Archive for the ‘perchè io studio, io’ Category

Uki non va più a Cannes

lunedì, novembre 23rd, 2009

Purtroppo, per vari motivi, sono costretta a chiudere il progetto, o perlomeno a metterlo in stand-by. Quello che è sicuro è che nè io nè Uki a giugno andremo al Festival della Pubblicità.

Cos’è successo?
Varie cose.
Innanzi tutto mi aspettavo una risposta ed un’adesione un po’ entusiasta e numerosa, cosa che non c’è stata. Un po’ sicuramente io non sono capace di chiedere soldi per un progetto mio, abituata come sono a cavarmela da sola, almeno sul versante monetario. Un po’ mi dava fastidio chiedere soldi quando ci sono persone più bisognose (vedi L’Aquila, Messina, ecc ecc ).  Un po’ anche il fatto che quest’estate mi sono ammazzata di esami e che quest’autunno lo sto passando a riposare -_-” .
Ciò non significa che non penso che il Festival sia una perdita di tempo: sono sempre del parere che sia un’occasione di formazione unica e preziosa.
Ma finora la cifra raggiunta è stata inferiore ai 100 euro, e l’obiettivo ambizioso che m’ero ripromessa di raggiungere sembra molto lontano.

Anche un’altra cosa è successa.
A luglio, il mio hp portatile ha avuto bisogno di una ripassatina da un tecnico, poichè ormai da un po’ raggiungeva una temperatura esagerata, aveva sulle spalle una tesi, 3 persone che ci hanno lavorato e 3 mesi di pendolarismo da 400 km al giorno.
Ci ho messo un po’ per individuare un tecnico che fosse affidabile e veloce, e alla fine l’ho trovato, in una settimana mi ha sistemato il pc. Ma mi ha anche detto di fare attenzione, perchè parte del sistema di raffreddamento era montato in maniera da non poter essere sostituito, ed era già in parte mezzo rotto, dovevo solo aspettare il momento in cui sarebbe andato ad allegre signorine per cambiarlo.
Nel frattempo ho continuato a lavorarci, visto che era il mio unico mezzo di sostentamento (a parte l’aiuto dei miei, con cui vivo).

Venerdì l’ho acceso come faccio tutti i giorni e il rumore della ventola era minore rispetto al solito; sabato era inesistente e nel giro di 10 minuti, senza fare niente di che, ha raggiunto una temperatura inaccettabile. Arrivato al capolinea, quindi.
 
Per fortuna, come tutti gli anni, ho messo da parte i soldi per la prima rata universitaria, che sono all’incirca 400 euro. Per fortuna, per la prima volta, i miei genitori sapendo che una volta pagate le tasse avrei dovuto solo che aspettare lo stipendio successivo (150 euro, su per giù), mi hanno regalato l’iscrizione al nuovo anno accademico, per darmi un po’ di respiro e permettermi di mettere qualche risparmio da parte.
Vengo al dunque: devo ordinare un nuovo pc. L’ho già individuato, in settimana farò l’ordine, e rientra anche nel piccolo budget a me a disposizione. Il progetto di Uki verso Cannes, come dicevo, è sospeso a data da destinarsi. Le donazioni su paypal restano (in home il tastino), ma con lo scopo di riuscire a tirare avanti, pagarmi i libri per la prossima sessione d’esami, eventualmente rifondare quello che spendo per il pc.

Ho già contattato in privato chi ha fatto le donazioni, spiegando la situazione, e aspetto che un paio di loro mi rispondano lì.

C’è grossa crisi.

no, non ero in ferie.

martedì, settembre 1st, 2009

non ero in ferie.
non sono partita.

non sono sparita un mese.

sono andata al mare, ci sto ancora andando. ho preso un bel color biscottino che da tanto non avevo. un anno lo stage, un anno la tesi, un anno il lavoro, e così era dal 2005 che non andavo a mare. ho scoperto che alla fine, se vai con la macchina, e non a piedi, scendere in spiaggia è semplice e veloce. anche se sei da sola non ti deprimi. tra l’altro ho finito “i versi satanici”, “ti prendo e ti porto via” e “shining”, mentre mi asciugo al sole.

