nostra geografia sottomarina, tanto che a volte ci addormentavamo l’una in fondo all’altro ed era poi il sonno a separarci e a farci tornare pian piano a galla, seguendo le curve dei nostri sogni…
Non insistere, non fare il Jérémy, che tanto su questo argomento otterrai solo metafore. Bisogna che tu lo sappia: in questo basso mondo tutto comincia con l’immagine e prosegue con la metafora. Il significato, sta a te conquistarlo, con la forza del neurone! [...]“

partiamo con un’avvertenza: me ignorante. ho sentito tante volte parlare di Pennac e di Malaussène che non avevo idea che fosse una saga, nè che “Signor Malaussène” fosse addirittura il quarto volume. quindi quando l’ho visto in offerta l’altro giorno [alla feltrinelli, chevelodicoaffare, ormai li compro solo lì i libri (la mia preferita in questo periodo è quella di piazza colonna, galleria Sordi, la trovo meno confusionaria di torre argentina) ]dicevo, quando l’ho visto non ho resistito e l’ho preso senza leggere la quarta di copertina. e finora non me ne sono pentita. ok, sto solo a pagina 141, epperò mi piace. poetico, ma concreto, con delle uscite tanto geniali quanto quelle che ognuno potrebbe averne, leggero e profondo, Benjamin racconta il mondo e la sua strana famiglia al pupo appena concepito, “un cece”. al punto dove sono arrivata, cominciano i colpi di scena, escono dei personaggi e ne entrano di nuovi, a costruire un coro di fratellini e sorelline, ufficiali giudiziari, medici, mamme, suore, puttane, amici e poliziotti che vivono il quartiere di Belleville animandolo dei pensieri più astrusi. non vorrei dire una castroneria, ma quella che si respira è un po’ la stessa atmosfera piena di trovate “strambe” (nel senso buono e sorprendevole del termine) che si respira anche in “Spiriti“, “La compagnia dei celestini”, “Terra!” e “Achille Piè Veloce” di Stefano Benni (toh! stessa casa editrice!).

“[...] Vedi, non succedeva niente. Clément Ufficiale in Erba e Six la Neve restituivano Belleville a Belleville, Jérémy Malaussène metteva in scena i Malaussène, Suzanne creava una cineteca in un cinema dimenticato dai cineasti, e la tua innocenza germogliava nel grembo di Julie. Allitterazioni, armonia imitativa, la vita ronfante, nessun sintomo di destino… Il fascino indefinito di un romanzo che si rifiuta di cominciare.
Se un giorno mi chiederai cos’è la felicità, e me lo chiederai, ti risponderò che è questa. [...]“

Daniel Pennac “Signor Malaussène”, Universale Economica Feltrinelli, 1995. € 8,50

P.S: volevo dire 4 parole che mi son scordata di dire. a parte consigliare di leggerlo. volevo dire che è un bel libro per una domenica pomeriggio invernale sdraiati sul divano. magari con qualcuno che ti fa i grattini sulla testa, o sulla schiena. magari.