VII° LEGGE DI ALESS
mercoledì, febbraio 27th, 2008“se sei uscita dal tunnel di stephen king ben 8 mesi fa, 15 giorni prima di ricominciare le lezioni e gli studi, comprerai un suo libro di 619 pagine che ti ci rifionderà prepotentemente, mettendo in forse tutta la tua futura carriera di specializzanda”
che poi questo è anche il motivo per cui in genere, alla triennale, mi concedevo uno o due libri solo alla fine degli esami in attesa che ricominciassero le lezioni, chè io quando comincio a leggere chi mi ferma più? (“l’isola del giorno prima” di eco, mi ferma, ecco chi. altro che “baudolino” )
da pagina 24* (la feticista della carta stampata ha fatto un’orecchietta piiiiiiccooooolaaaaa piccola piccola, che non aveva con sè una matita o un post it, stava sul treno e aveva solo una penna, e non siamaiddio che si usi una penna su un libro non di studio):
<<Quando abbiamo finito e tu ti sei addormentata, io sono rimasto sveglio ad ascoltare l’orologio sul tuo comodino e il vento e ho capito che ero veramente a casa, che casa mia era a letto con te, e che qualcosa che si andava avvicinando nel buio improvvisamente non c’era più. Non aveva potuto rimanere. Era stato scacciato. Sapeva come tornare, di questo ero certo, ma non poteva restare, e io potevo dormire in pace. Mi si è infranto il cuore di gratitudine. Credo che fosse la prima vera gratitudine che provavo. Sdraiato lì accanto a te, con le lacrime che mi scivolavano ai lati della faccia e cadevano sul cuscino, ti ho amata e ti amo adesso e ti amo per tutti i secondi da allora a ora. Non importa che tu mi capisca. La comprensione viene immensamente sopravvalutata, ma nessuno trova mai abbastanza sicurezza. Io non ho mai dimenticato come mi sia sentito sicuro quando quella cosa è scomparsa dal buio.>>**
no, davvero, fate i seri, volete ancora classificarmelo come horror di serie b? a prescindere da quello che sia ciò che è nel buio (io non lo so, ho precisato pagina 24 perchè così non mi si accusa di spoiler, e di mio sono solo a 44 e ancora non s’è capito molto, anche se chi ha letto metà della sua produzione come me un po’ di aspettativa ce l’ha), a me sembra una dichiarazione fantastica. voglio dire, lui è lì, con lei che dorme, si sente a casa per la prima volta nella sua vita, e riesce a metter da parte tutte le sue paure, tutti i suoi demoni, che siano veri babau dell’armadio o idoli della spelonca.
Stephen King, “La storia di Lisey”, Sperling Bestseller, 2006, € 6,00
*all’inizio, quando dovevo scegliere un nome per questa categoria di recensioni strampalate, il nome prescelto era “recensioni a pagina 24″, ma sapevo che non sarebbe stata in piedi, visto che spesso a pagina 24 non c’è niente di molto interessante
**ci ho un po’ la fissa del dormire abbracciati. spoiler: apparirà presto un post dove questa cosa tornerà. ma l’ho scritto almeno 20 giorni prima di quando lo leggerete. è che ognuno ha i suoi temi preferiti, i suoi topòi. come stephen king quello dei bambini fenomenali, delle mamme esaurite e in perenne pericolo e dei papà che, spariscano o meno, hanno una grandissima influenza sulla progenìe.