sto studiando per un esame a settembre, psicologia dei consumi e della pubblicità. a giugno e luglio ne ho dati tre, prendendo anche un bel 27. mi sono fatta 15 giorni al mare, e poi ho iniziato questo bel mattone da 850 pagine. l’ho finito di leggere e sottolineare ieri, e ho iniziato a rileggerlo e a prendere appunti sui post-it.

sono drogata di post-it.

vedo film. sono andata a vedere “the millionair” e ho scoperto che il corrispettivo indiano di Gerry Scotty è Lillo di Lillo&Greg. ho visto anche “28 settimane dopo”. carino, a me “28 giorni dopo” era molto piaciuto, questo purtroppo ha un paio di punti dove ci si rimane male, ma tutto sommato è funzionale al proseguio. e poi ho rivisto londra.

mi pongo enigmi. sempre rispetto a londra e a “28 settimane dopo”. attenti che spoilero. praticamente, i sopravvissuti vengono portati ad isle of dog, che una penisola nella parte nord del tamigi. quando i protagonisti fuggono da isle of dog, però, si vede che camminano sul millennium bridge avendo st. paul di fronte, quindi si stanno dirigendo dalla tate modern, che è sul lato sud del tamigi, verso il lato nord. ma loro c’erano già sul lato nord, come ci sono arrivati sul lato sud? e perchè??? non me lo so spiegare.

faccio progetti. Uki e Cannes, ma anche altri. che ovviamente appena riesco a tirar su spammerò ovunque.

rimango male. persone, che non si comportano coerentemente a come si erano presentate. situazioni che prospettavano un cambiamento, bello grosso, anche, che invece non si verificano.

rimango bene. persone che mi stupiscono, mi mandano mail molto carine che non mi aspettavo, che mi fanno sentire “utile” e ben accetta. che vanno in giro per il mondo e mi mandano sms in cui mi dicono che stanno per comprarmi una tazza.

twitto troppo. friendfeeddo altrettanto. no, forse twitto di più. però a me piace twittare, ecco. ah. sicuramente metto troppi fav su flickr.

e imparo a usare fotosciop e illustrator.

e poi non lo so.

poche cose, ma dense, quest’agosto, ecco. mettiamola così.

ci avevo voglia di scrivere un post, mi spiace un po’ sia passato un mese dall’ultimo.

carosello/4

martedì, luglio 28th, 2009

quando ho visto la fine dello spot, ho sperato vivamente che nel prossimo AG&G cadano dalla scogliera, investendo i 3 pazzi sbavanti e fiammetta sulla spiaggia coi bonghi per atterrare poi sul pattino addosso a diggei francesco. non sono riuscita a inserirci la gerini, ma chi sa, magari nel frattempo va in ferie e si ritrova a fare un’immersione proprio sotto il succitato pattino.

comunque, l’espressione di Giovanni di fronte al piatto di pasta è imperdibile, sembra quasi un attore drammatico degno di Pupi Avati.

 

quando ho visto lo spot della Gilette col supporto della Sapienza, m’era venuto mezzo un colpo, mezzo no, perchè dicevo, beh, uau, figo che la mia università sia usata come testimonial autorevole, peccato che passa il messaggio che gli studi che vengono fatti sono sulla durata dei deodoranti, e non magari su cose un po’ più importanti.

poi ho visto che l’Università di Bologna s’è prestata per il Tavernello, e devo ancora riprendermi dallo choc.

Uki il leoncino coraggioso

mercoledì, luglio 1st, 2009

meet Uki

lui è Uki, il leoncino. qualcuno di voi lo conoscerà per la magistrale interpretazione del Leone Codardo del Mago di Oz:

the Cowardly Lion

ma Uki è un leoncino coraggiosissimo, e pieno di interessi. ama leggere e studiare

Uki legge e studia

usa il pc e internet

Uki e gli eee

(e ha una camera un po’ disordinata), e manda sms agli amici

Uki e gli sms

Uki ha un sogno: come tutti i leoncini che si rispettino, vorrebbe andare a vedere una certa palma. al momento, sogna e si accontenta di quella del vicino di casa:

Uki sogna Uki e la palma

ma la palma dei suoi sogni è quella di Cannes.

a Cannes infatti si svolge ogni anno il Cannes Lions International Advertising Festival, la più importante manifestazione mondiale sulla pubblicità.

vi ricordate il Galà della Pubblicità, col mezzo minuto d’oro? ecco, prendetelo, moltiplicatelo per una settimana, portatelo a Cannes, aggiungeteci star internazionali, pubblicitari, seminari, workshop, conferenze, premiazioni, anteprime e tutto quello che vi viene in mente, e moltiplicatelo ancora per mille. ecco, forse avrete una vaga idea.

Uki vorrebbe andare l’anno prossimo a Cannes. per lui non ci sono problemi. ma ha bisogno di un accompagnatore, e ha chiesto a me di portarcelo. Io vorrei tanto, ma ho un problema, un dettaglio, suvvia: i soldi.

quest’anno, per poter accedere all’intero programma studenti dell’intera settimana, la quota d’iscrizione era di € 645.84.

più il volo a/r e il soggiorno.

ma il desiderio di un piccolo leoncino, che vuole vedere quello che fanno i Grandi Leoni, che vuole imparare dalle loro parole, che vuole investire sul proprio futuro, che vuole formarsi e vivere un’esperienza unica nel suo genere, non ha prezzo.

le mie tasche però sono vuote.

per cui mentre Uki se ne sta di là sul balcone a guardare la palma del vicino e a sospirare, io mi sono messa sotto e ho cercato un po’ di idee.

intanto, un tastino paypal


che significa?

significa che se qualcuno ha una di quelle carte qui sopra con su qualche soldino ed un account paypal e volesse contribuire al sogno del piccolo Uki, deve cliccare e sarà rindirizzato ad un sistema sicuro che gli permetterà di mettere un soldino nel salvadanaio.

e intanto questo.

poi, un’altra cosa.

chi vuole e chi può, trova qui il mio profilo linkedin. ovvero, il mio cv.

a che vi serve? a offrirmi un lavoro : D

mi occupo di contenuti internet, di gestione e creazione. mi occupo di social network. mi occupo di marketing&advertising. mi occupo (un po’) di fotografia. se vi serve quindi qualcosa nel campo, o conoscete qualcuno a cui serve e/o potrebbe servire, contattatemi. tutti i lavori trovati in questo modo finiranno nel salvadanaio per portare Uki ai Cannes Lions International Advertising Festival.

al momento, le modalità sono queste due, ma, stay tuned! che tante novità arriveranno mano a mano! : D

(abbiamo un anno di tempo, ma un anno passa in fretta ;) )

Mano all’agenda!

lunedì, giugno 29th, 2009

1 luglio 2009.

i funerali di MJ?

SB che si dimette?

l’eclissi di sole?

l’uscita del nuovo libro di Stephen King?

un’ondata di caldo?

una nevicata fuoristagione?

l’inizio di un nuovo mese?

che io sappia, no. (purtroppo, in alcuni casi)

semplicemente una cosina legata a quel pulsantino lì su, sulla destra, col link vicino (che per ora non funziona).

una cosa veramente, veramente interessante.

protagonisti io e il mio amico Uki.

powered by napolux.

quindi, mano alle agende, segnatevelo sul calendario, mettetevi la sveglia sul telefonino, aggiungete l’evento su google calendar, ma non perdetevi La Data :D

carosello/3

giovedì, giugno 4th, 2009

ovvero, gli spot che mi piacciono : D

cono 5 stelle sammontana

finalmente uno spot carino, dopo le 5 invasate che cantavano non ricordo cosa e gli occhi e la bocca “umanizzati”.
bella colonna sonora, belle immagini, storia simpatica e dolce.

cornetto algida love chocolate – non aver paura di mostrare il tuo amore

carinissimo, idea semplice, da quella frase che tutti abbiamo detto prima o poi (“se mi vedete fare l’idiota per un/una ragazzo/a fermatemi”) tira fuori delle situazioni simpatiche. il cornetto non ha quasi bisogno di vedersi, è simbolo dell’estate, dell’amore e degli amori estivi. ha tutto un bagaglio culturale dietro già formato che i consumatori hanno già fatto proprio, e non c’è bisogno di stare a fare tanti giri.

vigorsol air – a fresh air explosion

scoiattolo fnalmente eliminato (anche se a me piaceva, però pare che non godesse di una buona reputazione e che avesse fatto più danni che altro), ragazzo intraprendente, situazione divertente.

gli ha anche detto bene che è uscito in tv nei giorni (gli ultimi prima che rinfrescasse) di forte caldo. la prima cosa che ho pensato vedendolo è stata “ci vorrebbe proprio” : D

Estrella Damm Formentera

questo qui non lo vedremo mai. è lo spot di una birra spagnola, che ha deciso di ambientarlo a formentera su una canzone dei Billie the Vision and the Dancers, poichè entrambi (isola+gruppo) (anche se il gruppo è svedese) interpretano lo spirito vacanziero mediterraneo, proprio come appunto la birra estrella damm si prefigge di fare.

io la canzone la conoscevo già, anzi, sul sito del gruppo potete scaricare gratis e legalmente tutti i loro pezzi.

lo spot oltre che tale è anche video ufficiale della canzone. leggero, carino, divertimento, birra, mare, sole, ragazze, ragazzo phigo, birra, ecc ecc.

grazie a questo video ho scoperto che in finale formentera non è così differente da cincinnato, dove vivo: mare, sole, ragazze fighe (…), fanghi, solfatare. ecco, la differenza mi sa che la fa la carenza di birra e di ragazzi fighi : D

carosello/2

venerdì, maggio 29th, 2009

altro giro altra corsa.

bnl paribas 

bnlprbs

questo che vedete nella foto è lo slogan. è un po’ che gira, a dire il vero.

analiziamo.

parla di futuro. una banca deve pensare al futuro, ti sta dando dei soldi, deve credere in te, e tu in lei, e dovete essere proiettati verso qualcosa di essenzialmente positivo.

si ok. epperò diciamo la verità. io (io generico, qui siamo tutti precari) sono precaria. vado dal signor bnl e gli dico, sai, a me servirebbero dei soldi, perchè, che ne so, magari voglio metter su casa. oppure voglio aprirmi il mio negozietto o la mia piccola impresa. perchè io ho un progetto, mi sto costruendo il mio futuro, mi aiuti a costruirlo?

voglio vedere che mi dice il signor bnl.

e poi, non so, ma a voi i soldi servono nel futuro, o adesso?

io la scelta di “immaginare il futuro”, non la trovo felice. mi sto rivolgendo a una banca, un’istituzione solida. ho bisogno di certezze, sto senza una lira. il mio problema è il presente, non il futuro. o meglio, il futuro è domani, e se non so come portare sulla tavola il pane oggi, a domani nemmeno ci arrivo.

e poi. “lo costruiremo insieme”. ancora col futuro. adesso. a me serve adesso. poi voglio vedere se non ti pago la rata del mutuo sto mese, se mi dici “tranquillo, neh, che i tuoi progetti sono i nostri e ne parliamo mese prossimo”.

il pay off in sé e per sé non è male, è giusto. però il momento è quello sbagliato, a mio modesto parere.

chebanca!

ne avevo già parlato quando era uscito il primo spot.

a me spiace, anche perchè i servizi che propone li avevo guardati e non mi erano sembrati malaccio, sembravano flessibili e buoni anche in termini di costi di gestione. epperò mi si perdono sulla comunicazione.

non mi piacciono sti spot musical, che attirano l’attenzione ma che rischiano di non far capire come si deve i vantaggi offerti.

per non parlare poi del fatto che ritraggono il proprio utente come un demente che balla tutto il giorno anche se morto di fame, tanto c’è chebanca che ti può aiutare. signori di chebanca, non tutti i giovani aspirano a partecipare ad amici di maria de filippi.

piccola noticina: tempo fa avevano tirato fuori una carta ricaricabile. io l’avevo guardata, su internet, ed era interessante. però non ho capito perchè il discriminator, quello che doveva fare la differenza secondo voi, era la possibilità di scegliere in che colore, tra i diversi proposti, prenderla. perchè? perchè? perchè?

tim tribù – il sogno di farcela

allora, ci sono sti tre giovanotti che vanno in giro su un furgoncino anni ‘70 coi colori di tim. che vogliono fare i musicisti. mica gli ingegneri aereospaziali, i medici, i giornalisti, o i carpentieri. vogliono fare il gruppo rock. e cantano “con te partirò” di bocelli versione poppettara (orènda l’originale, orènda la cover). ed ovviamente sognano di sfondare. solo che il tastierista, che probabilmente è rinsavito, decide di dargli buca all’ultimo minuto, mentre stanno andando a montare gli strumenti al pub dove devono suonare. e allora, non è che dicono, massì, ma chi se ne frega, finchè c’abbiamo la chitarra, il basso e la batteria, possiamo farcela, dai, amen. no, si disperano, e chiamano il pub dicendo che il tastierista, sto disgraziato, non suona e quindi loro non possono suonare. quel poveraccio magari è a casa che sta cercando di studiare per passare l’esame dell’ordine degli avvocati, e guarda che stronzo, gli impedisce i sogni di gloria ai trettrè della tim. la tipa, poveretta, si offre di aiutarli e di suonare lei.

nel secondo spot, quindi, li vediamo che dopo aver preso una buca col furgoncino, stanno contrololando la ruota. cioè. 15 secondi di spot in cui questi controllano la ruota e ripartono. e danno vita al peggior dialogo cui possa dar vita uno spot rivolto ad un target di giovani: “chissà se la barista del pub è brava” dice uno, e fin qui, mi pare giusto, se deve suonare la tastiera, deve essere almeno un minimo decente, come musicista. ma poi il secondo lo incalza, chiedendosi “chissà se è bella”.

se è bella?

se è BELLA???

ma stiamo scherzando?

cioè, ditemi che la tim mi sta prendendo per il culo, no, ditemelo.

la cosa più importante in un sostituto in un gruppo pseudopop che sta sfondando, è se è figa o no?

chissenefrega se suona il piano come allevi, l’importante è che sia figa?

ma non finisce qui. no, vi sarebbe piaciuto.

i tre, finalmente, dopo una settimana di sto spot odioso, arrivano a sto benedetto pub. e non solo gli dice bene che la ragazza è carina, ma fanno pure i marpioni: “fiammetta, ecco perchè sento caldo”.

ma vatti a buttare a mare, se senti caldo, vai.

però, alla fine si riprendono in calcio d’angolo, dicendole che è brava, chissà se entrerà nel gruppo. ho paura di sapere quale altre prove l’attendono, a sta povera fiammetta.

 

sugli spot per i 10 anni di wind, taccio, che è meglio. ormai aldo, giovanni e giacomo stanno alla frutta.

 

gillette deodorante.

intanto ho scoperto che il ricercatore, è vero, ed insegna.

però, in quanto laureata alla sapienza, e iscritta alla specialistica, vorrei rassicurarvi sul fatto che gli studi che si fanno sono molto più seri, e che questo è stato presentato in forma limitata, sicuramente. quindi, marystar gelmini, ti prego, non ci togliere i fondi!

Sempre di imprese, internet e conversazioni che non ci stanno.

mercoledì, marzo 18th, 2009

M&M's temporary store

 

ne avevo già parlato in non mi ricordo che occasione, e credo in un post per moltomedia: m&m’s fa tramite internet una cosa fighissima, ovvero dà l’opportunità di stampare sulle praline il testo che si vuole, per poi confezionarlo come più ci aggrada. questa cosa l’avevo scoperta tempo fa su flickr, vedendo che c’erano persone che le usavano al posto dei confetti.

non so se con il sito internazionale si potessero ordinare e ricevere anche in italia, fatto sta che adesso hanno aperto un sito dedicato, che è questo. inoltre, questo mese, a milano, hanno aperto, penso per l’occasione, un temporary store, aperto per circa tre settimane.

io e bryenh, visto che eravamo in zona, ci siamo passate.

ora, negozio fighissimo, tubi di m&m’s divisi per colore o mischiati per tonalità simili, mille gadget (peccato per la tazza che non era niente di che) e un piano inferiore che non abbiamo visitato. praline a 25 € al kg, più una tesserina per un buono blockbuster della zona, e altri prodotti brandizzati, phighissimi.

ora, io e la socia eravamo in cerca di una connessione free per milano praticamente da tutto il giorno, volevamo sapere se c’era qualcuno dei milanesi che conosciamo che era in zona, e comunque in linea generale, volevamo far sapere in che luogo phighissimo eravamo.

toh! nel negozio c’erano alcuni pc! avevano explorer aperto, ed erano sulla pagina del sito della m&m’s giustamente. io e bry ci siamo avvicinate e ci siamo loggate al mio account twitter per far sapere ai circa miei 236 contatti che stavamo facendo. ce ne stiamo un po’ buone, guardiamo se qualcuno risponde, e nel frattempo (questione proprio di pochi minuti) si avvicina un tizio al pc accanto, tizio del negozio che ci guarda.

3 secondi dopo, una tipa a metà strada tra la commessa e la store manager e la promoter (più che metà strada, è un crocevia, vabbè), che poco prima stava invitando quattro ragazzine di 14 anni massimo a farsi le foto vicino ai dispenser di m&m’s per inviarle e metterle sul sito, si avvicina e ci fa osservare gentilmente che i pc sono lì per navigare sul sito delle m&m’s, e nient’altro.

ora. qualche piccola e semplice considerazione, di natura perlopiù logica, neanche di gestione dell’utente/cliente, internet marketing eccetera eccetera, ma proprio di buon senso.

1) se tu vuoi che i tuoi clienti accedano *solo* al sito che vuoi tu, metti un blocco alla rete. non so come, ma so che è possibile farlo.

2) ora, se non sei in grado di mettere un blocco di tal tipo alla rete, metti in conto che le persone possono accedere a quello che vogliono dai pc che metti a disposizione, e che tale cosa potrebbe avere anche un suo vantaggio.

esempio pratico: quello che ho fatto io non è stato andare che so, su youtube o su un sito porno, ma sono andata su un social network. un sn dove ho una cosa come 236 contatti. significa che ho detto a 236 persone dov’ero e cosa stavo facendo. se avessi voluto/potuto, sarei andata anche sul mio blog a dirlo; l’avrei detto su facebook, o se lo avessi, su friendfeed. se fossi una blogstar di quelle potenti, addirittura, scrivendo una sola volta su uno di questi sn, l’avrei scritto in contemporanea su tutti i sn che utilizzo, avrei potuto raggiungere una cosa come boh, 500 persone.

se fossi stata una blogstar di una certa levatura, avrei avuto anche un minimo di peso e di influenza, avrei potuto avere anche una certa influenza sull’acquisto: “ohè, se aless sta là, che figata, andiamo a trovarla, se son buone le m&m’s e lei le mangia, le compro anche io, magari le assaggio”. ammesso e non concesso che ci sia qualcuno che non le abbia mai mangiate. però ecco, uno poteva organizzare un miniraduno estemporaneo da loro. e non penso ci avrebbero rimesso.

se la cosa fosse stata fatta da un 15enne su facebook, sarebbe stato uguale, eh. mica bisogna essere per forza blogstar, basta essere “star” del proprio giro.

noi invece, presi i nostri sacchettini di cioccolatini, che in due non abbiamo speso 6 euro, abbiamo alzato i tacchi, e ce ne siamo andate. magari se fossimo rimaste un altro po’, avremmo comprato qualcos’altro. magari se avessimo twittato “oh, ma guarda quanto son gentili qui, che bello, che bravi”, magari si conquistavano altri clienti.

e invece no.

cose di moltomedia/4

martedì, novembre 11th, 2008

moltomedia

mai come stavolta si può dire che il post è stato un parto: infatti si parla di community/siti per mamme e papà.

l’idea è nata dal fatto che ormai da più di un mese scrivo qui, di cui fra pochi giorni andrà in on line la versione nuova. non so quanti genitori leggano le mie elucubrazioni sulla Factory, ma magari dateci un’occhiata :)

mantengo una promessa: l’avv. prof. Marco mi informa che è quasi in partenza la seconda edizione del seminario su “Cultura Libera, Società Libera” a SdC Sapienza. io ho frequentato la prima edizione tra marzo e aprile e l’ho trovata molto utile, se non stessi lavorando full time frequenterei tutto questo ciclo, ma sicuramente sarò presente alla lezione su UGC (user generated content) e a quella sul futuro del diritto d’autore. altre info qui. essendo la Sapienza ancora (per poco?) un’università pubblica, le lezioni sono aperte a quasi tutti, nei limiti dei posti, per cui se siete studenti e volete i crediti iscrivetevi, sennò sentitevi comunque liberi di andare comunque.

cià.

per me la settimana può anche finire qui

lunedì, settembre 22nd, 2008

autobus nettuno-laurentina (litoranea fino a torvajanica, pomezia, pontina fino all’eur, laurentina fino alla relativa fermata della metro); da lì fino a tiburtina e poi 4 fermate di bus.

so’ già stanca.